VIDEO Human Rights Watch denuncia le violenze contro i gay in Russia

Un'immagine tratta dal video

Un’immagine tratta dal video dello Human Rights Watch

Si terrà domani 6 febbraio l’inaugurazione dei XXIII Giochi olimpici invernali, quest’anno ospitati nella città russa di Sochi, ma le contestazioni e le polemiche sono già iniziate da tempo.

IL VIDEO CHOC DI DENUNCIA - Una delle maggiori discussioni, scatenatesi con l’avvicinarsi dell’inizio dei giochi, riguarda un grave problema che coinvolge l’intero stato della Russia, ovvero l’omofobia. Le violenze contro le persone omosessuali o transgender sono in continuo aumento e non apprestano a fermarsi, soprattutto perché non esiste un’efficace tutela da parte della legislazione statale, ancora troppo legata ad una mentalità conservatrice e poco propensa ad affrontare chiaramente l’argomento.
La denuncia arriva dalla Human Rights Watch, la nota organizzazione non governativa residente a New York, che si occupa della salvaguardia dei diritti umani. L’HRW, per dar voce alla sua protesta, ha creato e caricato sul canale Youtube un video, di forte impatto emotivo, che mostra chiaramente le violente attenzioni a cui sono sottoposti i gay residenti in Russia; lo scopo di questo filmato choc, ovviamente, è quello di sottoporre ad attenzione internazionale le gravi condizioni di vita degli omosessuali, nonché quello di sollecitare il governo ad intervenire.
Con chiare parole si è espressa Tanya Cooper, una delle ricercatrici della ONG newyorkese, chiarendo come il governo russo abbia l’obbligo morale ed istituzionale di difendere i diritti di ogni singolo cittadino, senza discriminazioni di genere; «Chiudendo un occhio a causa di un’odiosa e violenta retorica omofobica, le autorità russe stanno mandando un messaggio pericoloso al mondo, che sta per partecipare alle Olimpiadi, ovvero che non c’è niente di sbagliato nell’attaccare o perseguitare gli omosessuali», ha affermato la Cooper.

LE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI A FAVORE DEI DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI - Il pensiero omofobo sembra purtroppo essere largamente diffuso nella Russia di Putin, dove si contano all’incirca 445 gruppi di estremisti dichiaratamente antigay, che non accettano e non comprendono le diversità e portano avanti una vera e propria battaglia, convinti che le persone omosessuali siano affetti da una malattia.
Un chiaro segnale, rivolto a combattere questa ingiusta e brutale discriminazione, è stato dato dalle istituzioni internazionali e da alcuni capi di governo che hanno deciso di non presenziare all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, tra cui Angela Merkel e François Hollande. Ancora più forte la scelta statunitense, che ha inviato una delegazione di rappresentanza formata da Caitlin Cahow e Billie Jean King, due sportive dichiaratamente gay. Viviane Reding, vicepresidente della Commissione dell’Unione Europea ha rifiutato l’invito e ha dichiarato che non si presenterà in Russia «fintanto che le minoranze verranno trattate come lo sono oggi dalla legislazione russa».

Alessia Telesca

foto: gawker.com

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