Veneto, torta con fascio per il vice-presidente: lo schiaffo della “goliardia”

Alla festa a sorpresa del vice-presidente del Consiglio Regionale veneto Giorgetti spunta la torta con fascio littorio e "SS". Quando la memoria storica diventa "goliardia"

giorgetti«Una goliardata», così Massimo Giorgetti, vice-presidente del Consiglio Regionale Veneto  e di Forza Italia Veneto – ha descritto la grafica rappresentata sulla torta che gli amici gli hanno regalato – con tanto di festa a sorpresa – per il suo compleanno. Un nel millefoglie – e fin qui, niente da ridire –  con tanto di fascio littorio circondato, qualora da solo non bastasse, dalle lettere “SS“, un riferimento che non dovrebbe avere bisogno di troppe spiegazioni.

TUTTO MOLTO “GOLIARDICO” – Le foto della torta e quella della festa, pubblicate sul profilo di Giorgetti, hanno immediatamente fatto il giro della rete, provocando scalpore. Lui, che nel post ha voluto ringraziare gli amici e i «camerati di tante battaglie», sminuisce. «Era una festa a sorpresa, abbiamo voluto scherzosamente mettere il fascio –  ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it -. Ho una storia politica alle spalle che passa anche di lì».

POLEMICHE E MEMORIA - Dobbiamo aspettarci polemiche? Bè, in una Repubblica nata dalla Resistenza contro il nazifascismo, da un Paese che in prima persona ha conosciuto i crimini del ventennio, della guerra e dell’occupazione tedesca, in fin dei conti sarebbe il minimo. Ma Giorgetti, da politico navigato qual è, è pronto a rispondere: «Sono un personaggio pubblico – continua- e se volessi fare apologia di qualcosa sceglierei un altro modo, non sono uno stupido. Se qualcuno poi vuol far polemica, la faccia». Già, a che servirebbe in fondo? Alla fine tutto si risolverebbe nel solito dibattito da salotto televisivo, con ospiti disinteressati e improbabili, ma indignati quanto basta per dare quel tocco di showbusiness alla memoria storica. D’altronde, una decina d’anni fa qualcuno diceva che Mussolini mandava le persone in vacanza, mentre oggi c’è chi afferma che Hitler non voleva sterminare gli ebrei. Che sarà mai una torta? Niente, appunto, tanto nessuno ci fa più caso, chi scrive verrà considerato come quello che “ancora pensa alle cose di cento anni fa” e di Sant’Anna di Stazzena ci ricorderemo solo per andarci il giorno della ricorrenza, precisi, ordinati, e con l’indignazione a favore di telecamera. Perchè, in fin dei conti, certe aberrazioni appartengono ad un passato che non può più tornare. Forse.

Carlo Perigli

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