VIDEO – Il regime siriano usa armi chimiche contro i ribelli

armi chimiche

Prosegue il conflitto in Siria (foto via: tiscali.it)

Damasco – Un attacco con armi chimiche sarebbe stato condotto dalle forze del regime siriano contro i ribelli nella località di Jobar, alle porte di Damasco. E’ la sconvolgente notizia data oggi da Le Monde, che riporta la testimonianza diretta di due inviati speciali che hanno trascorso «quasi due mesi con i ribelli siriani »nella capitale siriana e nella regione.

Per «numerosi giorni di fila», scrive nel suo resoconto il reporter Jean-Philippe Remy, i giornalisti hanno potuto vedere con i loro occhi l’effetto delle armi chimiche sui ribelli. Il 13 aprile nel quartiere di Jobar, in particolare, hanno visto i combattenti «cominciare a tossire, poi mettere le loro maschere anti-gas, apparentemente senza fretta, ma in realtà già esposti. Due uomini si accasciano, soffocano, vomitano». Il tutto sarebbe stato preceduto da un’esplosione simile a quella di un colpo di mortaio, ma senza effetti visivi: «Nessun odore, nessun fumo, neanche un sibilo, ma poi cominciano gli effetti», hanno dichiarato i due reporter.

Dopo uno di questi attacchi, lo stesso fotografo di Le Monde ha avuto problemi respiratori e alla vista per quattro giorni. Per Jean-Philippe Remy, «non si trattava di semplici gas lacrimogeni, bensì di prodotti molto più tossici». Per questo critica lo scetticismo dei Paesi occidentali, che più volte non hanno creduto alle diverse accuse sull’utilizzo delle armi chimiche. «Bisognerebbe ascoltare i medici che, sul posto, cercano di arginare gli effetti di questi gas», si legge nel reportage.

Nel video si mostra quanto è accaduto l’8 aprile, all’Ospedale Al-Fateh di Kafer Battna, il più importante centro medico della regione di Ghouta, una roccaforte ribelle a est di Damasco. «I medici hanno mostrato le registrazioni, sui telefoni, di scene di soffocamento», spiega Remy. «Le persone che arrivano in ospedale hanno gravi problemi respiratori. Le loro pupille sono ritirate, altri vomitano. Non sentono più nulla, non sono in grado di parlare. Se non si interviene subito, rischiano la morte», ha spiegato un medico al giornalista.

Le Monde ha poi spiegato come in passato sia già stato denunciato l’uso delle armi chimiche da parte del regime, ma come siano mancate prove certe. Nel 2012 era stato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a spiegare come, qualora Damasco avesse utilizzato queste armi contro il suo popolo, sarebbe stata sorpassata “una linea rossa”, spingendo gli Stati Uniti a intervenire in maniera diretta. In totale, sarebbero state tre le zone dove, secondo Le Monde, sarebbero stati condotti gli attacchi: Adra, Otaiba e Jobar, almeno secondo quanto confermano i medici che hanno visitato i ribelli vittime degli attacchi lealisti.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.giornalettismo.com


Guerre chimique à Damas di lemondefr

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