Unione Eurasiatica: il successo di Putin che cambia la geopolitica

Annunciata per l'1 gennaio 2015 la nascita dell’Unione Eurasiatica. Gli Usa rispondono armandosi in Europa orientale. E' tornata la Guerra Fredda?

unione eurasiaticaE’ stato firmato il 29 maggio ad Astana, capitale del Kazakistan, l’accordo per  la creazione dell’Unione Eurasiatica, il nuovo spazio economico tra alcuni Stati ex sovietici, che diventerà formalmente realtà a partire dall’1 gennaio 2015. Firmatari del documento sono per ora Russia, Kazakistan e Bielorussia. Per la prima settimana di giugno è attesa anche la firma dell’Armenia, mentre entro la fine dell’anno dovrebbe dare il proprio assenso anche il Kirghizistan. Considerate molto probabili anche le future adesioni di Tagikistan e Uzbekistan, anche se di quest’ultime non sono state ancora rese pubbliche le date.

LE CARATTERISTICHE DELL’UNIONE – Come si legge in una nota emessa dal Cremlino, i tre Paesi intendono «garantire la libera circolazione di merci, servizi, capitali e forza lavoro, condividendo inoltre una politica comune in aree chiave dell’economia quali energia, industria, agricoltura e trasporti». L’Unione porterà alla formazione di un mercato comune estremamente ampio, che riguarderà circa centosettanta milioni di persone, con un pil complessivo di circa 2,7 trilioni di dollari, e un bacino energetico di grande valore. E’ infatti stimato che nel territorio dell’Unione Eurasiatica si trovino il 20% delle riserve di gas ed il 15% di quelle petrolifere dell’intero pianeta.

LA SODDISFAZIONE DI PUTIN – Con l’Unione Eurasiatica Putin si appresta a realizzare l’obiettivo principale del suo terzo mandato. L’Unione doganale con Bielorussia e Kazakistan, in vigore dal 2010, è difatti per la Russia il terzo mercato mondiale, dopo Ue e Cina, all’interno del quale l’interscambio è cresciuto del 50% – circa ventitrè miliardi di dollarinegli ultimi tre anni, arrivando ad un totale di 66,2 miliardi di dollari. Le ambizioni del presidente russo non sembrano destinate a fermarsi: dopo aver raggiunto un accordo di importanza storica con la Cina relativo al mercato del gas, Putin sta spingendo per realizzare una zona di libero scambio tra l’Unione Eurasiatica ed il Vietnam, ipotizzando anche la creazione di regimi commerciali preferenziali con Israele e India.

NIENTE UCRAINA, PER ORA – Nella realizzazione del progetto di Putin mancherà con ogni probabilità l’Ucraina, o almeno la parte che ne resterà in seguito alle secessioni delle regioni orientali. L’adesione di Kiev, il secondo Paese più esteso dell’ex Unione Sovietica, è stato a lungo considerato un passaggio fondamentale per rafforzare il peso della nuova unione economica. Ma il golpe contro il governo Yanukovich, avviato proprio nel momento in cui l’ex presidente aveva bloccato i negoziati con l’Unione Europea facendo intuire di propendere verso l’accordo con Putin, ha gettato il  Paese nel baratro della guerra civile. Il premier bielorusso Lukashenko, intervistato dalla “Reuters”, ha comunque lasciato una porta aperta per Kiev, affermando che «presto o tardi le autorità ucraine capiranno dove si trova la felicità». Tuttavia, non sembra che la previsione del presidente bielorusso possa trovare riscontri nel futuro, almeno in quello più immediato. Il nuovo premier Porochenko – ritenuto da Washington «il nostro uomo a Kiev» – è un convinto nazionalista, deciso a perseguire l’integrazione nell’Unione Europea. E’ alquanto impossibile quindi, almeno durante il suo mandato, che l’Ucraina decida di entrare nell’Unione con Mosca.

LA COMPETIZIONE CON L’OCCIDENTE – La nascita dell’Unione Eurasiatica non deve aver lasciato indifferenti gli analisti occidentali. In chiave geopolitica, avrà lo scopo dichiarato di fronteggiare l’avanzata dell’Unione Europea verso i confini occidentali della Russia, offrendo un’alternativa  potenzialmente affascinante. Inoltre, avrà lo scopo di contribuire a gestire l’instabilità politica delle regioni a sud del Caucaso, evitando così possibili ingerenze da parte occidentale. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la competizione si sposterà nell’area Asia-Pacifico, da tempo al centro dei progetti futuri di Washington.

unione eurasiatica

Petro Porochenko

 

RITORNO AI DUE BLOCCHI? – La creazione dell’Unione Eurasiatica ha portato diversi analisti ad evocare il ritorno dell’Unione Sovietica e ad una politica di tensione tra due blocchi in pieno stile guerra fredda. Riguardo al primo punto, stando anche alle dichiarazioni del vice-primo ministro russo Igor Shuvalov, il modello disegnato da Putin non sarebbe affatto una riedizione dell’Urss, ma intende ricalcare le tappe percorse dall’Unione Europa. Anche dal punto di vista economico, la scelta di dotarsi di regole interne conformi ai principi base del Wto lascia poco spazio ai paragoni con il progetto leninista. La tensione tra i due blocchi, al contrario, sembra essere già una realtà. Le mosse di Putin hanno scatenato immediatamente la risposta di Obama, che da Varsavia, dove ha incontrato il presidente Komorowski, ha annunciato un finanziamento pari a un miliardo di dollari per insediare soldati e mezzi militari statunitensi nell’Europa orientale, al fine dichiarato di assicurare la stabilità nella regione. Una nuova guerra fredda, squisitamente geopolitica ed economica e non più ideologica, potrebbe essere già iniziata.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: rsi.ch, praguepost.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews