Una riforma del sistema politico per la Russia?

Nel corso del suo ultimo messaggio alle camere unite, il Presidente Medvedev annuncia una serie di misure per riformare il sistema politico. Il giorno prima della grande manifestazione, indetta lo scorso 8 dicembre contro Putin, il Presidente russo invita all’ordine, mostrando il suo volto riformista.

Michail Gorbacev

Dal discorso si evince la volontà (almeno in teoria!) di andare incontro alle  istanze presentate nelle piazze, presentando una serie di riforme che prevedano elezioni dirette per i governatori, minori ostacoli per le candidature e accesso libero ai partiti delle opposizioni. Non viene messa da parte, al contempo, la ferma condanna per alcuni paesi esteri (leggi USA) che fomentano le opposizioni e che si propongono gravi ingerenze nella sovranità russa. Un discorso ampio quello del Presidente,  che mostra segni di apprezzamento per i cambiamenti nella società civile che spingono i cittadini ad una maggiore partecipazione in politica, e che tra i punti toccati arriva anche ad affrontare il problema del condizionamento dei media, proponendo una tv pubblica che sia indipendente dal governo.

Si ricordi che Medvedev si prepara a lasciare lo scranno più alto del Cremlino in marzo, per lasciare il posto a Vladimir Putin, e diventare capo del governo, e c’è da chiedersi quale sarà il seguito alle sue proposte, visto che all’interno del partito Russia Unita molti non sono favorevoli a mettere in atto tali cambiamenti.

Oggi, 24 dicembre, si terranno manifestazioni in moltissime città russe. Ci si aspetta la partecipazione di moltissime persone, non solo facenti capo ai partiti d’opposizione. Non mancheranno, infatti, politici di lungo corso, intellettuali e addirittura VIPs, come Ksenia Saakashkvili, nota come la Paris Hilton russa, e precedentemente sostenitrice dell’attuale capo di governo. Non è data per certa, ma sembra che vi sarà anche la partecipazione alla manifestazione di Mikhail Gorbacev, che aveva dato il suo appoggio a Putin nelle fasi iniziali, per poi iniziare a smarcarsi successivamente.

È notizia di ieri l’uscita dal carcere il blogger Alexei Navalny, simbolo della protesta contro Putin, incarcerato lo scorso 5 dicembre. Il blogger ha

il blogger Alexei Navalny

dichiarato: “Sono entrato in carcere in un Paese, e sono uscito in un altro”, a sottolineare i grandi cambiamenti in atto. Il blog di Navalny è divenuto oggi un punto di riferimento, con i suoi sessantamila lettori regolari, per tutte le opposizioni, trasformandosi in una macchina per le denunce di massa.

Intanto, uno dei leader dell’opposizione Sergey Udaltov, arrestato lo scorso 4 dicembre, sembra versare in gravissime condizioni di salute nell’ospedale moscovita n. 64. Udaltov aveva iniziato lo sciopero della fame successivamente al suo arresto, condannato poi per “aver attraversato la strada in un punto sbagliato”. Malgrado le condizioni fisiche fossero gravi, sembra inoltre che la polizia si sia rifiutata nei giorni scorsi di fornire le cure mediche adeguate, tanto che nei giorni scorsi era stata lanciata una campagna anche da Amnesty International.

Plinio Limata

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