Uruguay verso marijuana di Stato

Roma – L’America del Sud nell’immaginario collettivo è ormai indissolubilmente legata non solo alle bellezze naturali, alla musica, alle danze, ma anche al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti di vario genere.

Negli ultimi anni i governi di molti Paesi dell’area – Messico e Colombia tra gli altri – hanno cercato di attuare politiche finalizzate a controllare – laddove sia impossibile in tempi brevi debellare – il traffico e il consumo di droghe pesanti come eroina e, soprattutto, cocaina.

Così l’Uruguay ha deciso di intraprendere la strada della legalizzazione della marijuana – alternativa che molti altri Stati in tutto il mondo da tempo stanno vagliando – un po’ per distogliere la popolazione dal consumo di droghe più pesanti e pericolose, un po’ per ridurre il potere che le bande criminali traggono dal controllo del traffico della stessa marijuana.

La novità sta nel fatto che il governo uruguayano in un primo momento assumerà il monopolio di produzione e commercio delle piantine, per poi appaltare a privati le operazioni, pur continuando a tenere sotto controllo piantagioni, vendite e consumatori.

Il disegno di legge è stato presentato in Parlamento dal presidente Josè Mujica e l’approvazione è certa perché il provvedimento incontra i consensi di maggioranza e opposizione, soprattutto a causa della “guerra alla droga” condotta da Nixon negli anni Settanta: un cieco proibizionismo che ha portato i narcos a diventare sempre più potenti e a complicare i rapporti internazionali dei Paesi sudamericani.

In sostanza sembra che l’Uruguay abbia deciso di cercare vie alternative che possano portare a ridimensionare anche il problema della dipendenza: i consumatori a cui lo Stato venderà la “Maria” saranno registrati e tenuti a non superare un certo limite di consumo oltre il quale saranno costretti alla riabilitazione.

Se il sistema dovesse funzionare i trafficanti vedrebbero il loro giro d’affari ridotto di circa 60 milioni di euro l’anno, tanto frutta il traffico di marijuana in Uruguay dove il 5 percento della popolazione – circa  150 mila persone – consumano regolarmente erba.

Secondo le statistiche l’Uruguay è il Paese più sicuro del centro e sud America, ma destano non poca preoccupazione l’aumento del consumo di crack tra gli adolescenti delle fasce socioeconomiche più basse, il moltiplicarsi di violenti atti criminali – soprattutto sparatorie tra gang – e i sequestri di cocaina, fenomeni che vanno a segnare una frattura sociale e culturale sempre più profonda che potrebbe accrescere il potere della criminalità.

Oggi in Uruguay il possesso di marijuana per uso personale non costituisce reato, ma è illegale coltivarla e con l’entrata in vigore del Piano strategico per la vita e la convivenza questo non cambierebbe, perché coltivazione e vendita sarebbero esclusivo appannaggio statale.

I quindici punti del Piano mirano a risolvere una serie di spinose questioni in modo razionale, ma il tutto è ben lungi dall’essere spiccatamente liberale, infatti è preoccupante l’idea di regolamentare i mezzi d’informazione – giornali, tv, radio, web – passato in sordina proprio a causa della proposta sulla statalizzazione dell’erba.

Le opinioni in materia sono contrastanti, ma la strada non è mai stata battuta e non resta che vedere dove porterà anche se, a ben guardare, l’introduzione del monopolio statale è proprio a monte della nascita del mercato nero, oltre al fatto che il disegno di legge sembra non prendere in considerazione che l’Uruguay non è un sistema isolato, ma un Paese circondato da altri Paesi in cui la statalizzazione della marijuana è lontana e dove il traffico e consumo di droga sono ancora grosse piaghe da combattere.

Francesca Penza

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews