Upside Down. Quando amore ed effetti speciali si scontrano – Recensione

Upside down (notoriouspictures.it)

Locandina di "Upside down", di Juan Solanas (notoriouspictures.it)

Da poco uscito nelle sale italiane, Upside Down del regista argentino – ma francese d’adozione – Juan Solanas ripropone una “vexata quaestio” estremamente frequentata da narratori e sceneggiatori, ovvero un amore impossibile tra un uomo e una donna che appartengono a due classi sociali diametralmente opposte. In questo caso, però, le due classi sociali vengono suddivise in due mondi veri e propri, ma sottosopra come il titolo suggerisce chiaramente allo spettatore. L’idea, di per sé molto originale, nasce da una visione che Solanas ebbe una mattina appena sveglio: «un giorno mi sono svegliato ed ho “visto” un’immagine: due montagne invertite che si fronteggiavano, una sotto l’altra. […] Questa immagine, con le due vette che quasi si toccano, si è insinuata in me e mi ha affascinato immediatamente». Sulle vette di queste due montagne troviamo Adam (Jim Sturgess), in basso, che guarda verso l’alto, e Eden (Kirsten Dunst) che, dall’altra cima, guarda in basso verso il ragazzo. «Da qui, non poteva che nascerne una storia d’amore».

Dopo essersi incontrati in questo luogo meraviglioso, dove le cime delle montagne e le nuvole quasi si confondono, Adam e Eden si innamorano e iniziano a frequentarsi fino all’età adulta finché non verranno scoperti e allontanati per sempre. Infatti, gli abitanti del mondo di sopra e quelli del mondo di sotto sono “invitati” dalle rispettive autorità a non intrattenere rapporti di alcun genere. La loro separazione sarà dolorosa, ma non impedirà ad Adam di cercare di incontrare di nuovo la sua amata, anche a costo di sfidare le leggi della fisica e di addentrarsi nel mondo di sopra.

Come risulta evidente dall’idea del regista argentino, Upside Down deve sottostare ad una rigida serie di leggi fisiche legate alle gravità dei due mondi e alle qualità intrinseche della materia presente in essi. Questo fa sì che il tentativo di Adam di raggiungere Eden nel mondo di sopra sia contrastato e avventuroso su due piani ben distinti: il tentativo di sovvertimento dell’ordine sociale da una parte e la vittoria sulla gravità contraria dall’altra.

Upside down (guim.co.uk)

Un fotogramma da "Upside down", di Juan Solanas (guim.co.uk)

L’ultima fatica di Juan Solanas appare però come un maldestro crossover tra Romeo e Giulietta di Shakespeare e il bellissimo Metropolis di Fritz Lang, manifesto dell’espressionismo tedesco. L’amore impossibile tra i due ragazzi, che cercano di vincere l’ingiusta separazione tra il mondo di sopra, ricco e luccicante, e il mondo di sotto, povero e grigio, si risolve purtroppo in una lussuosa confezione e nulla più. Difatti, l’impianto spettacolare prende troppo facilmente il sopravvento sugli intenti sceneggiativi – poveri a dire la verità –, offrendo un grande spettacolo visivo che punta tutto sull’effetto speciale, sulla tecnica registica e sull’affettazione della recitazione.

Upside Down soffre quindi di una profonda lacerazione tra intenti narrativi e intenti spettacolari. Solanas, infatti, non è abile ad investire la storia d’amore di Adam e Eden di alcun valore simbolico, soprattutto teso a denunciare la forte divisione di classe e le ingiustizie presenti tra i due mondi; inoltre, lo stesso intreccio romantico appare semplicistico e banale, per non parlare del modestissimo lieto fine che è chiaro sintomo di una direzione poco solida e molto confusionaria per un’idea di partenza che, molto probabilmente, avrebbe meritato più rigore.

(Foto: notoriouspictures.it / guim.co.uk / 2.bp.blogspot.com)

Emanuel Carlo Micali

[youtube]http://youtu.be/slP2IseFGBg[/youtube]

 

 

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