Usa, Trump contro tutti: se eletto, via 11 milioni di clandestini

Ancora dichiarazioni fulminanti da parte di Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. Prosegue la campagna elettorale indipendente

Donald Trump (iljournal.today)

Donald Trump (iljournal.today)

Continua la fervida campagna elettorale di Donald Trump in vista delle elezioni presidenziali negli Usa del 2016 e si fa sempre più acceso il clima propagandistico a suon di promesse, accuse e discriminazioni ormai divenuti pane quotidiano dell’autocandidato presidente repubblicano. A soccombere sotto la forza di volontà di Trump, questa volta, non sono soltanto nativi e oriundi messicani o le classi sociali meno abbienti, ma l’intero corpus extracomunitario clandestino, secondo lui riscontrabile in ben 11 milioni di non aventi diritto alla permanenza in territorio a stelle e strisce.

VIA 11 MILIONI DI CLANDESTINI – Stando alle ultimissime dichiarazioni fornite dal miliardario newyorkese nel pieno della sua campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali del 2016, le intenzioni di Trump, qualora dovesse essere eletto come prossimo presidente degli Stati Uniti, sono principalmente mirate a portare a termine l’operazione di trasformazione in cartastraccia dei decreti presidenziali di Barack Obama sull’immigrazione, puntando a cacciare via dal paese tutti i clandestini privi di documenti, il cui numero è stimato, ad oggi, intorno agli 11 milioni. Questa mossa in particolare, tra l’altro, lo ha portato in testa a tutti i sondaggi realizzati dai media sull’elettorato repubblicano.

Donald Trump (zamtvnews.it)

Donald Trump (zamtvnews.it)

L’INDIPENDENTE – Malgrado sia possibile che i Repubblicani non lo votino come principale candidato, Donald Trump si è già detto più volte ben disposto a correre da indipendente. Nel bel mezzo della corsa alla Casa Bianca, i candidati devono, infatti, raccogliere non solo consensi ma anche i fondi necessari per la campagna elettorale. In questo senso, Trump – già miliardario – si è dichiarato disposto a versare di tasca propria tutti i soldi necessari – anche fino a 1 miliardo di dollari – sostenendo di non aver bisogno di rispondere a dinamiche da lui giudicate come lobbiste.

Anche se tutte queste mosse lo hanno di fatto innalzato a paladino dell’elettorato repubblicano, Trump non gode neanche della minima possibilità di stima da parte di una buona fetta della stampa statunitense, così come da parte di varie personalità dello spettacolo o comunque rinomate. L’ultima dichiarazione di disistima proviene da Bryan Cranston, attore protagonista della serie televisiva cult Breaking bad nonché vincitore di un Golden Globe e quattro Grammy Awards.

Donald Trump (feministing.com)

Donald Trump (feministing.com)

CRANSTON VS TRUMP – Intervistato da Nerdist, sito internet che si occupa di spettacolo e di cinema, Cranston ha parlato anche di politica, nello specifico riferendosi proprio a Trump, sostenendo che «c’è qualcosa di grandioso nel suo fottersene di tutto: serve a rendere gli altri più onesti». Secondo Cranston, in sostanza, Trump sarebbe un pessimo presidente degli Stati Uniti perché le sue idee sono terribili. L’unica nota positiva riscontrabile in Trump, ha poi concluso Cranston, riguarderebbe la sua capacità di essere una mina vagante capace di rinfrescare e rendere più vero il dibattito politico.

FUORI DALL’APPRENTICE – In precedenza, Trump era stato additato anche dal reality The celebrity apprentice di cui è stato colonna portante e dal quale è stato licenziato in seguito ad alcuni suoi commenti nei confronti degli immigrati messicani. «Il rispetto e la dignità di tutte le persone sono i valori fondamentali del nostro network», ha detto il presidente della Nbc Bob Greenblatt. «Dopo lo spregevole intervento di Donald Trump nei riguardi degli immigrati, Nbc ha deciso di interrompere gli affari con lui». Nulla di personale, specifica Greenblatt: «È un bravo ragazzo, molto collaborativo e dedito al lavoro. Per noi è un’occasione per continuare lo show puntando su nuovi ospiti».

Foto: iljournal.today / zamtvnews.it / feministing.com

Stefano Gallone

@SteGallone

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