Venite bambini, non abbiate timore: la festa di Halloween non fa così orrore

halloween«La vigilia di Ognissanti è diventata una notte di follia, con i bambini che indossano costumi e vagano come pazzi». È così che nel film Hocus Pocus l’attrice Bette Midler, nei panni di una strega morta nel 1600 e resuscitata tre secoli dopo, commenta la notte di Halloween: in effetti, per la gente vissuta nei tempi passati l’odierna notte di Halloween era diversa da come la viviamo noi oggi. L’atmosfera era sempre la stessa: tenebrosa, spettrale, misteriosa e magica, ma meno divertente e scherzosa.

Le radici di questa festa si perdono nella Storia, prima che Roma diventasse una potenza. Non nacque nel continente americano, come si può erroneamente credere, ma oltre il canale della Manica. Era l’epoca in cui nelle isole britanniche la vita quotidiana era dominata dal culto celtico. In questa cultura, infatti, il capodanno si celebrava al tramonto del 31 ottobre. I celti, per ingraziarsi gli dèi, erano soliti festeggiare l’inizio del nuovo anno con riti propiziatori, eseguiti sia per ringraziare dell’abbondanza dell’anno passato e sia per pregarne uno nuovo ricco e generoso. Secondo la credenza, questi riti aprivano le porte delle dimensioni ultraterrene e gli spiriti dei morti erano liberi, nel bene o nel male, di vagare per quell’unica notte nel mondo dei vivi. La paura portava il popolo a trovare rimedi più svariati per esorcizzarla. In Scozia gli uomini più forti giravano tutta la notte con delle torce accese per allontanare gli spiriti maligni. Alcune popolazioni contadine non solo rendevano le loro case fredde e ostili, ma si vestivano in modo tale da spaventare eventualmente i defunti che quella notte avrebbero concesso loro una visita; mentre altri popoli lasciavano semplicemente del cibo fuori dalle case nella speranza di evitare le malefatte degli spiriti.

Il Medioevo mescolò un po’ le carte. Il Cristianesimo vedeva questi riti celtici troppo pagani, ma al tempo stesso non sdegnava l’aspetto rispettoso nei confronti delle anime trapassate: così, nell’ottavo secolo, il primo novembre divenne la festa di Ognissanti, a cui si fece seguire il giorno della Commemorazione dei defunti. Fu così che il 31 ottobre prese il nome di All Hallows’ Eve, cioè vigilia di tutti i santi, che nel tempo divenne All Hallows’ Even, sostituendo la parola vigilia con sera: è facile immaginare come questa parola si sia contratta in Hallow’ Even e da lì al nostro odierno Halloween il passo è stato breve. Sempre in quel periodo iniziò a svilupparsi una strana usanza: la gente povera, durante questa notte, vagava di porta in porta a chiedere cibo in cambio di preghiere per le anime care ai benefattori.  Nel Medioevo, durante il quale ogni conoscenza scientifica veniva accantonata in nome della religione, si iniziò a pensare che l’avvicinarsi della vigilia di Ognissanti e il diminuire della luce del sole durante le giornate non fossero una coincidenza. La conferma venne portata dalla Riforma luterana, la quale, affermando che i santi non esistono, considerò il servizio funebre una sorta di stregoneria: ne conseguì la credenza che qualunque spirito tornasse durante la vigilia di Ognissanti fosse esclusivamente un demone.

dolcetto o scherzettoFu solo nella prima metà del diciannovesimo secolo che i popoli britannici e irlandesi, costretti da una potente carestia, emigrarono in America, importando il culto di Halloween. Fu allora che nacque un altro simbolo della festa: la zucca. Inizialmente i popoli anglosassoni erano soliti fare delle lanterne intagliando delle particolari rape, assenti nel nuovo continente, dove in compenso era pieno di questi grandi ortaggi gialli, capaci di essere intagliati più facilmente e di emanare la luce in maniera più spaventosa, specialmente se lavorati in modo da assomigliare ad un viso arcigno e macabro.

L’America fece della festa una propria usanza: Halloween divenne, pian piano, una tradizione mondiale e le antiche credenze diventarono solo leggende o storie da raccontare ai bambini. In questo giorno, in svariate parti del mondo, i bambini si mascherano in vari modi, anche se i travestimenti più in voga sono legati all’orrore, alla magia o comunque volti a spaventare. La strega, il fantasma e i mostri in generale sono i più vecchi, ma con la tradizione popolare sono diventati comuni anche il vampiro, il Diavolo e la personificazione della Morte. Il travestimento, oltre che a richiamare le antiche abitudini celtiche, è molto utile a fini terapeutici. Alcuni psicologi, infatti, ritengono che far mascherare i bambini in ciò che temono, li aiuti ad esorcizzare e depotenziare queste paure. Ma oltre al travestimento c’è anche il famoso “Trick or Treat” (in inglese “dolcetto o scherzato?”): i bambini vanno di casa in casa a chiedere dolci e fare dispetti.

Ormai Halloween è diventata una moda e uno spunto per creare film, abiti e party a tema. La paura e la serietà di affrontare questa vigilia sono sentimenti che appartengono al passato. Non si è perso, però, lo spirito goliardico con cui si affronta questa festa, non solo per i bambini ma anche per gli adulti: un’ottima scusa per uscire dalla frenesia di tutti i giorni, giocare con i più piccoli e stare in compagnia dei propri amici.

Francesco Fario

IMMAGINI: www.greenme.itwww.ilrestodelcarlino.itwww.splattlog.com

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