Un pittore russo nella capitale

Staffetta, olio su tela

Staffetta, olio su tela

Roma – Aleksandr Deineka (1899-1969) approda a Palazzo delle Esposizioni. E’ la prima volta che un maestro sovietico arriva nella capitale con una grande presentazione monografica al di fuori della Russia. Si tratta del più importante e noto pittore realista dell’Unione Sovietica, sul quale si è andato concentrando negli ultimi anni un grandissimo interesse da parte dei maggiori critici dell’arte del Novecento. Il viaggio di studio in Italia dell’artista, che nel 1935 soggiorna a Roma realizzando opere fondamentali, rende ancor più significativo il fatto che proprio a Roma si celebri la prima grande rassegna dedicata a questo grande talento fuori dai confini dalla sua patria.

La sua arte si distingue da quella di tutti gli altri protagonisti del Realismo Socialista per essere caratterizzata da una ricerca formale ed estetica che, pur coinvolta nelle finalità propagandistiche di regime proprie di molta parte di quel movimento, assurge ad qualità formale e poetica che travalica le circostanze storiche in cui si è sviluppata, collocando la ricerca di quest’artista in una posizione di assoluto rilievo nella definizione dell’avanguardia realista europea. Le opere di Deineka resteranno a Palazzo delle Esposizioni fino al 1 maggio 2011 e presentano al pubblico più di ottanta capolavori, provenienti per la maggior parte dalla Galleria Statale Tret’jakov, dal Museo Statale Russo di San Pietroburgo e dalla Pinacoteca Statale Aleksandr Deineka di Kursk.

Il percorso espositivo abbraccia l’intera opera dell’artista, dagli anni Venti a quelli Sessanta e contempla, oltre alla pittura, esempi della produzione grafica (disegni, illustrazioni, manifesti), plastica e monumentale (mosaici). Deineka, infatti, non fu solo pittore, ma anche grafico, progettista di complessi monumentali, scultore, pubblicista e docente. Le sue opere colpiscono il visitatore per l’energia delle immagini, per il linguaggio ancora oggi considerato innovatore. Sicuramente quello che stupisce di più in assoluto è il fatto che Deineka abbia ampliato in maniera significativa i limiti della pittura, includendovi i nuovi mezzi di espressione artistica, la fotografia e il manifesto compresi. Nella sua arte confluirono l’esperienza dell’avanguardia, la convinzione di una ricostruzione possibile del mondo e il sentimento di compartecipazione del proprio tempo.

Gioco con la palla, olio su tela

“L’arte è un po’ l’ideale, il desiderio di un poco di più di ciò che si vede e di un po’ meglio di ciò che si vive”. Questo era il pensiero dell’artista che vedeva nell’arte la realizzazione di un sogno. Nelle diverse sezioni dell’esposizione, quindi, verrà dato conto del suo intero percorso artistico: dagli anni venti, in cui si formò presso gli Atelier Superiori per l’Arte e la Tecnica, fino alla cruciale parabola degli anni trenta, partecipe del carattere ottimistico e idealistico che andava improntando l’arte sovietica, ma al tempo stesso distinta da esso per una decisa libertà espressiva e tematica. Viene evidenziato il viaggio all’estero del 1935, eccezionale per un artista sovietico e straordinariamente significativo per la sua formazione e che lo portò negli Stati Uniti, in Francia e, infine, in Italia.

Importantissimo e quasi fondamentale per l’artista era lo sport: all’interno dell’esposizione ci sono numerose opere che rappresentano il calcio, la corsa, lo sci, la ginnastica mattutina, ecc… Non meno rilevante per l’artista la tematica dell’aviazione (“i futuri aviatori”), e la città di Sebastianopoli, in Crimea, più volte rappresentata nelle sue pitture, insieme ai bagnanti russi. Purtroppo anche la drammatica epopea della guerra è oggetto di un’intera sezione della mostra a conclusione della prima parte del percorso espositivo, con l’allestimento di pitture di forte impatto e drammatiche. Invece, le poetiche di ritorno all’ordine, affermate negli anni quaranta e cinquanta nel campo del mosaico, della scultura e delle composizioni a grandi dimensioni, sono presenti nella seconda parte della mostra, allestita nei ballatoi ai lati della monumentale Rotonda.

Un posto particolare, a conclusione del percorso espositivo, è riservato allo slide show “un giorno nel paese dei Soviet” che proietta le trentacinque composizioni a mosaico delle celebri stazioni “Majakovskaja” e “Novokuzneckaja” della metropolitana di Mosca, realizzati su cartoni dell’artista e ispirati ai miti più caratteristici dell’iconografia sovietica: la vita sportiva, il lavoro e le fabbriche, il dominio dei cieli, tematiche fondamentali per Deineka, artista a tutto tondo da scoprire.

di Chiara Campanella

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