Video – Israele bombarda la Siria: attacco a una base militare

israele siria (tiscali.it)

Prosegue il conflitto in Siria (tiscali.it)

Damasco – Nuovi venti di guerra in Medio oriente: Israele è tornato a colpire la Siria nella notte, dopo il discusso attacco di giovedì a un carico di armi. In questa occasione l’obiettivo è stato un centro militare di ricerca, nell’area a nord di Damasco; lo stesso centro era già stato vittima di un raid nel gennaio scorso. L’attacco è stato confermato sia da fonti siriane, con il video trasmesso sulla tv di stato, sia da fonti israeliane: un anonimo informatore interno al governo di Tel Avib ha spiegato che il raid è stato condotto «vicino all’aeroporto di Damasco» e che «aveva come obiettivo missili iraniani per gli Hezbollah».

La tv siriana, che ha diffuso prontamente un video, parla di una “palla di fuoco” sopra al centro ricerche, colpito da missili partiti da Israele; se la Cnn ha confermato l’attacco di giovedì a un convoglio che trasportava armi, si parla ormai di una quindicina di sorvoli israeliani sul territorio siriano in circa due giorni. Da Tel Aviv, però, nessun commento ufficiale; tacciono sia il governo di Netanyahu, sia l’esercito, anche se un funzionario del ministero della Difesa ha spiegato che «Israele sta seguendo la situazione in Siria e Libano, in particolare il trasferimento di armi chimiche e armi speciali».

La situazione siriana è sempre più complessa; dopo i sospetti dell’amministrazione Obama sull’uso di armi chimiche da parte di almeno una fazione in lotta, con l’intervento israeliano sempre più massiccio, il rischio di un massiccio impegno occidentale all’interno del conflitto civile sembra avvicinarsi. I rassicuranti proclami di Obama circa la sua intenzione di non impegnare militari statunitensi in Siria potrebbero dover essere ritrattati dal precipitare della situazione, tenendo conto anche dell’aggravarsi del conflitto, che sta assumendo sempre più carattere etnico e confessionale; sono di questi giorni le notizie di nuovi massacri a opera delle milizie fedeli a Bashar el Assad, con centinaia di famiglie in fuga nel sud del paese.

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Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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