VIDEO Europa League – Inter, a san Siro il Rubin Kazan sfiora il colpaccio: 2-2

INTER-RUBIN KAZAN 2-2 (1-1): Ryazantsev (R) al 17’, Livaja (I) al 39’ p.t.; Rondon (R) al 38’, Nagatomo (I) al 47’ s.t.

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Cambiasso perplesso (nanopress.it)

Milano – Ad accogliere l’Inter in Europa League dopo la sua ultima apparizione nella stagione 2001/2002 vi è un nuovo cerimoniale, nuovi colori sventolati dai ragazzini della Uefa schierati a centrocampo, un nuovo jingle di benvenuto e un nuovo manto erboso. Non basterà a sfatare il tabù san Siro.

Nuova anche la formazione di Stramaccioni, che schiera in avanti Marko Livaja al fianco di Antonio Cassano, con dietro a rifornirli Coutinho: un trio inedito, ma una valida soluzione quando Milito resterà fuori. Di fronte i russi del Rubin Kazan, squadra infarcita di stranieri, tra cui spicca la punta Rondon, attaccante lento in ripartenza ma pericoloso in progressione e l’italiano Bocchetti, schierato a centrocampo.

Tutto nuovo insomma tranne l’Inter che anche in questa occasione si presenta sterile di idee e troppo impacciata, con Coutinho nel ruolo di rifinitore troppo leggero per resistere alle cariche dei difensori russi. Dopo 15 minuti il Rubin Kazan conquista un rigore per un fallo ingenuo di Jonathan su Karadeniz: tira il Natcho e Handanovic non fa rimpiangere Julio Cesar parando il tiro. L’estremo difensore non trattiene però il pallone e i suoi compagni si fanno tutti anticipare da Ryazantsev che segna.

L’Inter accusa il colpo e non sembra in grado di produrre azione offensive pericolose. Si distingue Cassano con alcuni dribbling (finalmente un italiano in rosa che dribbla dai tempi di Beccalossi, ndr) e da lui partono le azioni più pericolosei. I primi fischi di San Siro svegliano l’orgoglio interista e al 36°minuto Jonathan ha l’occasione per riscattarsi, ma solo davanti  alla porta si fa respingere il pallone. Sulla ribattuta Cassano recupera la sfera e crossa per Livaja che di testa mette sopra la traversa. Il gol è nell’aria e arriva al 38°: ancora Cassano mette in area una palla al bacio per Cambiasso che cerca la testa di Lavaja e questa volta il 19enne croato insacca. Prima del fischio finale palo di Ryazantsev su un’azione isolata con la difesa schierata: sarebbe stata una beffa.

Nel secondo tempo Stramaccioni toglie Jonathan fischiato nel primo tempo, forse un po’ troppo esageratamente, e inserisce Guarin con compiti di impostare il gioco nel vertice basso del rombo di centrocampo. Zanetti va sulla linea difensiva, anche se solo nelle coperture, perché di fatto l’undici nerazzurro difende a 3. Al 15° del secondo tempo Stramaccioni effettua il secondo cambio: dentro Milito per Livaja per dare maggiore profondità all’azione fin li troppo sterile a parte le giocate dei singoli.

Il tap-in vincente di Ryazantsev per l’1-0 (sport.it)

Cassano è al limite anche se prima di uscire si fa vedere perfino in difesa: al 24° si arrende ed esce tra gli applausi. Al suo posto Pereira che è anche l’ultimo cambio a disposizione di Stramaccioni. Mossa rischiosa al limite del masochismo, se come spesso accade ad inizio stagione si verificano infortuni muscolari a fine partita per eccesso di sforzo. Pereira si fa notare più che altro per un sinedrio a 3 con Coutinho e Guarin per tirare una punizione: il tiro non produce pericoli nella difesa del Rubin.

Inaspettatamente al 40° i russi passano in vantaggio con un gol bello di Rondon che sfugge alla marcatura di Ranocchia, il quale macchia così la sua fin lì impeccabile prestazione e segna. Il campo di San Siro sembra avvolto da uno strano sortilegio ma nel recupero Nagatomo sbroglia la situazione segnando con un tiro al volo dopo un’azione caparbia di Milito sulla destra.

Gargano in impostazione è certamente da rivedere, come del resto anche Guarin e Coutinho, ancora troppo leggero per il campionato italiano. Cassano invece è ancora troppo pesante nella forma e nei movimenti, ma la sua enorme classe lo aiuta ad accendere la luce per i suoi compagni. Bene Ranocchia in difesa nonostante l’errore sul gol, mentre Samuel è parso fuori condizione.

RUBIN KAZAN - Telegrafico come neanche lo Zeman dei tempi migliori l’allenatore del Runin Kazan Berdyev, che risponde spesso a monosillabi, ma non dice mai cose banali. Si aspettava il gioco dell’Inter per come si è sviluppato nella partita, mentre risponde diplomaticamente alla domanda se l’Inter e il Rubin siano le squadre più forti del girone: «Se tutte le squadre hanno un punto, significa che sono tutte forti uguali».

INTERStramaccioni dimostra come sempre una grande capacità di analisi e la qualità di vedere positivamente. Ha visto una squadra vera che in occasione del 2-2 gli ha dato una grande dimostrazione di unità. Ringrazia i tifosi per lo striscione apparso in curva a metà del secondo tempo in cui gli ultras lo incitavano a andare avanti. «Non ho ancora fatto nulla per meritare il loro rispetto – dice – spero già domenica di regalare alla tifoseria una vittoria, la prima a San Siro da quando è stato rizollato».

Marco Papetti

INTER-RUBIN KAZAN 2-2: IL VIDEO DEI GOL

 

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