Venditori ambulanti sulle spiagge a sfidare la crisi

I venditori ambulanti sfidano il caldo, mentre i bagnanti prendono il soleI venditori ambulanti sfidano tutti i giorni la sabbia rovente, ricevono una sfilza di “no, grazie” dai bagnanti, trascinano borse piene di oggetti e spesso anche carretti pesanti, ma per cosa? La crisi sta mettendo in difficoltà anche il tanto agognato “Cocco bello, cocco!”, perché la gente preferisce portarsi la frutta da casa, per risparmiare. Li congedano proprio con questa motivazione: “Anche per noi c’è la crisi”, solo che loro stanno al mare in vacanza per rilassarsi. I venditori lì ci sono, ma per lavorare.

Le provano tutte, anche con gli sconti: sei fette di cocco un euro, ma in pochi comprano.  Dietro i carretti dei venditori di granite o di bibite fresche, sempre in movimento, non c’è più fila. Le massaggiatrici cinesi provano ancora a convincere qualche bagnate a farsi coccolare con un massaggio illegale e, nel farlo, si guardano continuamente intorno con aria impaurita. Chi vende gommoni, materassini, ciambelle da mare e braccioli, porta faticosamente dietro il carrello, quasi sempre pieno di merce invenduta.

La nostra dipendenza tecnologica fa sì che l’unica cosa che vada a ruba anche sulle spiagge sono le cover degli smartphone, coloratissime e utili per evitare che il nostro prezioso cellulare si graffi o si sporchi di sabbia. Oggetto imprescindibile, al contrario dei braccialetti portafortuna che durano anni e costano sui 50 centesimi. Ora te li regalano se compri qualcos’altro. Alcune donne vendono vestiti fatti a mano, prendisole, gonne lunghe e altri capi etnici. Ma quello che colpisce non è tanto il fascino della loro merce, quanto quegli occhi malinconici e bisognosi, quei bimbi che portano spesso dietro la schiena sulla sabbia rovente.

 

Niente da fare anche per i tatuaggi “da spiaggia”, quelli non permanenti, sempre meno richiesti. Vengono considerati superflui e visto che oramai tutti preferiscono mettere in mostra una tatuaggio vero perché farsene uno all’hennè che dura solo 15 giorni? I consumatori sono sempre più esigenti e hanno sempre meno voglia di aprire il portafoglio alleggerito dalle troppe spese.

Il paradosso è poi sconvolgente nelle località più alla moda dove c’è chi trascorre una notte in una suite per 15mila euro e chi, invece, cammina tutto il giorno sulla sabbia, sotto 40 gradi, per guadagnarne 15. Oppure la scelta di alcuni Comuni, come quello di Forte dei Marmi, che ha deciso di togliergli anche l’ombra, recintando un’area sotto il pontile dove i venditori ambulanti si fermavano per riposarsi. A Varazze, invece, è aumentata la vigilanza.

Nonostante questo loro continuano ad affrontare lamentele, caldo e rifiuti, canticchiando canzoni, sfoderando un sorriso bianco e porgendo le mani speranzosi di poter comprare, dopo una giornata di lavoro, un panino e una bottiglia d’acqua fresca.

Claudia Polsinelli

Foto via: images.style.it; Calogero Carapezza

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