Viaggiare low cost 2.0: il couchsurfing

Roma – Finalmente è periodo di vacanze. Direzione: Spagna, Finlandia, Scozia. Ovunque sia possibile scoprire una bellissima città spendendo poco e divertendosi. Questa è la filosofia di chi viaggia low cost, cercare una sistemazione il più possibile economica per non fare piangere il portafogli. Sul web questa filosofia del viaggiare non si esaurisce nella formula “prenota volo + hotel”, ma si è evoluta in forme sempre più economiche.

La parola chiave è couchsurfing, l’arte di “saltare da un divano all’altro”. Il suo fondatore è Casey Fenton, un programmatore americano, che nel 2004 ebbe l’idea di rendere pubblica la sua esperienza di viaggio in Islanda. Infatti Stanton, avendo poche finanze, si rivolse all’università islandese e grazie alle persone disponibili a offrire il proprio divano, si godette una splendida vacanza e fece nuove amicizie.

Perché si tratta proprio di questo: nella community da lui fondata, ragazzi di tutto il mondo mettono a disposizione il proprio divano ad altrettanti ragazzi desiderosi di viaggiare e scoprire il mondo. Un’esperienza di viaggio assolutamente economica: troppe volte è capitato di rinunciare a un viaggio all’estero proprio perché le finanze non lo consentono. Con il couchsurfing non dobbiamo rinunciare ai nostri propositi estivi: zaino in spalla e voglia di scoprire il mondo sono le uniche credenziali che servono.

L’iscrizione al sito del couchsurfing è totalmente gratuita. Con pochi click – anche connettendo il proprio profilo Facebook – si entra immediatamente a contatto con le migliaia di persone iscritte. È sufficiente inserire il proprio nome, cognome, nickname, foto e aggiungere i propri interessi in modo da poter trovare altri globetrotter. Fatta l’iscrizione inizia l’avventura. Dunque si può cercare una sistemazione nella sezione “surf” oppure invitare i viaggiatori cliccando su “host”. C’è Marc che offre un posto negli Stati Uniti, Clarissa dalla Germania, Mandie dall’Australia. Le proposte si possono scremare sulla base dell’età, del sesso o richiedendo maggior sicurezza e feedback. Le persone che hanno già dato ospitalità infatti hanno ricevuto delle credenziali positive, motivo in più per fidarsi di loro. Possiamo guardare le loro foto e leggere i commenti della comunità prima di richiedere ospitalità onde evitare brutte sorprese. Successivamente si contatta il padrone di casa annunciando il momento del nostro arrivo e della partenza, ovviamente chiedendo disponibilità per quella data. Non c’è nessun obbligo di fornire il proprio divano agli altri utenti: si può consultare il sito per incontrare potenziali compagni di viaggio oppure per organizzare un evento, ma anche solo per scambiarsi opinioni sui posti visitati.

Perché mai ospitare un estraneo in casa? Questa potrebbe essere l’obiezione più sensata da muovere nei confronti del couchsurfing. Ebbene, questa esperienza consente di allargare i propri orizzonti e conoscere persone culturalmente diverse e stimolanti, pronte a mettersi in gioco e fare da Cicerone nella propria città. È il modo più divertente per passare qualche giorno in giro per le città di tutto il mondo chiudendo nel cassetto le guide di viaggio e affidandoci a nuovi amici.

Far parte di questo mondo non significa soltanto occupare il divano o il soggiorno altrui. Una volta conosciuto il padrone di casa ci si sdebita offrendogli un dono, magari qualcosa portato dal proprio Paese per esempio, oppure ci si offre per svolgere dei lavoretti di casa, preparare il pranzo o fare la spesa. Si tratta non di un obbligo, ma di educazione: comportarsi da bravo ospite è il minimo verso chi ci offre gratis un posto dove stare. Se l’esperienza è stata di nostro gradimento si potrebbe anche ricambiare il favore fornendo noi stessi ospitalità.

La comunità di couchsurfer nasce con la finalità di aprire la mente, fornire un nuovo modo di viaggiare e conoscere persone. Infatti i padroni di casa si offrono non soltanto di dare ospitalità agli iscritti alla community, ma a anche di condurli in un interessante giro per la città alla scoperta di cose che magari da soli è difficile scovare. Nessuno è meglio di un residente per condurre il couchsurfer in meravigliosi punti panoramici oppure in locali economici e caratteristici.

Ora occorre solo prepararsi e scegliere un divano. Buon viaggio!

Fabiana Valentini

Foto: ilsegnale.it; americanblackchickinlondon.blogspot.it; wonderfulworld.blogspot.com

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Una risposta a Viaggiare low cost 2.0: il couchsurfing

  1. avatar
    simone 26/07/2012 a 18:33

    Casey Fenton magari? What’s Ammeriga?

    Rispondi

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