Unione europea. Camilleri ed Asthon protagonisti del fallimento Ue

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Catherine Asthon

Catherine Asthon e Andrea Camilleri. A chi si stesse domandando cosa abbia a che fare il responsabile Ue agli Esteri con uno dei più arguti romanzieri del panorama italiano, è presto detto: nulla. Salvo il fatto che entrambi sono interpreti di due diversi episodi che chiariscono bene quale fallimento sia l’Unione europea.

Asthon – Rivela Secondo Protocollo, organizzazione per la difesa dei Diritti Umani: due giorni fa la baronessa britannica ha partecipato a Bruxelles ad una conferenza stampa dell’Unrwa, l’Agenzie delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi del Vicino Oriente. Dovendo commentare la vicenda di Mohamed Merah – il 23enne francese affiliato ad AlQaeda che ha sterminato 7 persone tra cui 3 militari, l’insegnate di una scuola ebraica a Tolosa e 3 bimbi della stessa, finendo ucciso in uno scontro con le teste di cuoio – la Asthon l’ha sparata più grossa che poteva accostando le morti di bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, vittime del conflitto bellico tra i terroristi di Hamas ed Israele, con il massacro della scuola di Tolosa.

Le dichiarazioni sono state applaudite da Hamas. Il resto del Palazzo Ue è rimasto ammutolito. Israele in compenso – la stessa nazione che ha appena seppellito le 4 vittime di Merah – ha urlato allo scandalo. Il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liebermann ha ricordato alla Asthon che: ‹‹i bambini d’Israele vivono nel continuo timore dei razzi sparati contro di loro da Gaza››, senza contare – ha continuato Liebermann – che i ‹‹terroristi si annidano tra la popolazione›› e che ‹‹l’esercito israeliano fa di tutto per non colpire i civili››.

Pare che la baronessa abbia passato la giornata seguente a smentire se stessa, assicurando di essere stata malintesa. Tuttavia il suo passato non depone a favore. Tra gli anni ’70 e ’80, la signora era impegnata nella Campagna di disarmo nucleare, un’associazione filocomunista in sospetto di essere finanziata dall’ex Unione sovietica, stato molto vicino ad Arafat a e quindi ai terroristi. Nel 2010, la Asthon ha finanziato alcuni progetti dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) per il recupero di Gaza. Roba meritevole di lodi se non fosse che, tra le altre cose, Asthon ha stanziato 35 milioni di euro per la riapetura del valico alla frontiera di Gaza, linea di confine con Israele dalla quale confluiscono le armi che foraggiano Hamas nella sua lotta alla distruzione del paese limitrofo. Roba poco meritevole.

Ora, che la baronessa non sia un genio diplomatico è un fatto. Può anche darsi che alla signora sfugga che i fondamentalisti usino erigere le proprie basi accanto alle case dei civili palestinesi o che lancino razzi nei campi da gioco per colpire innanzitutto i bambini o che lo slogan più in voga tra gli estremisti sia quello di Khaled Meshaal, leader di Hamas: ‹‹ogni civile ucciso è una vittoria per Hamas››. Può darsi. E allora vien da chiedersi cosa ci stia a fare agli Esteri. Il punto però è un altro: la signora filopalestinese sembra spesso offrire il destro all’antisemitismo. Se la prima dinamica è lecita, la seconda non lo è di sicuro e poiché ogni parola della Asthon in sede istituzionale è parola dell’Ue, possibile mai che quest’ultima non intervenga? Che non provveda con immediate richieste di dimissioni? Fosse solo per salvare la faccia? No, alla Ue va bene così.

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Andrea Camilleri

Camilleri – Questa è da ridere. Maria Damanaki è il commissario Ue per la Pesca. Recentemente la signora ha scritto a Camilleri per esprimergli il suo sconcerto. Motivo: Montalbano – celebre personaggio uscito dalla penna dello scrittore siciliano – commissario anche lui ma più serio della Damanaki, ha pessime abitudini alimentari. Tra esse, quella di abbuffarsi di novellame, piccoli pesciolini tipici del Mediterraneo, che però sono specie protetta. Secondo il funzionario Ue è intollerabile che una persona inventata faccia scorpacciate con specie quasi estinte la cui sola citazione tra le pagine di un libro, dovrebbe essere cancellata. Camilleri pare sia rimasto di sasso. Tanto più che il suo Montelbano preferisce da sempre la triglia allo scoglio. Torniamo a monte.

Ecco l’Unione europea: una massa di burocrati supponenti e sciocchi pronti a fare delle dimensioni dei cetrioli ragione di Stati e dei gusti gastronomici di un personaggio letterario questione di diritto internazionale. Con il ditino morale perennemente alzato, si capisce. Sempre pronto ad impartire lenzioni salvo poi, dietro di esso, nascondere l’intolleranza etnica, la complicità del silenzio-assenso o l’inutilità del proprio ruolo. Poco importa, poi, se ci si rende ridicoli o indecorosi. Poco male se si dimostra quanto vana incapacità, insensibilità ed assenza di un qualsiasi significato, se non monetario, vi sia dietro questo papocchio di Unione dove ognuno parla per sé a nome di tutti. E’ sufficiente avvolgersi nella bandiera a 12 stelle. Tanto basta a dar valore a quel che non ne ha.

Chantal Cresta

Foto || europarl.europa.eu; wikipedia.org

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