Urban Bike: l’assicurazione che tutela i ciclisti nel traffico

La Federazione Ciclistica Italiana lo scorso novembre ha lanciato Urban Bike, l'assicurazione volta a tutelare i ciclisti coinvolti in incidenti nel traffico cittadino

Urban Bike

In attesa di avere anche nelle nostre città piste ciclabili attrezzate, la Federazione Ciclistica Italiana tutela i ciclisti urbani con l’assicurazione Urban Bike (foto: balticanews.wordpress.com)

Vorreste percorrere le vie della vostra città in bicicletta, ma avete paura di mettervi su strada in compagnia di un numero sterminato di automobili? Bene, in attesa che anche le nostre metropoli vengano attrezzate con delle piste ciclabili degne di questo nome, la Federazione Ciclistica Italiana ha cercato di tutelare i guidatori urbani di due ruote sviluppando e mettendo sul mercato Urban Bike, la polizza che assicura ai ciclisti la copertura in caso di cure dopo un infortunio, la responsabilità civile, l’assistenza su strada e il recupero del mezzo.

I CICLISTI VANNO TUTELATI - L’idea, ha spiegato ad Adnkronos Diego Vollaro, rappresentante dell’Ufficio Affari Generali della Federciclismo, «è nata a inizio 2015 e messa materialmente in vendita da novembre. Abbiamo preso spunto dalle considerazioni della Federazione e dalle indicazioni dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale), che ha sempre promosso l’utilizzo delle bici». Un’idea che nasce dal considerevole aumento del numero di ciclisti in Italia. «Visti i 4,5 milioni di ciclisti presenti in Italia secondo i dati Istat – ha proseguito Vollaro – abbiamo pensato a qualcosa che potesse aiutarli.

DIVERSE FASCE DI PREZZO - Come ogni altra assicurazione, anche Urban Bike prevede diverse fasce di prezzo, che vanno dalla Basic Card alla Gold Plus. «La differenza tra le due – ha spiegato ancora Vollaro – sta nell’opzione “collision“, per cui in caso di incidente con un mezzo identificato è previsto un risarcimento. Inoltre – ha proseguito – con dieci euro in più è possibile intergrare la Basic e la Gold per un servizio di assistenza in caso di incidente oltre i 100 chilometri dalla residenza.

DATI PROMETTENTI – A circa sessanta giorni dal lancio, l’esperienza di Urban Bike sembra dare riscontri promettenti. Come ha spiegato Vollaro difatti «dai dati si evidenziano fasce di età differenti e input diversi per l’acquisto, dal passaparola all’articolo di giornale o su Facebook. È presto per i numeri, ma sia trentenni che sessantenni hanno acquistato la tessera, quindi vuol dire che l’utenza che serviamo è piuttosto ampia».

 

Carlo Perigli

 

 

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