VIDEO Cuccioli uccisi per la sperimentazione. La denuncia della BUAV

Il video della BUAV: animali uccisi per la sperimentazione scientifica

Il video della BUAV: animali uccisi per la sperimentazione scientifica

È una lotta che non si arresta quella contro la sperimentazione animale, pratica ancora oggi utilizzata in varie parti del mondo e fortemente contrastata dalle associazioni animaliste, che mostrano da tempo come questa pratica sia crudele e, oltretutto, inefficiente ai fini scientifici.

IL VIDEO DELLE TORTURE - Il dibattito si è riacceso in Gran Bretagna a seguito di immagini e video realizzati da una donna, militante tra le file della BUAV, associazione che si batte per il riconoscimento dei diritti degli animali e fermamente contro la vivisezione, entrata furtivamente in un laboratorio del Cambridgeshire. Le riprese mostrano animali, per lo più deliziosi cuccioli di cane e gatto, in pessimo stato psicofisico, terrorizzati e traumatizzati; le voci strazianti degli animali pervadono tutto il video e si interrompono di fronte alle brutali uccisioni, effettuate ai fini della sperimentazione. Scienziati e ricercatori si mostrano freddi e cinici di fronte a queste morti, dando solamente l’ordine di ripulire il laboratorio e smaltire le carcasse.
All’interno della struttura, la giovane investigatrice, il cui nome è rimasto anonimo, ha attestato la presenza di circa 92 cuccioli di beagle e circa 15 gatti, oltre che numerosi vitelli, polli e conigli.

IN DIFESA DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI - Susie, il nome fittizio con cui la donna vuole farsi chiamare, ha commentato con grande stupore ed orrore quello che ha ripreso in questo istituto scientifico e, purtroppo, non è riuscita a fare molto per i piccoli animali che imploravano soccorso; ha potuto mettere in salvo solamente due cani adulti ed un cucciolo di pochi mesi, ma ha fatto molto affinché questa brutale usanza sia attestata e arrivi agli occhi di tutto il popolo inglese e non solo.
Questa pratica fa inorridire le associazioni animaliste, da tempo battagliere e convinte nell’efficacia di pratiche alternative, ma tocca anche, nel profondo, la sensibilità di coloro che amano gli animali e vorrebbero che questi fossero trattati alla stregua delle persone, perché esseri indifesi e non in grado di esercitare il loro diritto di arbitrio nei confronti di prassi scientifiche. Il dibattito, in ogni caso, non attesta a calmarsi e molti di coloro che sono a favore della sperimentazione animale rimangono fermi e convinti delle loro posizioni, spesso ignorando l’inefficienza dei test di laboratorio e la corrispondenza necessariamente imperfetta tra una certa tipologia di animale e l’uomo.

Alessia Telesca

foto: express.co.uk

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3 Risponde a VIDEO Cuccioli uccisi per la sperimentazione. La denuncia della BUAV

  1. avatar
    g. 03/03/2014 a 21:07

    Premettendo che ci sono delle normative per la sperimentazione animale quali il minor stress possibile e che quindi se sono state infrante queste normative è giusto che una persona paghi.
    Mi chiedo con quale diritto questo articolo si permette di scrivere
    “rimangono fermi e convinti delle loro posizioni, spesso ignorando l’inefficienza dei test di laboratorio e la corrispondenza necessariamente imperfetta tra una certa tipologia di animale e l’uomo.”
    “spesso” “inefficenti” ” corrispondenza imperfetta”

    Queste sono mere opinioni senza uno straccio di fondamento scientifico e senza la giusta contestualizzazione e senza citazioni di fonti o altro.
    Sono affermazioni come queste che minano la corretta informazione scientifica.
    Le persone a favore della sperimentazione scientifica non ignorano affatto queste problematiche, e si sono impegnate a spiegare più volte determinati concetti, puntualmente ignorati.
    Prima di fare disinformazione vi invito ad informarvi correttamente

    Rispondi
  2. avatar
    R. 04/03/2014 a 14:02

    Sono completamente d’accordo con g. e mi dispiaccio del fatto che non esista il reato di falsa propaganda antiscientifica. Questo “articolo” manca innanzitutto di onestà intellettuale. Si parla ad esempio di “brutali uccisioni”, ma dal video emerge chiaramente che i decessi degli animali sono avvenuti per eutanasia, come quella che il veterinario effettua sui nostri animali domestici.. sono anche quelle brutali uccisioni? Al decesso segue dissezione, quindi non si tratta di vivisezione, ma di necroscopia (che in genere si effettua per un motivo!!). Sono immagini spiacevoli è vero e speriamo tutti di poterci presto affrancare da tutto ciò, ma contrariamente a ciò che scrive la signora Telesca, l’efficienza scientifica di tali test è alta e non esistono ancora metodi completamente sostitutivi:
    http://oggiscienza.wordpress.com/2014/01/30/alternative-alla-sperimentazione-animale-a-che-punto-siamo/

    Consiglio, infine, all’autrice di leggere questo documento:
    http://www.vita.it/static/upload/240/24012014_testo.pdf

    “Il comitato sottolinea, infine, l’importanza di assicurare una maggiore accuratezza delle notizie e dei commenti sulla stampa non specialistica e fa un appello affinché i media contribuiscano a evitare il diffondersi di radicalismi e fanatismi quando si discuta di scienza, ad esempio non utilizzando termini fuorvianti quali vivisezione, e promuovendo viceversa valori interni alla scienza quali il ricorso alla logica e alla costante verifica dei fatti, il rispetto di requisiti di oggettività, di rigore e di chiarezza argomentativa e l’onestà intellettuale.”

    Rispondi
  3. avatar
    Alessia Telesca 04/03/2014 a 14:54

    Buongiorno,
    innanzitutto vi ringrazio per le vostre segnalazioni, ogni commento è utile per approfondire gli argomenti trattati e dare al lettore differenti chiavi di letture.
    Tengo a precisare che l’articolo è basato sulla ricerca e l’indagine portata a termine dalla BUAV, un’associazione inglese che si occupa della difesa dei diritti degli animali e, ovviamente, fermamente contro la vivisezione. Il punto di vista dell’articolo è, quindi, quello della BUAV sia quando si parla di brutali uccisioni, definite in tal modo non per i mezzi utilizzati ma per l’etica che muove i difensori degli animali, sia quando si affronta l’argomento del dibattito forte e, spesso, privo di dialogo tra le due parti.
    La mia opinione personale non è espressa e le parole utilizzate attestano il sentimento e la denuncia della BUAV, di cui chiaramente parla l’articolo; la mia neutralità è attestabile anche dal fatto che lo stesso articolo rimanda al fatto di cronaca, di pochi mesi fa, che ha coinvolto Caterina Simonsen, la giovane donna colpita da malattia rara schieratasi nettamente a favore della sperimentazione animale.
    Qualora determinati concetti fossero stati espressi poco chiaramente mi scuso, ribadendo la mia intenzione di riportare un caso d’indagine ed un’opinione di un’associazione che combatte quotidianamente contro la sperimentazione animale.

    Alessia Telesca

    Rispondi

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