Underdog, da Charles Mingus a Little Tony ecco il nuovo album ‘Keep Calm’

Gli Underdog

A quasi quattro anni dall’uscita del loro primo album Keine Psychotherapie, la scorsa settimana, al Circolo degli Artisti di Roma, gli Underdog, una delle più interessanti formazioni dell’intera scena della musica alternativa italiana, hanno presentato il singolo Empty Stomach, che anticipa il nuovo disco Keep calm in uscita il prossimo 15 novembre.

Difficile definire il loro genere: il sound degli Underdog ha evidenti contaminazioni jazz e noise, e la piccola orchestra di sette elementi (sono presenti anche un trombone, un pianoforte e un violino) è esaltata dai duetti vocali di Basia Wisnewska e di Diego Pandiscia, che è anche il bassista e che ci ha rilasciato un’intervista in cui ha ripercorso la storia della band e del nuovo lavoro che si annuncia di grandissimo livello.

Come e quando prende vita il progetto Underdog?

Nasce tantissimi anni fa, nel 2004 si è formato il nucleo centrale. Eravamo a Tivoli, una cittadina alle porte di Roma in cui quando arrivi a una certa età o suoni nelle band o vai ai rave. Dopo vari gruppetti formati quando eravamo poco più che bambini abbiamo creato un progetto con i componenti più o meno ‘soliti’, ognuno dei quali ha portato il suo contributo. Prima eravamo un gruppo aperto, ora da cinque anni il numero è invariato anche se alcuni componenti sono cambiati nel corso del tempo. C’è questa grande unità di intenti che si riflette nel nostro grande affiatamento in sala prove e sul palco. Il nome deriva dall’autobiografia del grande jazzista americano Charles Mingus Beneath the Underdog, c’era piaciuto molto il termine che è assimilabile all’italiano ‘bastardo’, ma poi abbiamo scoperto che Mingus era mulatto e aveva difficoltà a entrare nel circuito bianco perché era troppo nero e nel circuito nero perché troppo bianco. Noi avevamo lo stesso problema perché eravamo troppo rock per il jazz e troppo jazz per il rock. Recentemente siamo venuti a sapere che Underdog vuol dire ‘sfavorito’: è il cavallo con il quale si vincono più soldi se ci si punta.

Da chi sono ispirati gli Underdog?

Siamo giunti alla conclusione che ognuno ha la sua ispirazione e ci mette del suo. Basia ad esempio ha un’impronta jazz, ma ho paura a parlare per gli altri, perché magari mi sbaglio. Io ho un background più noise, ad esempio mi piace molto ascoltare un vinile che si chiama No New York, che racchiude diversi gruppi della scena di New York di fine anni 70 tra cui i DNA e i Contortions, prodotto da Brian Eno. A tutti piace molto Tom Waits, recentemente ci hanno fatto un grande onore definendoci addirittura la risposta italiana ai Mr Bungle.

Pubblicate il primo album nel 2009. Puoi fare un bilancio di questa esperienza?

Il disco si chiama Keine Psychotherapie e deriva dal fatto che il gruppo era diventato un vero calderone tra tensioni e problemi di lavoro. Prima avevamo fatto tantissimi live, ormai è la normalità apparire molto dal vivo prima di pubblicare il primo disco. C’è un sito che rappresenta bene la situazione della musica alternativa in Italia, http://prontialpeggio.vitaminic.it/index.php/cat/fossifigo/, è difficile vivere con la musica al momento attuale. Anche per noi è stata durissima riuscire a farci conoscere. Grazie alla vittoria a Martelive nel 2007 siamo riusciti a farci produrre il disco, che è uscito nel 2009 dopo tanti anni di lavori sul campo. Il secondo album in un certo senso è più compatto, abbiamo uno studio in campagna dove tutte le notti per quasi un mese ci siamo completamente chiusi. Prove lunghissime, ormai la sala prove era diventata una casa, e i concerti erano diventati al confronto quasi una passeggiata.

In questi anni avete passato moltissimo tempo sul palco…

Oltre all’Italia ci siamo affacciati in questi anni anche in Germania, Paese con il quale molti di noi hanno un legame particolare: io ci ho vissuto per un po’ e ho anche portato avanti un progetto che si chiama Stadtfischfiex. Siamo stati ad Amburgo e Berlino, abbiamo partecipato all’Avangarde Festival organizzato dai Faust e altri protagonisti della scena alternativa internazionale tra cui Lydia Lunch che ha fatto parte anche del progetto No New York di cui parlavo prima. Una canzone del nuovo album si chiama Berlin anche perché ormai anche Basia vive a Berlino. Tutti scappano a Berlino di questi tempi. Perché? E’ meglio re all’inferno che schiavi in paradiso.

Il 15 novembre uscirà il nuovo album Keep calm. Perché questo titolo?

L’idea di chiamarlo così è uscita mentre eravamo in macchina, perché era perfetta vista la situazione del mondo al momento attuale e la nostra di gruppo: gli ultimi quattro anni sono bellissimi ma anche logoranti, è come portare avanti una relazione di coppia però in sette. Il disco si apre con Lundì massacre, un omaggio all’odiato ritorno alla realtà del lunedì mattina degli Underdog lavoratori. Ma la canzone a cui sono più legato forse è Macaronar, che è la prima nostra canzone in italiano dopo che abbiamo cantato in polacco e tedesco oltre che in inglese. E non potevamo dargli un titolo in italiano, per questo abbiamo scelto la parola con cui ci chiamano i romeni. Il testo di Mummy on the sofà invece parla del punto di vista di un bambino di tre anni con la mamma tossica, l’ambientazione per certi versi è la stanza di Spun, un film di Jonas Akerlund che mi ha colpito molto.

In Keep calm c’è anche una suggestiva cover di Cuore matto di Little Tony. Come mai questa scelta?

Abbiamo deciso di farla perché le due voci ci stavano benissimo e volevamo riproporre l’effetto dei Blonde Redhead quando cantano in italiano. E secondo me ci è riuscito anche bene. E poi Little Tony è di Tivoli, da dove viene il nucleo storico degli Underdog.

Andrea Corti

Per scaricare da itunes il singolo ?Empty stomach”:

https://itunes.apple.com/it/album/empty-stomach-new-song-single/id542580583

 

[youtube]http://youtu.be/8CXxzfleTes[/youtube]

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