VIDEO Massimo, malato Sla. Appello al Parlamento per l’eutanasia legale

massimo fanelli sla

Appello al Parlamento per il diritto all’Eutanasia Legale di Massimo Fanelli, malato di SLA

“Onorevoli parlamentari, mi chiamo Massimo Fanelli, ho 54 anni e dal settembre 2013 sono malato di SLA”. Inizia così il video-appello rivolto al Parlamento di Massimo Fanelli, ex direttore d’azienda di Senigallia, che da un anno e mezzo sta combattendo la sua battaglia più grande contro la SLA. Lui, che ha girato il mondo e partecipato a molti programmi umanitari, oggi è costretto a “vivere” su un letto a causa del progressivo deperimento fisico della sua malattia, scoperta nel settembre 2013. Oggi però ha deciso di combattere la malattia anche da un altro punto di vista, quella della dignità umana, e lo ha fatto con un video indirizzato al parlamento italiano nel quale chiede l’eutanasia legale e rivendica il diritto di poter dire: ”Decido io quando morire

Progressivamente ho perso ogni autonomia e forza muscolare. Ho bisogno di assistenza 24 ore su 24. Respiro grazie alla tracheotomia, mi alimento via Peg. Vivo, o sarebbe meglio dire “sopravvivo”, nel disagio psicofisico di questa patologia che tra dolori e disagi psicologici raggiunge e supera spesso il limite della sopportazione e della dignità umana. Tutto questo è aggravato dalle leggi in vigore che non prevedono né regolamentano il diritto all’eutanasia come in molti Paesi civili . E’ umano e nobile, quindi, difendere il diritto all’autodeterminazione ed alla libertà di scelta dei malati terminali di come e quando poter porre fine alla propria vita, in modo da evitare atroci sofferenze e difendendo quella componente indispensabile della nostra libertà che si chiama dignità»

UN TABÙ CHIAMATO EUTANASIA 

In Italia un serio e concreto dibattito sull’eutanasia non c’è e raramente si è visto. Ciclicamente l’argomento torna a comparire sui giornali e all’interno di trasmissioni tv per raccontare di casi eclatanti, come quello di Piergiorgio Welby, conclusosi nel 2007 quando il GUP di Roma ha prosciolto il dottore Mario Riccio, imputato per omicidio del consenziente, ordinando il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato, o la travagliatissima storia che spaccò letteralmente l’Italia con Eluana Englaro. Esempi controversi di quanto poco, o nulla, sia stato fatto e del coraggio di chi, malgrado tutto, ha assecondato la loro volontà affrontando tutte le conseguenze (giuridiche) dei loro gesti.

E poi c’è chi ha la “fortuna”, e in alcuni casi davvero di fortuna si tratta, di poter andare all’estero, già in Svizzera, e decidere per l’eutanasia. Ogni mese sono almeno 3 gli italiani “in esilio” che scelgono il diritto a una morte dignitosa.

Da oltre un anno, alla Camera dei Deputati, è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta dall’Associazione ‘Luca Coscioni’ e dal comitato ‘Eutanasia legale’ totalmente ignorata dalla politica. Argomento troppo complesso, troppo delicato, che rischierebbe davvero di far saltare la già controversa maggioranza di governo.

UNA BATTAGLIA PER LA VITA

Massimo Fanelli, già qualche tempo fa, aveva pubblicato un messaggio sul web con foto shock: “Se vuoi avere il diritto di decidere sulla mia vita prenditi anche la mia malattia. Sì all’eutanasia” che ha fatto il giro della rete.

“Con questa mia battaglia – conclude il video – spero di trovare un prezioso supporto per la difesa del diritto di ogni uomo all’autodeterminazione in pieno rispetto della libertà degli altri e come unico giudice la propria coscienza”. Perché l’eutanasia deve essere un diritto per i malati terminali. L’hashtag è #IoStoconMax.

Valentina Gravina

@valegravi

Massimo prima della malattia

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