Usa. Come (non) è stato risolto il fiscal cliff

Obama, fiscal cliff, debito americano

Obama parla alla nazione

Washington – Obama e il Congresso, in una corsa all’ultimo minuto, riescono a risolvere il fiscal cliff, per lo meno nelle parti ove urgevano misure impellenti per evitare che 600 miliardi di dollari di tasse si riversassero sulle teste degli americani. Alle 23, ore americane, del primo gennaio del nuovo anno, il congresso ha votato gli emendamenti che nei prossimi mesi risolveranno almeno parzialmente il fiscal cliff.

Apparentemente è Obama ad avere vinto la battaglia contro i repubblicani, riuscendo ad ottenere un sistema di tassazione più proporzionale, salvaguardando milioni di famiglie americane che non subiranno ingenti aumenti delle tasse, mantenendo il fondo per la disoccupazione ancora acceso per i più di 2 milioni di americani ancora alla ricerca di un lavoro, conservando il fondo per la sanità, aumentando la tassazione sui guadagni da capitale e investimenti, facendo pagare ai più abbienti la giusta quota di tasse, a detta del presidente. Più nel dettaglio i democratici e i repubblicani hanno votato per mantenere il taglio delle tasse per tutti gli americani che dichiarano 400 mila dollari annui di guadagno, mentre la soglia è leggermente più alta per i nuclei familiari per i quali la soglia è di 450 mila dollari annui. La parte ingente degli aumenti si riverserà su chi guadagna dai 400 mila dollari in su. Il cuneo fiscale per i più ricchi d’America raggiungerà il 39% invece che il 35% che veniva pagato precedentemente.

Aumentano anche le tasse sui dividendi e sugli investimenti che toccheranno un massimo di 23,8%, rispetto al 15% precedenti. Molti di coloro che guadagnano dai 500 mila dollari annui in su, non subiranno il tetto massimo di tassazione del 23,8% perché i guadagni da capitale sono deducibili e sottratti dai guadagni lordi prima che vengano tassati.

Tax Policy Center, il centro delle politiche fiscali americano, ha calcolato che i redditi che vanno dai 2,7 milioni di dollari in su, pagheranno del 2013 una media di 443,910 dollari in più rispetto al 2012. Per i redditi che vanno dai 500 mila dollari fino ad 1 milione è stato calcolato che la media in più da pagare sarà di 14,812 mila dollari.

Verrà mantenuto attivo il fondo per la disoccupazione per più di 2 milioni  di americani ancora attivamente alla ricerca di lavoro, mantenendo inalterate le regole distributive vigenti finora. Verranno mantenute basse le tassazione per le società dei comparti di ricerca e sviluppo, e seguiranno gli incentivi per l’industria sull’energia pulita. Infine continuerà il programma di rimborso tasse per le famiglie meno abbienti e gli studenti.

Ma ad un capitolo chiuso ne segue immediatamente un altro di eguale entità, tema su cui repubblicani hanno già promesso battaglia aperta ad Obama e

fiscal cliff, debito americano, Bohener

Bohener, leader dei repubblicani

democratici: il debito americano. Gli Stati Uniti infatti già nel mese di febbraio si ritroveranno nella stessa condizione del 2011 quando rischiarono il default e il Congresso dovette prendere misure straordinarie aumentando il tetto massimo di debito che il paese poteva sopportare. Il tetto dei 16,4 trilioni di dollari di debito entro febbraio molto probabilmente verrà superato, ma prima di fare ciò il Congresso dovrà prendere un’altra decisione straordinaria ed innalzare ulteriormente il tetto massimo di indebitamento. Altrimenti gli Stati Uniti dovranno dichiarare default. Questa evenienza è molto recondita e troppo apocalittica per il paese più ricco del pianeta. Il livello massimo di indebitamento verrà innalzato ulteriormente ma i repubblicani faranno di tutto per costringere Obama ad accettare maggiori tagli alla spesa pubblica in cambio dell’aumento dell’indebitamento. Il presidente si è già detto disponibile a trattare e discutere e non esclude tagli ad alcuni dei fondi statali come il Medicare.

Il nuovo mandato di Obama non sembra essere partito sotto i migliori auspici, con in pochi mesi due eventi potenzialmente catastrofici per il paese. Prima il fiscal cliff, ora la questione del debito, poi chissà.

Antonio Tiritiello

Fonti || yahoo.com; newsday.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews