VIDEO Bersani e la bandiera dell’Esercito Siriano Libero che perseguitava i cristiani

Guardate questo video, guardate ed ascoltate bene. Era il 2012 e l’allora segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani parlava della Siria, e alle sue spalle è impossibile non notare la bandiera del Free Syrian Army, l’Esercito Siriano Libero. Bersani invitava l’Europa a compiere interventi diplomatici forti, ad Assad chiedeva di andarsene, invocava addirittura la dignità del popolo siriano. Evidentemente nessuno aveva spiegato a Bersani che quella bandiera dietro a lui non aveva nulla a che fare con la dignità del popolo siriano ma che rappresentava esattamente l’opposto.

LO STESSO NEMICO DELL’ISIS - Da più di quattro anni in Siria è in atto una terribile guerra. Da una parte c’è Assad e le forze governative, dall’altra tutti quelli che vogliono rovesciare l’esecutivo di Damasco: principalmente l’Esercito Siriano Libero, al Nusra (cioè la costola siriana di Al Qaida) e l’Isis. Basterebbe nominare chi sono coloro che combattono con lo stesso obiettivo dell’Esercito Siriano Libero per capire chi siano veramente quelli che l’Occidente chiama i “ribelli moderati”. I combattenti curdi (che in un certo senso sono i terzi incomodo della guerra alla Siria visto che combattono per difendere il Kurdistan) nel recente passato si sono scontrati con l’Esercito Siriano Libero. A questo link potete leggere un articolo di reuters.com del 2012 in cui si parla di 56 morti causati dagli scontri proprio fra i ribelli siriani e i curdi.

Esercito Siriano Libero

Assad, nemico dell’Esercito Siriano Libero e dell’Isis (foto: formiche.net)

COSA FANNO I RIBELLI - Ma si lasci da parte tutto questo e si facciano parlare i fatti. Questo pezzo del thedailybeast.com del 2013 racconta che in Siria i rapimenti, gli stupri e le esecuzioni dei cristiani avvenivano anche per mano degli affiliati dell’Esercito Siriano Libero. Nel 2013 una madre di tre bambini ha detto al New York Times (questo è il link) che stava fuggendo dai ribelli e che non voleva essere nominata nell’articolo perché aveva paura di rappresaglie dei ribelli contro i suoi parenti. Sempre al giornale americano un uomo ha detto di essere stato derubato e picchiato dai ribelli a causa della sua fede cristiana. In questo articolo del 2012 il Daily Mail parlava di «un numero crescente di resoconti di atrocità effettuate da elementi criminali dell’Esercito Siriano Libero».

I RIBELLI MODERATI NON ESISTONO - Insomma, i ribelli moderati non esistono, o sono una piccolissima minoranza. A dirlo non sono soltanto queste storie o qualche giornalista o opinionista che potrebbe essere male informato, ma il ministro della Difesa statunitense Ashton Carter in persona. I ribelli moderati che hanno concluso il programma americano studiato per combattere l’Isis, come potete leggere anche sul sito dell’agenzia Agi, sono appena sessanta. Nel luglio scorso il ministro Carter ha dichiarato che «questi sono numeri molto più bassi di quanto avessimo sperato» e che «questo programma è essenziale. Abbiamo bisogno di un partner sul terreno per assicurare una sconfitta duratura di Isis». Nel frattempo, gli uomini e le donne dell’esercito di Assad combattono sul campo i jihadisti dell’Isis rischiando ogni giorno la vita. E una persona al di sopra di ogni sospetto come l’Arcivescovo di Aleppo ha detto (questo è il link per leggere il discorso completo) che prima che iniziasse la guerra in Siria i cristiani e i mussulmani vivano insieme in amicizia. Ma Assad è quello brutto e cattivo che se ne deve andare, vero Bersani?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: formiche.net

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