Verità, bugie e video: chi era e cosa ha fatto davvero Tiziana Cantone. E poi, giù il sipario

Su Tiziana Cantone si sono spesi fiumi di inchiostro e dette migliaia di bugie nelle ultime ore. Facciamo chiarezza. E poi, per favore, giù il sipario. Ma senza dimenticare

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Tiziana Cantone (napoli.fanpage.it)

Una morte figlia dei nostri tempi. Una morte che ha occupato le prime pagine di tutte le testate, scalzando politica, scienza e sport e dividendo l’Italia in due. Partendo da una frase, pronunciata in un video hard divenuto virale nel giro di pochi giorni ad aprile 2015, che è stato l’inizio della fine di Tiziana Cantone, 31enne napoletana. “Stai facendo un video? Bravo!”: poche parole che Tiziana si lascia scappare nella concitazione, impegnata in un rapporto orale con un uomo e perfettamente riconoscibile in un video hard che doveva rimanere privato. Ma privato non è rimasto. Innescando una reazione a catena incredibile, in cui il web e il giornalismo hanno sì le loro colpe, ma con adeguati distinguo.

Il dramma della morte di una ragazza, giovane e bella, divenuta suo malgrado uno dei volti più conosciuti del web, merita che ora le luci su di esso si spengano. E che la parola passi definitivamente ai tribunali, per accertare le possibili responsabilità della sua discesa negli inferi. Ma che Tiziana Cantone finisca nell’aldilà accompagnata da una marea di bugie, figlie del tam tam della rete e dell’incapacità dell’utenza di verificare correttamente una fonte, è indegno e ingiusto. Wakeupnews ha scritto due articoli sulla vicenda di Tiziana Cantone a suo tempo: uno quando il video iniziò a far notizia, un altro per palesare alcune anomalie nelle successive apparizioni a catena di nuovi video con Tiziana Cantone protagonista. In entrambi i casi è stata deontologicamente rispettata la privacy della diretta interessata, non mostrandola mai in volto anche quando le foto sono state prese da altri portali (che invece le avevano mostrate a volto scoperto).

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Il manifesto funebre di Tiziana Cantone (Fb: Inside the Jackal)

CRONISTORIA WEB E LEGALE DI TIZIANA CANTONE

Fine Aprile 2015: un video in cui una ragazza bella ed appariscente pratica sesso orale al partner, inizia ad apparire su diversi siti hard. Si vociferava da giorni nel napoletano di un video che stava passando di telefono in telefono tramite WhatsApp: quando il video arriva sui portali hard più noti, in alcuni casi reca nella descrizione la definizione generica di “coppia napoletana“, ma in quasi tutti i tag appare il nome di Tiziana Cantone. Quando il video viene scaricato da altri utenti (procedura basilare che può essere effettuata da chiunque con appositi programmi) e ricaricato su altri siti web, o sullo stesso sito del primo upload, il nome di Tiziana inizia ad apparire anche nella descrizione del video. Rendendola immediatamente riconoscibile. A rendere virale il video hard, oltre alla perfetta identificazione della ragazza e alla sua bellezza appariscente, c’è il fatto che Tiziana insulti il suo compagno, facendo capire che lo sta tradendo. Sul finire del video si aggiunge una componente comica, quando un abitante della zona – i due si sono appartati accanto alla macchina all’aperto – si accorge della loro presenza e li rimprovera. Il video gira senza tagli e diventa un piccolo cult, come forse in Italia era successo solo più di un decennio fa con “Forza Chiara”, video circolato anch’esso clandestinamente che ritraeva una coppia impegnata in un rapporto sessuale. Con l’aggravante che la lei fosse minorenne.

Inizio maggio 2015: il video e gli screen di Tiziana diventano oggetto di meme, sfottò ed entrano in pochi giorni a far parte dell’immaginario comune della rete. La bellezza della ragazza e il fatto che il video hard abbia forti componenti tragicomiche (l’apparente tradimento di un fidanzato e il momento in cui la coppia viene scoperta da un abitante della zona, il tutto immortalato in video senza tagli) rendono il filmato ancora più famoso e visualizzato.

Prima settimana maggio 2015: iniziano ad apparire nuovi video di Tiziana Cantone. In tutti i filmati Tiziana è sempre l’unica riconoscibile, ma stavolta la si vede impegnata in atti sessuali con più uomini. Diverse clip di pochi secondi, tra camere da letto e cucine. Trapelano foto personali dai suoi account Facebook e Instagram (chiusi nel giro di pochi giorni). Stampa e siti di gossip iniziano a parlare di Tiziana Cantone come una futura pornostar in cerca di visibilità o di un contratto. Nessuna casa di produzione confermerà mai di aver ricevuto proposte o video da Tiziana, né di averla mai contattata. 

Seconda settimana maggio 2015: come segnalato a Wakeupnews (e confermato dalla foto nell’articolo), risulta un avvio di registrazione alla Camera di Commercio di un “marchio di abbigliamento donna di tendenza sexy” a nome Tiziana Cantone (N.B.: era il nome della linea di abbigliamento, non il nome della persona che l’aveva registrata). Su un portale lavorativo per agenti di commercio viene pubblicato l’annuncio per la ricerca di rappresentanti per la linea di abbigliamento. Seguendo la linea logica della pubblicazione dei video, tutto fa propendere verso un evento “commercialmente organizzato” e l’interesse giornalistico nella vicenda scema in attesa di nuovi sviluppi.

La ricerca di agenti di commercio per il brand di abbigliamento sexy “Tiziana Cantone” (Foto Wakeupnews)

Estate 2015: di Tiziana Cantone non si hanno notizie. Prime voci iniziano a far trapelare il fatto che si sia trasferita in Toscana per allontanarsi dal clamore mediatico diffuso alla circolazione dei video, che sono uno dei tormentoni virali dell’estate. Sulla stampa nulla trapela, ma tramite il suo legale Roberta Fogli Manzillo è già partita una causa nei confronti dei siti hard che hanno pubblicato il video integrale, e ai danni dei siti e dei social che ne hanno pubblicato estratti non censurati, in cui Tiziana Cantone è riconoscibile. La legale sceglie di non parlarne con la stampa. Tra i vari siti, come riferito da Filippo Facci in un’ottima ricostruzione de il Post, ci sono Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google, Youtube, Citynews, Appideas, Alaimo, Ambrosino. Il giudice negherà successivamente il sequestro dei siti: al netto delle visualizzazioni, il filmato era stato scaricato già oltre 200 mila volte. Ossia oltre 200 mila persone ne avevano una copia su un proprio dispositivo, senza che potesse esserne tracciato il percorso. Col passare dell’estate, il “fenomeno” Tiziana Cantone si attenua. Ma Tiziana per tutti è la “troia” e la “zoccola” che ha cornificato il suo compagno.

Dicembre 2015: Tiziana Cantone prova il suicidio ingerendo una dose massiccia di medicinali. (La madre lo riferirà agli inquirenti dopo la morte della ragazza).

5 Settembre 2016: un anno dopo arriva la sentenza ufficiale sulla causa intentata per diffamazione nei confronti dei soli siti internet. La sentenza, sempre riprendendo quanto scritto da il Post, è stata scritta il 10 agosto, ma appare ufficialmente dal 5 settembre: il tribunale di Napoli Nord dà teoricamente ragione a Tiziana Cantone e contesta a cinque social o siti informativi di non aver rimosso il contenuto al momento opportuno. Ma nei confronti di 5 dei 10 social citati, Tiziana perde la causa, sembra per un errore degli avvocati nel citare le società di appartenenza fatte oggetto della causa. Tiziana, secondo il principio di soccombenza, dovrà pagare 3.645 euro più iva per 5 dei 10 siti citati in giudizio: 18.225 euro più iva. In assenza di una legge sul revenge porn – e non avendo comunque proceduto contro un individuo, ma contro le società e i social che hanno pubblicato – è stato negato anche il diritto all’oblio dal giudice, seppur in maniera a dir poco opinabile: «Presupposto fondamentale perché l’interessato possa opporsi al trattamento dei dati personali, adducendo il diritto all’oblio», si legge sempre dal Post, «è che tali dati siano relativi a vicende risalenti nel tempo», e nel caso «non si ritiene che sia decorso quel notevole lasso di tempo che fa venir meno l’interesse della collettività». Dopo un anno, secondo il giudice, c’è ancora interesse verso dei video hard che la diretta interessata ha richiesto di far rimuovere un anno fa. Quando al web bastano poche ore per distruggere l’immagine di una persona, per la giustizia un anno non è un periodo di gogna sufficiente. 

(Foto: BlitzQuotidiano.it)

13 settembre 2016: Tiziana Cantone si toglie la vita impiccandosi nello scantinato della casa di Casalnuovo di Napoli, in cui era tornata a vivere da alcune settimane assieme alla mamma, Maria Teresa Giglio. Il padre, con cui Tiziana aveva smesso di avere rapporti da anni, non appare neanche tra i parenti che ne danno la notizia nel manifesto funebre.

15 settembre 2016: risultano indagati per diffamazione ai danni di Tiziana Cantone quattro uomini, quelli con cui la vittima ha intrattenuto rapporti sessuali in alcuni dei video circolati in rete. Tra questi non c’è il suo ex compagno.

TIZIANA CANTONE, VERITÀ E BUGIE

Dopo la notizia della morte di Tiziana Cantone, i pareri in rete si sono divisi tra coloro che chiedono giustizia per una donna la cui unica colpa era avere una vita sessuale dissoluta, finita in pasto al web, e chi invece sostiene che se la sia cercata. Ancor di più tradendo il suo compagno e vantandosene nei diversi video ripresi. Con i dati giornalisticamente e legalmente in nostro possesso, facciamo chiarezza.

TIZIANA CANTONE ERA CONSAPEVOLE DI ESSERE FILMATA MENTRE FACEVA SESSO CON DIVERSI PARTNER? Sì, ne era consapevole. Lo testimonia il tipo di interazione che ha con gli uomini (soprattutto nel primo video), la presenza di telecamere e telefonini ben visibili e non nascosti, ed il fatto che si rivolga di frequente al suo compagno, dileggiandolo e dandogli del “cornuto”.

TIZIANA CANTONE HA TRADITO IL PROPRIO COMPAGNO IN QUEI VIDEO? No: con S. D. P. (queste le iniziali fatte trapelare da alcuni siti), 40enne napoletano, Tiziana Cantone ha avuto una relazione durata almeno fino a settembre 2015. Secondo quanto fatto filtrare dalla deposizione della madre di Tiziana ai carabinieri, “S. il compagno di Tiziana per un anno e mezzo [...] aveva indotto Tiziana a girare i video con cinque o sei uomini, S. provava piacere nel sapere e nel vedere che lei si prestava a quegli incontri“. Alcuni degli incontri sarebbero stati organizzati addirittura in Emilia-Romagna dallo stesso S., che ha mandato Tiziana a casa di alcuni suoi amici per farla filmare mentre faceva sesso con loro. Una confessione pesante, che difficilmente una madre si sarebbe potuta inventare ex novo. Il compagno di Tiziana aveva impostato il rapporto con lei da cuckold: un cuckold, nel gergo sessuale, è un uomo che prova piacere nel vedere la propria partner avere rapporti sessuali con altri uomini. Sia in sua presenza che in sua assenza. E farsi mandare video in cui la partner lo tradisce sessualmente e lo deride, è una pratica comunemente diffusa – ed ampiamente documentata nel web – dai cuckold. È una informazione troppo specifica per poter essere campata in aria, e la dinamica dei video sembra corrispondere perfettamente a questa pratica. Tiziana Cantone è probabilmente stata vittima, ancor prima che del giudizio feroce del web e della gente, di un gioco sessuale che è degenerato.

La polizia mortuaria davanti all’abitazione di Tiziana (internapoli.it)

TIZIANA CANTONE HA PUBBLICATO SPONTANEAMENTE QUEI VIDEO? No: i video sono inizialmente circolati all’interno di una cerchia di quattro o cinque persone (Tiziana, l’ex compagno e i diretti interessati presenti nei video). Anche questa è una pratica molto comune nel mondo delle “coppie aperte” o dei cuckold. Un conto è l’essere consapevoli di essere ripresi, un altro paio di maniche è diffondere pubblicamente su un sito web o di telefonino in telefonino un video in cui non c’è nessuno strumento a tutela dell’anonimità dei partecipanti.  Il tutto si regge sulla fiducia reciproca, affinché i video non vengano diffusi all’esterno del “cerchio magico”. Qualcuno ha rotto il cerchio con il primo video tramite WhatsApp, che è circolato nel napoletano di telefonino in telefonino. Quando è finito sul web, probabilmente per mano di una persona completamente estranea ai fatti, ormai il danno era fatto. E sono saltati fuori tutti gli altri video, come se Tiziana a quel punto fosse la poco di buono da esporre al pubblico ludibrio. Tiziana Cantone ha cancellato nel giro di pochi giorni i suoi account Facebook ed Instagram. Tutto ciò che è apparso su Facebook con pagine che recavano il suo nome, è stato pubblicato da altre persone che erano entrate in possesso dei video. 

QUAL È STATA LA POSIZIONE (LEGALE E NON) DELL’EX COMPAGNO DI TIZIANA CANTONE NELLA VICENDA? Oltre all’aspetto meramente sessuale, la madre di Tiziana chiama in ballo S.D.P. sempre nella deposizione dei carabinieri riportata da la Repubblica: “Secondo me  i video furono pubblicati dal suo compagno per costringerla a rimanere con lui. Ma lei per la vergogna temporeggiò, rinviò questo ritorno a casa nostra. Le chiesi spiegazioni… Mi disse che ci voleva tempo, che non era facile nemmeno per lei. Si separarono, ma non pacificamente. Lei a volte tornava con lividi”. Sempre stando a quanto riferito dalla madre di Tiziana, S. le aveva procurato l’avvocato e aveva partecipato alle spese processuali della battaglia giudiziaria contro la diffusione di quei filmati. Compensazione per un senso di colpa diretto (ipotesi nel caso fosse stato lui a far circolare il video) o indiretto (lo hanno fatto circolare altri e se ne è sentito ugualmente responsabile)? Fatto sta che, al momento, l’uomo non è neanche indagato.

QUALI SONO LE COLPE DELLA STAMPA? Il giornalismo in Italia è attualmente un meccanismo perverso e spesso di qualità bassa. Soprattutto sul web, per guadagnare introiti pubblicitari e nuovi inserzionisti, conta fare visite. Un articolo su un avvenimento dai risvolti a luci rosse, magari correlato da video anche non sfacciatamente sessuale, può portare migliaia di visualizzazioni. Sarebbe da ipocriti non ammettere che tutti hanno voluto fare visite su quel video. Ma un conto è tutelare deontologicamente la privacy dei protagonisti – e Wakeupnews lo ha fatto – ed un altro paio di maniche è gettare in pasto subito volti, nomi e cognomi senza che nessun reato sia stato commesso. Vale per qualsiasi tipo di reato, figurarsi per una vicenda sessuale.

Il grafico web sulle ricerche in rete di Tiziana Cantone e dei suoi video, relativamente agli ultimi giorni (socialchannel.it)

QUALI SONO LE COLPE DEL WEB? In un mio post su Facebook molti mi hanno accusato di aver “assolto” il web. Nulla di più sbagliato. Io assolvo il meccanismo naturale del web, quello attraverso il quale una notizia virale, una foto, un filmato, una volta messi in circolo sono pressoché impossibili da far sparire. Che tutto ciò sia giusto o sbagliato merita una approfondita riflessione ed una legislazione moderna e specifica, che non debba passare dal reato di diffamazione e magari non debba impiegare un anno per obbligare un sito o meno a rimuovere immagini o video caricati senza autorizzazione. Non assolvo invece il senso di deresponsabilizzazione che la rete ha inculcato in molte, troppe persone. Basta leggere una notizia (spesso solo il titolo) per giudicare e farsi un’idea. Nulla di più sbagliato. Tiziana, nel mio post, è stata dipinta nel peggiore dei modi da uomini e donne, perché colpevole di aver tradito il proprio partner e di averlo denigrato. Oggi che abbiamo la pressoché totale certezza che fosse stato esplicitamente S. a chiedere a Tiziana di tradirlo, deriderlo ed umiliarlo, qualcuno ha ancora davvero il coraggio di darle della poco di buono? Ingenua, forse. Superficiale nel fidarsi di sconosciuti, sicuramente. Ma provate a digitare “cuckold Italia” su Google. Troverete 427.000 risultati. QUATTROCENTOVENTISETTEMILA. Tiziana Cantone ed il suo compagno erano un puntino in mezzo ad una galassia. Una galassia perversa, sottile, in cui basta che salti il dente di un ingranaggio per rompere il meccanismo perfetto. Siete liberi di non prenderne parte e di guardare con distacco chi sceglie di vivere così il sesso, certo. Ma no, non siete tenuti a dare della troia a chi ha deciso di entrare nel gioco. Ancor più – e qui fior di psicologi potrebbero dire la loro – in una ragazza che ha vissuto l’assenza totale di una figura paterna di riferimento.

CHIESA E MORALE – Nel mio post su Facebook ho anche chiamato in ballo la Chiesa, colpevole – a mio parere – di essere l’unica che parla di sesso in Italia. E quindi lo fa a modo suo. Un’affermazione che sfido chiunque a contestare, dato che nelle scuole non si fa educazione sessuale, e non si insegna al rispetto del proprio corpo e di quello altrui. Soprattutto in tempi in cui un video su un telefonino, come nel caso di Tiziana, può essere il confine sottile tra la vita e la morte. Un post su Facebook va inteso come tale, e nel mio caso specifico come un forte sfogo di pancia. Rabbioso e sicuramente incompleto, per una morte che sento troppo vicina ai miei tempi e al mio lavoro. So bene che non è la Chiesa la causa prima e unica di tutti i mali, ma è un dato di fatto che, in un paese di cultura fortemente cattolica come l’Italia, lo scandalo suscitato dal video hard privato di un uomo e di una donna, a parità di esposizione, ricade sempre di più sulla donna. Si insulta la donna troia, non l’uomo puttano.

Questo è quanto c’è da sapere su Tiziana Cantone. Una volta per tutte, verità per verità e bugia per bugia. I suoi funerali si sono tenuti oggi alle 15. E fino a quando le cose non cambieranno, continuerò sempre a sostenere che Tiziana è morta perché, in Italia, il piacere è ancora singolare maschile, e le tentazioni sono sempre plurale femminile.

Francesco Guarino
@fraguarino

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4 Risponde a Verità, bugie e video: chi era e cosa ha fatto davvero Tiziana Cantone. E poi, giù il sipario

  1. avatar
    Sara 15/09/2016 a 23:48

    Grazie Francesco per le tue parole.
    Sono importanti e evidenziano quello che è il vero dramma di questa storia, un’evidente disparità tra la libertà sessuale dell’uomo e della donna, una realtà ancora piena di pregiudizi, una società, la nostra, governata da una Chiesa Cattolica che si finge liberale ma è solo ipocrita. La cosa che mi rattrista davvero è che una donna sia stata portata a quest’atto estremo dall’ignoranza di chi l’ha usata e poi giudicata, che non sia riuscita a trovare la forza per vedere ancora la bellezza della vita, per ritrovare una gioia che nessuno avrebbe mai il diritto di togliere ad un altro individuo. Noi donne dobbiamo imparare ad essere più forti, a non accettare di essere trattate così da uomini che evidentemente non ci meritano, a non accettare di essere trattate in modo diverso da come loro vogliono e si aspettano di essere trattati. Non possiamo lasciar decidere della nostra vita da chi evidentemente non ha né intelligenza, né rispetto, né amore.

    Rispondi
  2. avatar
    Alessia 16/09/2016 a 14:04

    Certo che lamentarsi dello sciacallaggio e sfruttare la triste vicenda di questa donna per fare la solita retorica anticlericale sulla Chiesa brutta e cattiva non vi fa certo onore.
    Se le famiglie non si preoccupano di educare i loro figli la colpa è loro, non cercate scusanti. Se in famiglia parlare di sesso è tabù non è certo colpa della Chiesa,è la gente che non ne vuole parlare, atei compresi, e non fate finta di non saperlo.
    Il sessò è tabù in famiglia perché certi genitori vogliono che lo sia,
    ma poi, se i genitori non insegnano ai loro figli a rispettare chi è grasso o ha una disabilità, che vi aspettate che dicano sul sesso? abbiamo il bullismo fin dalle scuole medie (!) per cose come la forma fisica (grasso/magro), il carattere (chi è timido e introverso finisce emarginato), le disabilità e voi guardate solo al sesso per rifilarci la solita trita e ritrita morale sulla Chiesa, sfruttando la vicenda di una ragazza morta? non ho parole.

    Rispondi
  3. avatar
    sartana 18/09/2016 a 01:57

    Grazie per quello che hai scritto.
    Purtroppo la frase con cui chiudi e’ la dura realta’ che rappresenta al meglio il nostro paese.
    Mi piacerebbe pero’ andare oltre il concetto visualizzato di uomo contro donna che va avanti dalla rivoluzione femminile, per ripartire dal fatto che uomini come te, che pensano come te, debbano far coro, insieme e uniti alle donne che possono e devono essere libere di vivere come a Tiziana non e’ stato permesso, per rivendicare il diritto del piacere alla parità.
    Come essere umano e non come uomo, chiedo perciò scusa a Tiziana per il giudizio spietato a cui e’ stata sottoposta il quale le ha negato questo diritto.
    Un Giudizio che non ha sesso, ma solo dogmi precostituiti e gerarchie utili solo a celare profonde e radicate insicurezze.
    Invito quindi tutti a tracciare un linea e scegliere di schierarsi al di là di essa per incontrare non il proprio opposto ma il proprio sostegno affinche’il piacere , cosi come la tentazione siano solo due plurali interscambiabili.
    Io ho “non conosciuto” Tiziana sin dal tempo che le sue immagini,che come molte di tutti i giorni, mi apparsero sullo schermo del telefono senza saperne il perché.
    Ho continuato a “non conoscerla” sino al giorno della sua morte, anch’essa annuciatami con la stessa modalita’ con la quale ne ho scorto il suo volto il primo giorno.
    Oggi continuo a non conoscerla,ma provo profondo dolore.

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  4. avatar
    LINA CATALDI 19/09/2016 a 00:56

    Si commenta da solo.
    tante pagine di parole e solo un nome è stato protetto
    il COMPAGNO DI TIZIANA CANTONE NELLA VICENDA?

    Rispondi

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