Ungheria. Il muro fa indignare i radical, ma il problema siamo noi

ungheria muro (repubblica.it)

Il confine che l’Ungheria vorrebbe chiudere con un muro di 175 chilometri (repubblica.it)

Ma che vuol dire «Di colpo Schengen ha come prerogativa che la migrazione si instauri nella normalità stagnante»? Che significa, di grazia, la polemica sul Trattato di Schengen applicato con rigore, e beata l’ora, piuttosto che usato come alibi a colabrodo dei Paesi Membri?

Mancava il dibattito molto radical e molto chic sul muro ungherese deciso dal governo in carica di Victor Orbàn ai confini con la Serbia per non fare passare i clandestini in transito verso Nord, a suon di sciocchezze buoniste che fanno il paio con il cattivismo di quanti di immigrati ne hanno fin sopra le cime.

LO SCANDALO DI SCHENGEN APPLICATO - Dice Francesco Malfetano in queste pagine«57.000 persone sono entrate illegalmente nel paese quest’anno, rispetto ai 43.000 del 2014 o i 2000 del 2012»«la maggioranza dei rifugiati sono merce – considerandoli tali avrebbero più diritti – di passaggio sul suo territorio»«Provenendo da Siria, Iraq, Afghanistan e Kosovo percorrono il tradizionale tragitto balcanico dei migranti asiatici, passanti per la Turchia, con l’obiettivo di raggiungere Germania e Austria oppure spingersi più a Nord». Domanda: ma gli sembra normale?

Pare logico che migliaia di immigrati senza volto, nome, forse destinazione passino da un territorio all’altro senza che alcuno sollevi un dubbio, lecito peraltro? Si indigna Malfetano: poffarbacco, l’Ungheria desidera che la migrazione si instauri nella «normalità stagnante», come se le regole internazionali fossero fatte per essere infrante e variamente vanificate nel mentre che il clandestino giulivo prosegue nel suo «tradizionale» viaggio. Ma che roba è questa: una vacanza tutto compreso?

Qui si è smarrito il senno quando non il senso dell’orientamento. Occhio ai dettagli che mica sono cosa da poco: la Spagna aveva i muri di filo spinato completi di militari pronti a sparare e radar ultima generazione già ai tempi di Zapataro. Malfetano se n’è mai accorto?

ITALIA CONTRO ITALIA – La Francia oggi nega l’ingresso a chiunque per la stessa ragione per la quale Austria, Germania ed Ungheria provvedono a proteggersi: perché l’Italia non ha voluto avere, non ha, e non pare interessata ad avere una politica sull’immigrazione. Quella stessa immigrazione illegale di ‘merci’ che tanto hanno fatto lucrare le due grandi lobby nazionali: le Coop rosse e le associazioni cattoliche. Malfetano ha letto la cronaca recente?

Allora si veda di riorganizzare la questione secondo logica: il problema non è di erigere muri ma di trovare uno sbocco ragionato prima che ragionevole: a) l’immigrazione non è una broda unica e indistinta. Al contrario. Il diritto internazionale prevede la divisione tra profughi richiedenti asilo, immigrati con permesso per ragioni di lavoro e clandestini. Gli ultimi vanno espulsi e in fretta affinché gli altri possano essere accolti e integrati. Fare finta che tutto si sistemi con i ‘tradizionali’ tragitti percorsi in cerca di fortuna rende gli immigrati oggetto di mercificazione da parte di farabutti quando non li rende criminali. Ovunque.

b) Il Renzi che tanto piace a Malfetano, prodigo all’accoglienza tout court, è lo stesso che ha passato il semestre europeo a gongolare anziché proporre condizioni e soluzioni comuni per evitare il caos di migranti spiaggiati a Ventimiglia o abbandonati a se stessi e alla buona volontà degli italiani.  E’ umano questo? Dignitoso? Consentito da qualsivoglia codice del diritto?

ungheria muro immigrati ventiglia (agi.it)

La costa di Ventimiglia dove gli irregolari sono in attesa di varcare il confine con la Francia (Agi.it)

Dopodiché il presidente della Commissione Ue Junker che chiede all’Italia il perché non provvede a respingere gli irregolari si guarda bene dall’affrontare il problema su pianta continentale: servono zone di extraterritorialità – per riprendere le parole di Davide Giacolone – in area Ue come nei principali porti di partenza, al fine di garantire la prima accoglienza, l’identificazione e il pronto respingimento di quanti non hanno diritto di rimanere. Il che implica una sovranità europea comune e condivisa legata da leggi e norme sovranazionali date prima di qualsiasi riflessione sulla spartizione per quote.

Il tutto non si fa da soli, magari lo ha capito persino Matteo Renzi che minacciava dispetti ai Membri europei distribuendo permessi di soggiorno e fogli di via a go go dopo aver abolito il reato di clandestinità. Occorre l’accordo di tutti i partner coinvolti giacché la questione va oltre la territorialità di alcuni. E’ faccenda di politica continentale laddove i confini si ripristinano nel continente. In alternativa rimangono i muri, ma neppure quelli basteranno a contenere le folle. Se lo segni il presidente Hollande barricato in casa in attesa che la l’Italia trovi soluzione per gli immigrati di Ventimiglia come l’Italia è in attesa che gli stessi se ne vadano. Non lo faranno. In compenso a premere sulle frontiere saranno sempre di più.

Chantal Cresta

Foto || repubblica.it; nineoclock.ro; agi.it

 

 

 

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Una risposta a Ungheria. Il muro fa indignare i radical, ma il problema siamo noi

  1. avatar
    TonyB 19/06/2015 a 12:03

    Ma l’autrice è sicura di aver letto lo stesso articolo che hanno letto gli altri? A me sembra che siano state dette cose completamente diverse..

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