VIDEO Berlusconi contro la magistratura: è ‘mafia di giudici’

Silvio Berlusconi attacca ancora i giudici: ecco il video su Facebook in cui definisce "mafia" la magistratura

anno giudiziario

Roma – Silvio Berlusconi torna all’attacco. Lo fa durante una riunione “a porte chiuse” con Nicola Becce, candidato in Basilicata, durante il quale il leader di Forza Italia si scaglia ancora contro la magistratura, definendola «una mafia di giudici».

IL CONTESTO – Silvio Berlusconi stava parlando a palazzo Grazioli con i delegati di Forza Italia provenienti da Potenza, tra cui Nicola Becce, che riprende la scena e, più tardi, la pubblica su Facebook. L’ex Presidente del Consiglio dei ministri sembra stanco e affaticato, l’immagine di un ex leader sfiancato dalle battaglie, ma riserva ancora qualche battuta, in particolare per la magistratura italiana, rea da sempre di perseguire i criminali anche se potenti.
«Dopo il 25 maggio, se non mi mettono in galera prima, mi invitate e vengo giù», promette al suo “esercito” Berlusconi, proseguendo poi con la spiegazione del «periodo più brutto della mia vita»: « perché dopo aver lottato per 20 anni per la libertà sono qui a dipendere da una mafia di giudici che il 10 aprile mi diranno se devo andare in galera, se mi mettono agli arresti domiciliari, se mi mandano a fare non so che servizio sociale».

10 APRILE – Sarà quello il giorno della verità per Silvio Berlusconi. Condannato in via definitiva a quattro anni per frode fiscale, ne dovrà scontare uno solo grazie all’indulto. L’ex capo di stato si è però avvalso della possibilità di richiedere l’assegnazione ai servizi sociali e, quindi, potrebbe scontare la pena in maniera differente dai domiciliari concessigli per via dell’età.
Toccherà ai giudici del Tribunale di sorveglianza decidere sulle sue sorti il 10 aprile, sancedone così l’immediato futuro: assistenza ad altri anziani e riabilitazione nella società o arresti domiciliari?

NAPOLITANO – Proseguendo nel suo spettacolo, Berlusconi non ha risparmiato Giorgio Napolitano, al quale ha riservato alcune frecciate connesse alle indagini, alla decadenza e al governo. «Ho rappresentato attraverso persone vicine al capo dello Stato la ridicolaggine di aver un uomo della mia età, con tutto quello che nel passato ha fatto, un uomo di impresa, uomo Stato, uomo di sport, e affidarlo a una riabilitazione attraverso colloqui con assistenti sociali – ha detto Berlusconi – Niente ha detto no, non ci sono le condizioni. Quindi hanno voluto farmi fuori e lo hanno fatto in una maniera determinatissima attraverso colpi di Stato».

Andrea Bosio

@AndreaNickBosio

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