Vegan e sport, l’unione fa l’etica…e i muscoli

Vegan e sport, ormai coniugare etica ed alimentazione è possibile e fa bene alla salute di umani ed animali. Molti atleti professionisti, e non, hanno adottato uno stile di vita che rispetta di più la natura e gli animali con sorprendenti risultati sulle prestazioni sportive e la capacità di recupero dall’affaticamento muscolare.

L’unione di percorsi apparentemente lontani è merito anche dei nuovi media che informano e svelano cosa accade dietro la filiera della carne. Questo è quanto sostiene Denis Dallan, rugbista pluridecorato, sette volte campione italiano, titolare in diverse edizioni del prestigioso torneo delle sei nazioni che racconta: “Tre anni fa vidi un video su Youtube, che cambiò inesorabilmente la mia vita. Spiegava come il nostro pianeta fosse in difficoltà e del ruolo che l’industria della carne e l’agricoltura intensiva avessero. Non potevo più chiudere gli occhi così mi iniziai ad informare e diventai vegan”.

Denis Dallan

Denis Dallan

LA DIETA DELL’ATLETA VEGAN -  Un buon atleta vegan nella sua dieta ha sempre in tasca un frutto. Questa è la massima che racchiude quanto diversi esperti in alimentazione vegan e sport prescrivono. Certo, la dieta non può limitarsi a ciò. Infatti, oltre la frutta, le verdure crude sono alimenti importantissimi  che non devono mai mancare durante un pasto prima di un allenamento. A confermarlo è la Dott.ssa Mirella Pizzi medico chirurgo di base, esperta in alimentazione vegan che spiega: “Tra i miei pazienti ci sono diversi sportivi e quando mi chiedono consigli su cosa mangiare non ho dubbi. Il primo passo è eliminare le proteine animali e tutti i prodotti industriali che rallentano la digestione poiché più difficili da smaltire”. Rinunciare non basta la parola d’ordine è sostituire con consapevolezza – prosegue il medico – “Oltre frutta e verdura cruda in quantità che consente di assimilare tutto e subito, bisogna inserire legumi e cereali (possibilmente integrali)per acquisire le proteine necessarie. Anche la frutta secca e i semi sono l’ideale per garantire il giusto apporto calorico. In questo modo aumenta l’energia e si rafforza il sistema immunitario”.

L’ALLENAMENTO E IL RECUPERO -  Il corpo leggero, la  mente libera, l’intestino pulito sono delle importanti premesse per  realizzare buone prestazioni. Se n’è reso conto anche Denis Dallan: “Mi spiace aver lasciato l’attività di giocatore professionista poco prima della scelta. Naturalmente continuo ad allenarmi e mi sono reso conto di come la mia filosofia di vita abbia inciso in maniera estremamente positiva nella qualità dell’attività atletica e nel recupero muscolare e psicofisico. Anche quando alleno i miei ragazzi consiglio una dieta appropriata, così da ottimizzare i risultati degli allenamenti”.

Squadra veg animalisti italiani onlus

Squadra nazionale Animalisti Italiani Onlus

IL VALORE ETICO NELLO SPORT – Lo sport in qualunque sua manifestazione e disciplina è portatore sano di valori come il rispetto dell’avversario, il gioco di squadra e l’amicizia. Di tale avviso è anche l’associazione nazionale Animalisti Italiani Onlus che ha pensato bene, qualche mese fa, di fondare la prima squadra di calcio italiana animalista e vegetariana. Un esperimento per unire diritti degli animali e diritti di ogni minoranza, contro tutte le forme di discriminazioni esistenti quali sessismo, specismo e razzismo. Un esempio di rispetto trasversale per la vita, come spiega Walter Caporale, presidente dell’associazione che dichiara: “Noi animalisti da sempre ci battiamo per difendere chi non ha voce: gli animali, i più deboli, gli sfruttati, gli immigrati, le donne maltrattate. Il rispetto reciproco è alla base della nostra civiltà, e va trasmesso ai nostri figli”.

Valori da condividere soprattutto attraverso i giovani, modus operandi indispensabile anche per Denis che attualmente ricopre la carica di presidente e allenatore della sua nuova società di rugby a Viareggio: i Titani. Un progetto etico e sociale con l’obiettivo di far crescere ragazzi responsabili e consapevoli della loro esistenza attraverso uno stile di vita il più possibile ad impatto zero. Il campione trevigiano ci tiene a precisare: “Per i miei ragazzi sono il primo esempio da seguire, sono la dimostrazione che quanto dico è realizzabile. Per un atleta professionista la scelta vegan apporta benefici evidenti e riscontrabili, senza considerare il bene per la natura e gli animali”.

Massimo Leopardi, fondatore di Veggie Channel

Massimo Leopardi, fondatore di Veggie Channel

LA SFIDA – Mens sana in corpore sano, se da un lato tra gli sportivi c’è chi fa una scelta vegan, dall’altro lato tra i vegan c’è chi sceglie di curare il proprio corpo non solo con l’alimentazione. Testimonial d’eccezione è Massimo Leopardi, fondatore di Veggie Channel, che all’età di circa 50 anni, dopo anni di veganismo, ha deciso di risolvere i suoi problemi fisici come dolori cronici alla schiena e sovrappeso. Spesso il lavoro non aiuta nel mantenersi in forma così, Massimo ha lanciato una sfida al pubblico attraverso la sua web tv: dimostrare che dopo una vita sedentaria è possibile acquisire una forma fisica eccellente.

Con il supporto di un’equipe di professionisti, da alcuni mesi ha iniziato uno speciale programma di allenamento, che lo ha portato a vincere pochi giorni fa una medaglia al campionato italiano di categoria di tuffo da trampolino e piattaforma. E adesso una nuova sfida attende Massimo che racconta: “Sono molto soddisfatto di come sta procedendo questa esperienza, ho deciso di mettermi in gioco per dimostrare che è possibile migliorarsi e organizzare la propria vita per stare bene. Il mio prossimo obiettivo sono i campionati mondiali in Canada”. Il progetto la sfida è documentato con dei video realizzati da Veggie Channel e pubblicati nella web tv www.veggiechannel.com

LO SPORT E LE PROTESTE – Spesso lo sport acquisisce il valore di catalizzatore di disagi sociali che riguardano sia i diritti degli animali sia quelli umani. Atleti che sviluppano particolare coscienza verso questioni etiche e attivisti di ogni movimento, utilizzano la visibilità che deriva dalle manifestazioni internazionali per raccontare il lato oscuro dello sport, di cui talvolta interessi economici e politici sono protagonisti. Come dimenticare le olimpiadi del 2008 a Pechino con le relative contestazioni per i diritti umani e l’irrisolta questione del Tibet o gli Europei di calcio in Ucraina e Polonia del 2012 e lo scandalo della strage di cani randagi per ripulire le strade.

In ultimo, ma solo per ordine di tempo, ci sono state le contestazioni per l’ultimo Mondiale di Calcio appena terminato in Brasile, dove moltissime testimonianze hanno segnalato attività violente della polizia nei confronti di meno abbienti. Il prezzo della Coppa del Mondo è un documentario realizzato dal giornalista danese Mikkel Kerdolf, inviato in Brasile per seguire le partite di calcio, che invece ha raccolto le dichiarazioni su quanto accaduto e sui costi sociali e ambientali, derivanti dall’importante manifestazione calcistica.

Il binomio vegan e sport non è solo una questione etica  o di equilibrio alimentare, sempre più spesso risulta essere un ulteriore strumento per diffondere delle idee e delle pratiche in favore degli animali, della natura e per una maggiore consapevolezza del rispetto della vita compresa quella umana e di se stessi.  

Marco Di Cosmo

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2 Risponde a Vegan e sport, l’unione fa l’etica…e i muscoli

  1. avatar
    giuliano 02/08/2014 a 12:50

    Ottimo! Ma gia si sa ormai abbiami fior di atleti vegan abche innitalia non serve andare oltralpe per avere la conferma che lo sport viene valorizzato dal veganismo ;) ecco il sito che ospita i vegani italiani nato nel 2009 : http://www.vegansport.org

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  2. avatar
    giuliano 02/08/2014 a 13:00

    Se lo pubblicate correggete gli errori di battitura grazie :)
    giuliano

    Rispondi

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