Vendola e Renzi: a sinistra il nuovo che avanza

Mentre Bersani cerca sostenitori per grandi o piccole ammucchiate allo scopo di dare scossoni finali al governo, l’opposizione sembra dare alcuni cenni di speranza

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani, segretario del Pd

Roma - Che succede nel Pd? Bella domanda. Verrebbe da rispondere il solito caos indistinto di voci che denunciano “spine da staccare” al governo. Eppure, qualcosa si muove. Vediamo di ricapitolare. Dopo il discorso di domenica scorsa tenuto a Bastia Umbra da Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà e presidente della Camera, non solo si è ufficializzata la crisi di governo ma si è definita una nuova corrente di opposizione interna all’esecutivo. In effetti, Fli pur essendo una strana creatura è molto appetibile  alle forze di sinistra sempre impegnate nel ventennale tentativo di “mandare a casa Berlusconi”. Peccato che Fini, al di là degli slogan e qualche sgambetto in Parlamento, non sembra andare. Infatti, se domenica egli chiede al premier il “coraggio di rassegnare le dimissioni, salire al Colle e dichiarare che la crisi è aperta di fatto”, lunedì, il vice capogruppo Fli, Benedetto della Vedova, chiarisce che a Berlusconi si richiede solo il coraggio di ammettere le difficoltà interne alla maggioranza. Molto meno drammatica come pretesa. Tanto diversa che il leader dell’IDV, Antonio di Pietro non ha mancato di cogliere al balzo la contraddizione con una lucida proposta al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ovvero avanzare la sfiducia contro il governo. In sintesi, il punto dipietrista è il seguente: se Fini vota a favore, è un alleato credibile altrimenti si tratta solo di un bluff altisonante ma inconcludente.

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini, leader Fli a Mirabello

Bersani, dal canto suo nicchia. O meglio, sembra essere combattuto da due sentimenti altalenanti. Da una parte la preoccupazione intorno alla linea da condurre in questi giorni decisivi per il destino della legislatura. Il fantasma delle elezioni anticipate assilla il segretario ed esso viene scongiurato con la veemente istanza di un governo tecnico. In effetti, andare alle elezioni porterebbe quasi sicuramente (leggendo i sondaggi) ad un’altra sconfitta del Pd che però, questa volta, non produrrebbe solo un nuovo cambio della poltrona di segretario ma, forse, anche di buona parte dei vertici del partito. E qui arriviamo al secondo motivo di disagio per Bersani: l’orgoglio ferito dai “rottamatori” guidati dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi i quali, peraltro, di “rottamare” il povero Gigi non si sognano nemmeno ma pretendono un riconoscimento (doveroso) ufficiale nel Pd per naturale continuità politica.

Dunque, nell’incertezza Bersani punta ad un’alleanza con Pier Ferdinando Casini, Udc, per organizzare spallate di sicuro effetto sul governo. Casini, però, non solo è corteggiato da tutti, a destra e a sinistra, ma a tutti dichiara di non essere intenzionato a vendersi per un posticino in parlamento. E così continua il caos.

Si diceva, però, che qualcosa di nuovo c’è. Non si tratta di Fini né di governi al capolinea ma di 2 personaggi che potrebbero rivelarsi dei punti di svolta per l’attuale opposizione italiana. Matteo Renzi, appunto, e Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà.

Sono molto diversi: il primo è un trentacinquenne senza peli sulla lingua, infuso di un inconsueto spirito liberista di sinistra, cosa che lo rende attento alle problematiche di lavoratori e disoccupati senza perdere di vista le esigenze delle imprese in un’economia globale che richiede competitività spinta e infrastrutture tecnologiche all’avanguardia.

Il secondo è uno straordinario comunicatore, dotato di una verve linguistica colta e mai vuota. Vendola obbligherà presto la destra a trovare un concorrente dialettico da opporgli altrettanto valido e di sicuro impatto mediatico. Un’avvicendamento quest’ultimo che non potrà che avere il salutare effetto di alzare i toni della politica nazionale immiserita dai troppi bunga-bunga.

Diversi, dunque. Eppure, Vendola e Renzi sono accumunati da 2 caratteristiche. Innanzitutto sono dei signori prima che dei politici. In occasione dell’attentato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, e all’aggressione subita da Daniele Capezzone, portavoce Pdl, sono stati tra i pochi ad esprimere partecipazione

Nichi Vendola

Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà

evitando allusioni e sghignazzatine inappropiate. Cosa fatta da molti, salvo poi manifestare “piena solidarietà” ipocrita e “condanna alla violenza” di facciata.

In secondo luogo, non sono (o non sembrano) essere ossessionati dal fenomeno Berlusconi. Ne parlano poco e non a caso. Essi sanno che per un uomo come il premier, il quale ha basato il successo politico, non sull’efficacia delle idee, ma sulla infinita narrazione di sé e della propria  immagine essere “ignorato” è un elemento più pericoloso ed irrimediabile di qualsiasi crisi di governo.

Si potrebbe obbiettare che non basta essere ben educati ed di buona parlantina per vincere le elezioni. E’ vero, servono programmi e progetti concreti. Spetterà alle 2 nuove promesse dimostrare di averne. Ai patriarchi della sinistra, invece, dimostrare di saperli assecondare. Solo così “si manda a casa Berlusconi”.

Chantal Cresta

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews