Unioni civili. Tra le polemiche, approda in consiglio il provvedimento

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Milano – L’aveva promesso durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano di un anno fa. Una volta insediatosi nel capoluogo lombardo come sindaco, Giuliano Pisapia aveva mantenuto la sua promessa con la deposizione in consiglio comunale, nella seconda metà di Febbraio, della delibera con oggetto “Riconoscimento delle unioni civili. Approvazione regolamento”.

Già allora, scoppiarono polemiche su diversi fronti. A partire dall’opposizione, con la Lega Nord e Pdl che criticarono la delibera come «propaganda per nascondere i disastri della Giunta».

Per terminare con il disappunto di quella frangia cattolica della coalizione di centrosinistra, tra cui il consigliere comunale Andrea Fanzago che definiva la decisione del sindaco come «una trappola e una mistificazione».

Attualmente, la delibera sull’istituzione di un registro per le unioni civili è in fase di discussione in consiglio comunale, nella speranza che sia approvata definitivamente entro venerdì.

Bisogna ricordare, come Pisapia si era mosso in una direzione simile sempre a Febbraio con l’approvazione, da parte della giunta, della delibera sugli aiuti anticrisi anche per le coppie di fatto.

In quel caso, si trattava di una semplice sperimentazione in attesa che diventasse un meccanismo automatico, proprio con l’istituzione dei registri per le unioni civili. La delibera sugli aiuti anticrisi dà diritto, a chi si iscrive all’ufficio anagrafe, all’uguaglianza di trattamento per una serie di servizi: dalla casa al welfare, dalla scuola ai trasporti, la possibilità di diventare “parente prossimo” e assistere la persona con cui si convive, per esempio, in ospedale.

Fatto sta che le polemiche, naturalmente, non si sono affievolite ma come un braciere si stanno autoalimentando nel tempo.

Proprio durante la fase di discussione del provvedimento, la Curia ha dovuto dire la sua, non potendosi limitare a rimanere spettatore passivo della vicenda. Al riguardo la Chiesa milanese ha bocciato in toto il registro definendolo «strumento inefficace e solo d’immagine» temendo, inoltre, il rischio di una «legittimazione della poligamia», sottolineando che una decisione del genere spetta al Parlamento e non al Comune.

Ad appoggiare le dichiarazioni della Curia milanese, ci sono anche alcuni esponenti della politica, soprattutto quelli vicini a Comunione e Liberazione. Iniziando con le esternazioni del Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni che parla di «parole chiarissime di un ragionamento laico e razionalmente inoppugnabile». Seguono le parole del vicepresidente Pdl della Camera Maurizio Lupi: «Ha ragione la Curia: il registro è un’iniziativa inefficace, un’operazione d’immagine. In tutta Italia solo 300 coppie si sono iscritte nei registri dei diversi Comuni. Quello che importa a Pisapia è la crociata per equiparare le unioni omosessuali alla famiglia fondata sul matrimonio, che in un momento di crisi andrebbe aiutata».

Immediata la reazione del diretto interessato. Il sindaco di Milano è pronto a difendere a spada tratta la delibera, ma utilizzando un approccio diplomatico: «Così come rispetto le decisioni della Curia in campo religioso credo che la Curia debba rispettare le decisioni del consiglio comunale, che è un’istituzione della città». Pisapia mostra anche apertura per gli emendamenti presentati dall’opposizione, essendo dell’idea che alcune parole del provvedimento possano essere migliorate, ma quello che conta «è che non ci si fermi sulle parole ma si guardi il contenuto e il contenuto è antidiscriminatorio che tutela i diritti di tutti».

Quelle delle unioni civili è un argomento che da anni si discute nel nostro paese. In Italia non esiste una legislazione effettiva per questo tipo di legami. Non c’è un riconoscimento giuridico, da qui la definizione “coppie di fatto”. Questo non significa che in capo ai conviventi non sorgano determinati diritti e doveri, ma questi sono frammentati e previsti da specifiche

Il sindaco arriva al consiglio comunale dove si discuterà del registro delle coppie di fatto (Fotogramma)

Il sindaco Giuseppe Pisapia arriva al consiglio comunale per discutere la delibera

leggi. Già in passato ci sono stati tentativi di seguire le orme di altri paesi europei ed esteri che si sono attivati da tempo nel loro riconoscimento. A livello locale sono molti i comuni che si sono adoperati per la costituzione di registri anagrafici delle unioni civili, in particolare La Spezia che è stato il primo comune a dare possibilità alle coppie omosessuali di iscriversi al registro; mentre a livello regionale sono stati approvati degli statuti a favore di una legge per le coppie di fatto da parte della Calabria, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna.

Numerose le proposte di legge che si sono susseguite dagli anni 80: tra proposte di Pacs, DICO e DiDoRe alla fine, per un motivo o per un altro, la situazione giuridica a riguardo è rimasta inalterata.

In molti sono dello stesso auspicio di Pisapia, che spera in un riconoscimento giuridico a livello nazionale delle unioni civili, da parte del nuovo Parlamento, che si insidierà dopo le elezioni del 2013. Quando, però, in Parlamento sono presenti personaggi come Pier Ferdinando Casini che definisce le unioni gay «incivili e una distorsione della natura», questo auspicio può potenzialmente trasformarsi in utopia.

                                                                                                                                                                                                                                   GiorgioVischetti

foto|| trasportando.com; milano.corriere.it; ladyblitz.it; milano.blogosfere.it

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