Ungheria, dietrofront su Dublino III: da Budapest nessuna sospensione

Il governo nazionalista di Orban ha fatto sapere che l'Ungheria non sospenderà Dublino III, la normativa europea sull'accoglienza dei rifugiati

ungheria

Il governo nazionalista ungherese presiediuto da Viktor Orban ha dichiarato che non sospenderà gli accordi di Dublino (foto: dailynewshungary.com)

L’Ungheria fa retromarcia, gli accordi di Dublino III sui richiedenti asilo non verranno sospesi. Così, Budapest in seguito alle polemiche nate sia per la costruzione del muro al confine con la Serbia che per la decisione di “rompere” con l’Unione Europea in materia di accoglienza, torna sui suoi passi, probabilmente anche grazie alle proteste sollevate dagli altri Paesi.

SOSPENDERE O NON SOSPENDERE? – La questione è stata oggetto di una discussione tra Peter Szijjarto, ministro degli Esteri magiaro, e il suo omologo austriaco Sebastian Kurz. In questo contesto, Szijjarto ha tenuto ad informare il collega che «l’Ungheria non ha sospeso nessuna norma dell’Unione Europea». Una posizione contraria – e forse anche un po’ schizofrenica- rispetto a quella tenuta da Budapest circa 24 ore prima, quando aveva annunciato la sospensione unilaterale della normativa che regola le richieste d’asilo nell’Unione Europea, invocando «la protezione degli interessi ungheresi».

LE PROTESTE DEI VICINI – Tra gli altri, era stata sopratutto l’Austria a lamentarsi della decisione annunciata dal governo nazionalista di Orban, bollandola come «inaccettabile» e minacciando «conseguenze», per poi convocare con urgenza l’ambasciatore ungherese per chiedere spiegazioni ufficiali. Sempre Vienna si era rivolta alla Commissione Ue per chiedere se l’annunciata decisione ungherese rappresentasse una violazione dei trattati comunitari.

GLI ACCORDI DI DUBLINO III – Com’è ormai noto, la normativa che Budapest sembrava intenzionata a sospendere è relativa alle richieste d’asilo in Europa, e stabilisce che queste debbano essere esaminate nel primo paese Ue in cui arriva il migrante. In base alla direttiva, il richiedente non può lasciare il paese d’arrivo, nel quale deve inoltre essere riportato qualora questo avvenga. Per questo, non è così assurdo pensare che le proteste di Vienna siano state guidate da un interesse particolare, considerando che la sospensione di Dublino III avrebbe permesso all’Ungheria di rifiutare persone provenienti da Budapest e arrestate, ad esempio, nella vicina Austria.

 

Carlo Perigli

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews