Vespa Raid to Armenia, i 770 km da Ankara a Trebisonda

Nuova tappa del Vespa Raid to Armenia, il viaggio in Vespa di Marco e Viviana attraverso 5 Paesi.

ANKARA – TREBISONDA (770 KM) 4 tappa

CASA OKAN - Ci svegliamo alle 07.30 della mattina ancora tutti rotti dalla giornata precedente. Io mi sento la faccia talmente gonfia che penso di aver dormito nel letto con Mike Tyson. Da quel poco che intravedo dai miei occhi serratissimi è che Okan Dogan si sta preparando per andare a lavoro ma, dopo qualche minuto si avvicina e ci avvisa che ci accompagnerà al mausoleo di Ataturk. Ci laviamo in un bagno che sembra essere stato recuperato nella Berlino del 1945 e, poco dopo, scendiamo a caricare il Piaggio con i nostri effetti personali. Mentre stiamo sistemando le borse, Okan si allontana frettolosamente per fare ritorno qualche minuto dopo con le brioches tradizionali della Capitale: dei pretzel ricoperti di sesamo. Okan è veramente disponibile, comprendiamo che fa tutto questo per dare lustro al suo popolo.

Mausoleo di Ataturk

Mausoleo di Ataturk ad Ankara

MAUSOLEO DI ATATURK - Seguiamo Okan che, con la sua moto, ci accompagna al mausoleo di Kamel Atatürk. Il complesso è situato sull’eremo di una collina nel centro città e ricopre tutto un parco verdeggiante curato alla perfezione. Ringraziamo Okan di tutto con la speranza di rivederlo in Italia e ci dirigiamo all’interno del parco. Dopo centocinquanta metri ci fermiamo e passiamo i controlli di sicurezza. Ripartiamo a piedi e, camminando in salita, raggiungiamo l’edificio dopo dieci minuti circa. La prima impressione che abbiamo è di maestosità. Mentre ci incamminiamo per il complesso centrale vediamo che è stato eseguito il cambio della guardia e, pertanto, stanno venendoi incontro le guardie smontanti con una impressionante cadenza di passo. Arriviamo nella piazza centrale del complesso e, alla nostra sinistra, vediamo l’imponente edificio che ospita la tomba dello statista. L’edificio si presenta austero è minimalista, sotto il colonnato sono incise le parole di un discorso politico, immaginiamo il più importante. All’interno è situato il sarcofago in pietra con alle spalle una immensa vetrata che affaccia su Ankara. Le sensazioni che abbiamo sono confuse. Un luogo altamente spettrale ma, allo stesso tempo, maestoso in un luogo fantastico. Conclusa la visita al mausoleo, riprendiamo il Piaggio per ripartire nuovamente. Oggi, la tappa si chiama Trebisonda a settecentosettanta chilometri di distanza.

vespa raid to armenia

Té offerto a Samsun

MALEDETTE MONTAGNE - Attraversiamo Ankara la quale si mostra come una città perfettamente ordinata e pulita. Ci sono giardinieri in ogni aiuola, operatori ecologici ovunque, il traffico è intenso ma comunque ordinato, le strade sono ampie e ben illuminate. Nel centro, oltre al Parlamento, passiamo sotto gli edifici dell’Aeronautica, Esercito e Marina militare turca in tempo di pace con un dispiegamento di forze impressionante. Prendiamo la strada per Samsun, a quattrocento chilometri di distanza, da percorrere in mezzo alle montagne. I paesaggi che incontriamo sono mozzafiato: si passa dalle montagne brulle a sterminati campi di girasole. Anche qui, come in precedenza, la strada è un continuo sali e scendi e, in più, abbiamo un fortissimo vento contrario che non ci lascia tregua. Dopo alcune ore raggiungiamo Samsun e, fortunatamente, il vento ci ha lasciato. Qui ci fermiamo a fare rifornimento e, anche in questa occasione, il titolare ci offre una tazza di té . Siamo esausti, l’aria contraria ha massacrato tutti i nostri muscoli. Da Samun, ci sono ancora trecentosessanta chilometri per arrivare a Trebisonda.

LITORANEA - Dopo Samsun, la strada ritorna a livello del mare e diventa ad alto scorrimento. Ad eccezione che nei centri abitati, lungo la costa del Mar Nero scanniamo il mezzo a tutta velocità perchè, stanotte, vogliamo dormire a Trebisonda. Intorno alle 20.20 siamo a circa ottanta chilometri dalla nostra destinazione che, a questo punto, sembra inarrivabile. Ancora uno sforzo, manca poco, se ci fermiamo non ripartiamo più. Gli ultimi ottanta chilometri saranno coperti in un’ora e, finalmente, dopo un’altra giornata in sella, scorgiamo le luci della città. Trabzon, finalmente, siamo arrivati. Cerchiamo un albergo ma sono tutti occupati e, dopo aver girovagato per un’ora e mezza, troviamo libera una pensione che è una schifezza indicibile. Neanche nel Sahara marocchino abbiamo trovato una topaia simile. Va beh, l’importante è avere un tetto e un letto. Siamo talmente stanchi che saltiamo la cena, ci rifaremo domani al Monastero di Sumela.

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