Veronica Panarello e la strumentalizzazione della morte del figlio

Ecco come titolava Sky Tg24 il servizio di ieri su Veronica Panarello (Fonte foto: www.tg24.sky.it)

Ecco come titolava Sky Tg24 il servizio di ieri su Veronica Panarello (Fonte foto: www.tg24.sky.it)

Dopo quasi due settimane in cui non si è parlato d’altro, tutti sappiamo chi è Veronica Panarello, la giovane mamma del piccolo Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni trovato morto lo scorso 29 novembre a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Veronica è accusata dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere del figlio. Accusata ma tutt’ora innocente fino a prova contraria. Accusata, ma non ancora definitivamente colpevole davanti alla legge. Eppure, i media l’hanno già condannata.

PESSIMO GIORNALISMO – Quello che importa in questo contesto non è se sia colpevole o innocente. Quello che importa qui è che ogni giorno, accendendo la tv o la radio, sfogliando un qualsiasi quotidiano cartaceo o online, veniamo a sapere di particolari, di dettagli di ogni interrogatorio affrontato da Veronica, di ogni domanda postale dagli inquirenti, di ogni risposta data o non data: informazioni riservate inerenti ad atti di indagine che dovrebbero essere coperte dal segreto professionale.

Quello che importa in questo contesto è evidenziare come i media italiani abbiano capito fin da subito che l’assalto mediatico funziona, eccome: tutto inizia con l’eccidio di Novi Ligure nel 2001, quando due adolescenti, Erika e Omar, uccidono la famiglia di lei. Televisione, radio, inviati speciali delle maggiori testate italiane, tutti si recano a Novi Ligure, rendendo questa cittadina il palcoscenico macabro di un triplice omicidio che viene trasformato in uno spettacolo televisivo vero e proprio, che incolla alla tv milioni di italiani e che rende ai media un giro d’affari vertiginoso. Da lì, siamo arrivati al caso Loris, passando per l’uomo di Rapallo che ha ucciso la moglie e poi si è suicidato gettandosi da una finestra con in braccio il figlio di nemmeno un anno, alla donna che ha abbandonato il proprio figlio di nove mesi sugli scogli. E, prima dell’omicidio del piccolo Andrea Loris, la spettacolarizzazione dell’orrore è avvenuta attraverso l’accanimento sull’infanticidio di Cogne, sul caso di Via Poma, sull’omicidio di Meredith, su quello di Sarah Scazzi e, ancora, su quello di Yara Gambirasio.

La spettacolarizzazione dell'orrore su Mattino5 (Fonte foto: www.facebook.com)

La spettacolarizzazione dell’orrore su Mattino5 (Fonte foto: www.facebook.com)

Ore e ore di spettacolarizzazione dell’orrore televisiva: business creato attraverso il dolore altrui, attraverso il malessere psicofisico altrui. Il tg1 ha dedicato al caso Loris quattro servizi solo in un unico appuntamento. Mattino 5 non parla d’altro da circa due settimane, infierendo sui particolari della vita privata di Veronica Panarello. Lo stesso si dica per La vita in diretta, Pomeriggio Cinque, Porta a Porta, Quarto Grado, Matrix e chi più ne ha più ne metta. Ore e ore di palinsesto della televisione italiana dedicati a trasformare un omicidio in uno spettacolo, alimentando l’ipocrisia, l’odio e la paura verso “l’altro”, dalla vicina di casa allo straniero del cortile di fronte. Altro che diritto di cronaca, questo si chiama sciacallaggio mediatico, pessimo giornalismo, accanimento sulla vita privata delle persone. Milioni di italiani restano letteralmente incollati alla tv, mentre artefatti presentatori, psicoterapeute in minigonna e attempati criminologi regalano interminabili monologhi di niente, raccontando che Veronica potrebbe essere innocente o colpevole “se”. Fortunatamente esistono ancora italiani con un sano e obiettivo ragionamento critico, e infatti sui social network non mancano commenti che si possono riassumere con questo: «Non speculate sulla morte di un bimbo. Che le indagini siano fatte nel rispetto e nel silenzio».

PERCHE’ SCAVARE NELLA VITA DELLE PERSONE? – Negli ultimi giorni, poi, sono state pubblicate decine di interviste della madre e della sorella di Veronica Panarello, Carmela e Antonella. Dalle parole riportate dalla stampa emerge la figura di «una ragazza fragile, violenta e aggressiva fin da piccola, con manie di persecuzione e il bisogno di inventare violenze e rapimenti pur di stare al centro dell’attenzione». Ma quale adolescente al mondo non è, a tratti, fragile, violenta, aggressiva, bisognosa di stare al centro dell’attenzione? Ci siamo passati tutti, ma questo non vuol dire che siamo dei potenziali infanticidi.

È stato anche riportato che la madre abbia dichiarato che la famiglia Panarello non vuole avere niente a che fare con Veronica e che abbia fatto mettere a verbale che la figlia Veronica sia stata seguita da uno psicologo sin dall’età di sette anni ma, col passare degli anni, abbia rifiutato le visite specialistiche. Poi racconta del tentato suicidio di Veronica, dopo aver sentito una sua telefonata: «Andò da mio marito, che dormiva, per riferirgli che avevo un amante. Mio marito le disse di lasciarlo dormire e le diede uno schiaffo. Veronica andò nella serra e tentò di ammazzarsi senza riuscirci. Quando mi vide mi insultò, dicendomi che non voleva vedermi e io capii che aveva fatto quel gesto per attirare l’attenzione».

La strumentalizzazione del caso Loris su Quarto Grado (Fonte foto: www.crimeblog.it)

La strumentalizzazione del caso Loris su Quarto Grado (Fonte foto: www.crimeblog.it)

Ora, considerando che queste parole avrebbero dovuto essere coperte dal segreto professionale perché sono state messe a verbale, e considerando che non abbiamo la certezza che siano effettivamente state pronunciate in questo modo, è chiaro che non ci sia bisogno di scavare oltre per capire che Veronica qualche problema psicologico ce l’ha di sicuro. In ogni caso, viene lo stesso da chiedersi se questa voglia di mettersi al centro dell’attenzione non sia più della madre e della sorella che di Veronica. Dopotutto stanno diventando famose. Vanno in televisione, vengono intervistate. Sono due donne di paese, di un paese dove non succede mai niente e quindi perché non approfittarne, anche se a pagarne care le spese sarà la figlia o la sorella?

UNA MADRE E’ UN ESSERE UMANO – Colpevole o innocente, non è questa la sede per giudicare Veronica Panarello, però una cosa è certa: Veronica è una madre, e le madri sono esseri umani. Chissà perché c’è tra le persone l’idea che una madre sia un essere quasi santificato, una Vergine in terra: sarà perché le donne, mogli e madri, hanno soffocato per generazioni i loro bisogni, le loro aspettative, per sacrificarle al marito e ai figli, o sarà semplicemente perché tutti abbiamo bisogno di essere protetti e vediamo nella figura materna un porto di consolazione all’interno del quale nulla di male può succedere. Tuttavia, una madre è anche un essere umano e, come tale, corre tutti i rischi di un essere umano: anche quello di perdere la ragione per commettere un gesto di cui si potrebbe pentire per il resto della vita.

La mente umana è un organo talmente fragile, misterioso e potente che è impossibile capire fino in fondo le cause che ci spingono a fare determinate cose e l’inconscio è anch’esso talmente potente e complicato che, spesso, si commettono azioni completamente al di fuori della razionalità. Con questo non sto giustificando le azioni di Veronica Panarello, innocente fino a prova contraria, ma di certo nemmeno la condanno. Se non è stata lei, oltre al terribile dolore per la perdita del figlioletto maggiore e a quello per le parole della madre e della sorella, avrà subito senza alcun motivo anche la gogna mediatica. Se invece è stata lei, sarà comunque oppressa dal dolore fino alla morte per quanto è accaduto, almeno dal momento in cui si renderà conto di ciò che ha fatto.

Cessate d’uccidere i morti.

Non gridate più, non gridate…

G. Ungaretti

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

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