Un muro da masticare

Per riempire i momenti di attesa prima degli spettacoli, molte persone hanno iniziato ad attaccare le loro gomme da masticare ad un muro lì accanto, ricoprendolo interamente

di Laura Guerrato

C’è un muro, negli Stati Uniti, che fa molto parlare di sé. Non per i soliti motivi, tipo le liti di confine tra vicini o i classici graffiti fatti dai writers, ma perché è completamente ricoperto di gomme da masticare. Chewing gum colorate ma, essendo state usate, anche molto appiccicose.

Il muro "d'arte"

Un luogo davvero curioso, che si trova a Post Alley, vicino a Park Place Market, meta di numerosi turisti che amano farsi fotografare davanti al bizzarro ”monumento”. Il tutto ha avuto inizio nei primi anni Novanta, quando le persone in fila per recarsi a teatro hanno iniziato ad attaccare i loro chewing gum al muro come passatempo. L’usanza, poi, è continuata.

Il personale del teatro ha grattato tutte le gomme per ben due volte, ma nel 1999, rassegnato, ha deciso di lasciar perdere anche perché, nel frattempo, il Comune di Seattle aveva concesso al famigerato muro la certificazione di attrazione turistica.

Oggi il muro sfoggia centinaia di migliaia di gomme da masticare, di ogni colore, forma e dimensione. Magari non proprio un’opera d’arte, ma c’è già qualcuno che lo definisce un’happening che respira arte all’aria aperta.

Love Painting

Niente a che vedere certo con il muro (o meglio il cortile) di casa nostra, quello della casa di Giulietta a Verona che per anni è stato ricoperto da graffiti e chewing gum con tanto di bigliettini d’amore attaccati. Ci ha pensato infatti Marc Quinn, maestro dell’arte contemporanea, che nel 2009 ha appeso dei teloni bianchi sulle pare­ti del cortile del palazzo, la­sciando che i visitatori conti­nuassero a lasciare le loro frasi d’amore. Una volta riempiti di scritte, bigliettini e gomme da ma­sticare, l’artista ha staccato i teli per poi incor­niciarli ed esporli come vere e proprie opere d’arte chiamate Love Painting, che quest’anno verranno esposte al Musée d’Orsay a Parigi.

Forse il muro da masticare di Seattle non finirà mai in un museo, ma sicuramente sentiremo ancora parlare di lui. L’usanza infatti non sembra conoscere momenti di fiacca, anzi, sta diventando una vera moda e i turisti, oltre a farsi immortalare lì davanti, vanno di proposito a vederlo per poter lasciare il proprio segno: una bella gomma da masticare, magari più grande delle altre e più appiccicosa, da incollare sopra le altre.

Chissà se un giorno un novello Marc Quinn non deciderà di trasformare anche il muro di Seattle in un’opera d’arte. Per ora lo teniamo così, colorato, multi sfaccettato e appiccicaticcio.

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