Vergogna Schwazer, ha confessato il doping: ‘Volevo essere più forte’

Alex Schwazer è stato trovato positivo all'anti-doping (sport.sky.it)

Ci dispiace Alex, ma non basterà cospargerti il capo di cenere a salvarti. Il marciatore Alex Schwazer, trovato positivo ad un controllo antidoping della Wada del 30 giugno – ed escluso poche ore fa dal Coni dalla partecipazione alla 50 km di marcia delle Olimpiadi – ha confessato.

Contattato telefonicamente dall’Ansa, Schwazer ha dichiarato: «Meglio che non mi chieda come sto, ho sbagliato. Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato, la mia carriera è finita».  Un’ammissione di colpa tanto immediata (per procedere alla successiva squalifica si deve attendere comunque l’esito delle controanalisi) quanto scioccante.

Un campione olimpico che ammette candidamente di aver provato a barare utilizzando sostanze dopanti, per bissare il successo di quattro anni fa, è una delle pagine più tristi e vergognose della storia dell’atletica e di tutto il movimento olimpico italiano.

Nel giorno in cui Matteo Morandi rinvigorisce la leggenda di Yuri Chechi agli anelli ed il tiro a segno ed a volo italiano si bagnano d’oro e d’argento, la notizia del doping di Alex Schwazer è un colpo da ko. L’unica speranza d’oro nell’atletica si è lasciata cadere nel gorgo del doping. Per “essere più forte”, per bypassare la fatica e gli sforzi. Per vincere, ma imbrogliando.

La squalifica non tarderà ad arrivare e non sarà leggera. Ma quando Alex dice che la sua carriera è finita, probabilmente ha ragione. Aver macchiato un oro olimpico, un argento europeo e due bronzi mondiali alla vigilia della gara più attesa non è stato un semplice errore, ma un delitto imperdonabile.

L’onta e l’ignominia che lo sport e i tifosi italiani rovesceranno su Schwazer sarà rumorosa ed inesorabile. Perché se già si fatica a perdonare chi sbaglia perché ha voglia di diventare grande, non si riesce ad essere così clementi con chi nella leggenda c’è già entrato. E quando cadono gli dei, il rumore è assordante.

Francesco Guarino

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Una risposta a Vergogna Schwazer, ha confessato il doping: ‘Volevo essere più forte’

  1. avatar
    Beniamino Franceschini 06/08/2012 a 23:28

    “Volevo essere più forte per questa Olimpiade”. Questa è una frase che mi ha lasciato basito. Quando ho scritto “Una lettera ad Alex Schwazer”,

    http://ilkiwi.com/2012/08/06/una-lettera-ad-alex-schwazer/

    , speravo che non adducesse una spiegazione del genere, perché è davvero una giustificazione disarmante. Mi dispiace molto per Schwazer, credevo in lui, lo ritenevo un campione. Speriamo, almeno, che la stampa non reagisca in modo forcaiolo, ma affrondi questo triste episodio con lucidità.

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