VIDEO Palmira è caduta, decapitati centinaia di soldati siriani

Palmira

Lo Stato Islamico ha conquistato la città siriana di Palmira, patrimonio dell’umanità secondo l’ Unesco. Centinaia di soldati governativi e di miliziani lealisti sono stati decapitati mentre fuggivano.

UNA RESA PROGRAMMATA – L’esercito governativo si è ritirato non prima di aver messo in sicurezza molti reperti archeologici, manifestando così l’impotenza del regime contro gli jihadisti che grazie ad Abu Ali Al-nabari ( ex generale di Saddam Hussein, ora alla guida delle operazioni militari del califfato) rovescia la situazione nella partita contro la coalizione: se a marzo il califfato aveva perso  un quarto del territorio conquistato, ora l’Isis  può mirare a  Baghdad.

POSIZIONE IDEALE – In questo momento i miliziani dello Stato Islamico si trovano in posizione ideale per proseguire senza troppi ostacoli la propria avanzata: Ramadi si trova a 113 km ad ovest di Baghdad ed è li che il califfato punta ad arrivare, è questo lo snodo cruciale tra Iraq e Siria. Palimira è il trampolino di lancio verso l’Iraq, la sua conquista è parte dell’avanzata jihadista verso Homs .

Palmira

VIDEO E FOTO DELLA PRESA DI PALMIRA -  Lo Stato islamico ha celebrato la conquista della città di Palmira decapitando militari e pubblicandone video di queste decapitazioni in rete. L’entrata trionfale nella città è stata trasmessa dalla televisione di stato siriana, oltre che ovviamente postata su tutti gli account e le voci ufficiali dell’Is. Proprio dal commento in una di queste pagine si apprende che l’Is controllerebbe anche l’ospedale della città, proprio questo, infatti era la base dell’esercito siriano prima della ritirata, durante la quale, sembra siano stati evacuati anche i civili.

LA DISTRUZIONE DI PALMIRA – Nessun video circola al momento in merito alla distruzione della città, il timore più grande è proprio quello che anche a Palmira si compia lo scempio già fatto nei siti archeologici di Nimrud e Hatra. In questo caso, però, il direttore dei musei siriani, Maamoun Abdulkarim ha rassicurato: ‘centinaia di statue che temevamo potessero essere distrutte, sono state trasportate in luoghi sicuri’.

Serena Prati 
@Se_Prati 

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