Vaccini in Italia, ecco gli obbligatori e facoltativi

Campagna Unicef a favore delle vaccinazioni (www.unicef.it)

Campagna Unicef a favore delle vaccinazioni (www.unicef.it)

Roma - Dopo le sirene d”allarme lanciate dall’ Istituto Superiore di Sanità, supportate a gran voce dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) e dalla Società italiana di pediatria, sul calo delle vaccinazioni per i bambini in Italia, può essere d’aiuto stilare la lista di ciò che è considerato dal Ministero obbligatorio e ciò che è invece a discrezione dei genitori. Ricordiamo comunque che secondo gli esperti, urge che il Piano nazionale dei vaccini venga approvato dalle regioni.

CALO DEI VACCINI - Secondo gli studi effettuati, la copertura contro poliomielite, epatite b, tetano e difterite sono scese sotto il 95%. Per la difterite, va ricordato che a giugno in Catalogna 8 bambini sono stati colpiti da una malattia considerata come debellata. Sotto la soglia dell’86% viaggiano le vaccinazioni previste per rosolia, morbillo e parotite con un calo del 4% rispetto alle vaccinazioni dell’anno passato.

VACCINI OBBLIGATORI - Alcune delle malattie sopra citate sono appunto quelle per le quali il Ministero prevede i vaccini obbligatori. L’antidifterica è per esempio obbligatoria dal ventennio fascista, dal 1939; l’antitetanica e l’antipoliomielitica sono invece obbligatorie dagli anni 60′. L’antiepatitevirale B è stata introdotta nel 1991. 

VACCINAZIONI FACOLTATIVE - Dai tre mesi il bambino può essere vaccinato. Oltre quelle obbligatorie vi sono poi le vaccinazioni facoltative. Queste riguardano morbillo, pertosse, rosolia, parotite e la meno conosciuta Haemophilus influenzae b(Hib). Proprio su quest’ultime si è assistito al calo più consistente delle vaccinazioni. 

CONSEGUENZE - Anni fa se il genitore non si presentava per il vaccino, veniva richiamato dalla ASL e si comprometteva temporaneamente la partecipazione scolastica del minore con l’intervento dei tribunali nei casi più gravi. Oggi la seconda sezione non esiste più e quindi vi è solo il richiamo delle ASL fino alla maggiore età del minore, quando egli stesso verrà esortato a vaccinarsi. Intanto, per combattere il fenomeno, l’Università degli studi di Foggia e Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della Salute hanno attivato un numero verde informativo 800 56 18 56 che sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18.

LE CAUSE - Ma perché alcune famiglie decidono di evitare i consueti vaccini? La sfiducia nelle istituzioni sanitarie regionali potrebbe essere una delle cause che portano alla rinuncia al vaccino, così come la presenza di residenti di origine straniera che hanno nella loro cultura una medicina diversa da quella occidentale. Inoltre negli ultimi anni alcuni dubbi sono stati pronunciati sull’efficacia stessa dei vaccini e sulla mancanza di informazioni sulla loro composizione. Comunque, a prescindere dalla discrezionalità della scelta, certo è che senza una sanità pubblica di qualità, chiara e semplice per i cittadini anche il ricorso ai vaccini potrebbe continuare la sua curva discendente.

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