VIDEO – Ecco il parroco che giustifica i pedofili e accusa i gay

Trento - Ultimamente la Chiesa nella figura di Papa Francesco ha abituato fedeli e non ad aperture solo poco tempo fa inimmaginabili, dai gay ai divorziati, dall’ambiente alle disuguaglianze economiche. In realtà all’interno della comunità cattolica non tutti sono in linea con le posizioni aperte del santo padre che in un omelia disse “chi sono io per giudicare i Gay”. Uno degli scandali che più ha colpito la chiesa cattolica nel mondo è stato quello della pedofilia. Nonostante la tolleranza zero del Papa e le scuse fatte poco più di un anno fa, c’è chi non la pensa esattamente come Bergoglio, anzi.

LA COLPA DEI BAMBINI - Visto il recente scandalo dato dalle dichiarazioni di monsignor Charamsa, che ha dichiarato la sua omosessualità e di avere un compagno, una giornalista del programma di LA7 “L’aria che tira” ha intervistato Don Gino Flaim, collaboratore pastorale della chiesa di San Pio X di Trento sulla questione e il sacerdote ha dichiarato: “La pedofilia posso capirla, l’omosessualità non lo so – continua  - io ho fatto tanta scuola e i bambini li conosco e purtroppo ci son bambini che cercano affetto perché non ce l’hanno in casa”. Non contento di quanto detto, il parroco afferma che “la pedofilia è un peccato e come tutti i peccati va accettato”.

Papa Francesco  (www.huffingtonpost.it)

Papa Francesco (www.huffingtonpost.it)

L’OMOSESSUALITÀ - Per quanto riguarda l’omosessualità, il prete dice di non avere alcuna conoscenza diretta ma che comunque non si farebbe meraviglia se ci fosse. “Le malattie vengono – afferma il parroco – chi vive queste situazioni si vede un po’ diverso dagli altri”. Questa quindi l’intervista shock realizzata stamani che non mancherà di scatenare polemiche ed accendere il dibattito del Sinodo aperto ieri dal Papa.  Insomma con il Giubileo non così lontano, la Chiesa romana si appresta a vivere un periodo delicato nel quale Papa Francesco avrà il compito non facile di mantenere intatta e migliorare l’immagine della sua chiesa, nella quale messaggi come questi non possono essere tollerati.

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