VIDEO Bambino dell’Isis minaccia Obama: “ti taglieremo la testa”

Bambino dell'Isis minaccia Barack Obama

Bambino dell’Isis minaccia Barack Obama

Si rivolge direttamente a Barack Obama, soprannominato “the dog of Rome”, il nuovo terrificante video pubblicato online dai miliziani dell’Isis che, per voce di un baby-militare di circa dieci anni, minaccia il Presidente degli Stati Uniti.

IL MESSAGGIO DELL’ISIS - Nel video il piccolo miliziano dell’Isis, in tenuta da guerra e con in mano un imponente lanciarazzi, definisce Barack Obama un illuso sognatore, perché convinto di poter fermare l’ascesa dello Stato Islamico. Con lo sguardo fisso verso la telecamera il bambino minaccia il “cane di Roma”, affermando che presto arriverà il momento della sua decapitazione.
Nel video si fa chiaramente riferimento al tentativo degli Stati Uniti di bloccare l’espansione dell’Isis, sogno americano irrealizzabile: «Se pensi che i tuoi soldati entreranno nella terra del Califfato e lo possano corrompere con la vostra sporcizia, allora stai sognando. Svegliati dal sonno e paga la jiz’yah in segno di sottomissione prima che le spade del Califfato ti raggiungano e taglino la tua turpe testa» afferma fluentemente il bambino. Il video si chiude con la ripresa di una moto d’acqua che attraversa un fiume, immagine metaforica che, secondo gli esperti, indica l’ennesima minaccia di traversata del Mediterraneo per approdare in Europa.

GLI INTERVENTI DI USA E RUSSIA - Le minacce e il video girato dell’Isis arrivano in risposta ai raid aerei degli Stati Uniti lanciati nei territori occupati dallo Stato Islamico. Nei giorni scorsi fonti ufficiali della Casa Bianca hanno reso noto l’abbattimento di 16 obiettivi dell’Isis, situati tra Siria e Iraq.
Sul territorio siriano sorvolano, da mercoledì scorso, anche gli aerei da guerra della Russia che, secondo quanto dichiarato dal governo di Mosca, hanno l’obiettivo di colpire gli obiettivi del Califfato nelle province del Centro-Nord del Paese.
L’intervento russo in Siria è al centro di un fervente dibattito nella Nato poiché, come ha affermato Jens Stoltenberg, il segretario generale dell’Organizzazione internazionale, «gli aerei russi non attaccano l’Isis ma i gruppi dell’opposizione che combattono l’Isis e anche i civili». A tale accusa ha replicato Dmitri Peskov dichiarando che «La Russia non sosterrà i volontari che vogliono combattere in Siria con le truppe governative di Bashar al-Assad. I raid aerei russi colpiscono i gruppi terroristici ed estremisti presenti nel paese mediorientale in quantità enorme».

Alessia Telesca

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