Un libro per piccoli lettori, per conoscersi e conoscere il mondo

Leggere è conoscere, partecipare, pensare, immaginare, sognare, progettare, confrontare. Vi presentiamo la nostra nuova rubrica

Non si nasce con l’istinto della lettura come si nasce con quello di mangiare e bere. Si tratta di un bisogno culturale che può essere solo innestato nella personalità infantile

Un libro per piccoli lettori

Il logo della neonata rubrica di Wakeupnews, Un libro per piccoli lettori

Queste parole sono di Gianni Rodari, il più sensibile pedagogista di tutti i tempi, ovvero colui che, attraverso la meravigliosa arte d’inventare storie, ha saputo educare e formare i bambini di una generazione trasformandoli in veri uomini, ossia uomini capaci di capire se stessi e il mondo che li circonda. La ‘neonata’ rubrica di Wakeupnews, Un libro per piccoli lettori, parte proprio da questo presupposto: imparare a leggere per e con i nostri figli, piccoli lettori di oggi e grandi uomini di domani, per regalare loro una solida identità personale e la possibilità di comprendere meglio se stessi e gli altri. Suggeriremo, quindi, un titolo al mese che anche i più piccoli, ovvero i bimbi che non sanno ancora leggere, potranno ascoltare attraverso la lettura ad alta voce dei genitori, perché leggere ad alta voce crea un ambiente di serenità, di calma, che rassicura e consola. Leggere ad alta voce ai bambini, infatti, oltre a sviluppare precocemente la comprensione e l’espressione del linguaggio, influenza in maniera positiva la relazione con i genitori o con gli adulti di riferimento.

LEGGERE AI BAMBINI – In effetti, la lettura ad alta voce non interessa solo i bambini non ancora capaci di leggere. Quante volte ci siamo sentiti chiedere dai nostri figli, fratelli o nipoti «Leggimi una storia, solo un capitolo, solo qualche pagina!». E si tratta di bambini di otto, nove anni che portano il 34 di scarpe, che fanno i compiti senza bisogno del nostro aiuto, che giocano a calcio come dei piccoli campioni, che non si lasciano più prendere in braccio e non vengono più a sedersi sulle nostre ginocchia. Eppure, come bambini più piccoli, soprattutto alla sera prima di andare a dormire, reclamano una storia: perché, nonostante abbiano sorpassato la fase dei capricci per cui non piangono più, non urlano più e i genitori possono tirare un sospiro di sollievo prima degli sconvolgimenti adolescenziali, vogliono percepire quella sensazione di magia che li accompagna in un mondo parallelo, un mondo lontano dove i problemi di cavalieri e principesse,  topini e leoni sono identici ai loro, ma trasposti in un luogo e in un tempo lontani, cosicché l’angoscia sparisce e rimane l’aiuto che abbiamo dato ai nostri bambini per sollevarsi dalle angosce quotidiane. Attraverso le storie della sera lette ai nostri figli noi comunichiamo con loro: è noto a tutti i genitori, infatti, che i bambini detestano la curiosità degli adulti. Alle solite domande «Cosa hai fatto a scuola oggi?», «È andato tutto bene?», «Hai preso un bel voto?», la risposta, laconica, non tarda ad arrivare: «Basta domande! Lasciami in pace». I bambini hanno difficoltà a parlarci dei loro problemi: hanno paura di ferirci, quindi preferiscono inventare un gran mal di pancia o di testa per non andare a scuola piuttosto che ammettere di essere stati maltrattati dal bulletto di turno. E noi come possiamo aiutarli, se non leggendo loro una storia? Una storia che parli al bambino di un altro bambino e dei problemi che sono anche i suoi ma che, prendendo le distanze dal personaggio, lo aiuti ad aprirsi e a parlare e a far svanire l’angoscia.

NOVE MODI PER INSEGNARE AI RAGAZZI A (NON) ODIARE LA LETTURA – Per questa nostra introduzione alla nuova rubrica

Questo il senso della rubrica Un libro per piccoli lettori. Nutrire i bambini di parole, per aiutarli a conoscersi

Questo il senso della rubrica Un libro per piccoli lettori. Nutrire i bambini di parole, per aiutarli a conoscersi

mensile Un libro per piccoli lettori abbiamo preso le mosse dalle parole di Gianni Rodari. Ebbene, vogliamo continuare la nostra chiacchierata sull’importanza della lettura per i bambini, accennando a un articolo del 1964 pubblicato da questo autore sul Giornale dei genitori, intitolato Nove modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura. Considerando l’anno di pubblicazione, ovvero il 1964, è incredibile constatare l’attualità dell’argomentazione: secondo Rodari, infatti, «presentare il libro come alternativa alla tv» (o al computer o al videogioco) è del tutto controproducente. «Leggi, invece di guardare la tv!», «Prendi i libri di scuola, invece di guardare quelle stupidaggini!». Quante volte abbiamo ripetuto queste frasi ai nostri bambini? Di certo la tv è stata spenta, ma senza che essa (o il computer o il videogioco) sia stata considerata meno divertente o utile dai nostri ragazzi, né tantomeno ha reso la lettura forzata un’attività da poter anche solo lontanamente amare. Altro buon motivo per far odiare la lettura ai bambini è dire loro «che i bambini di una volta leggevano di più» e, quindi, propinare classici come Cuore e rimanere stupiti perché non piangono o Il giornalino di Gian Burrasca e restare meravigliati perché non li diverte per niente. Non chiediamo ai nostri ragazzi di amare il passato, perché li costringeremo a tenersi lontano dai libri.

DIAMO L’ESEMPIO – Il modo più eclatante per allontanare i nostri ragazzi dalla lettura è quello di predicare bene «Se ti stai annoiando, prendi un libro e leggi!» e razzolare male: i nostri bambini ci hanno mai visto con un libro in mano? O, ancora meglio, ci hanno mai visto acquistare un libro? Esiste una sola mensola contenente libri per bambini all’interno della nostra abitazione? Esistono troppe case (ultramoderne e ultrachic) nelle quali non è mai entrato un libro, ci sono centinaia e centinaia di laureati che, all’interno dei loro appartamenti, non hanno che due o tre tomi risalenti agli anni accademici, ci sono tanti padri che non leggono nemmeno il giornale, né cartaceo né online, e poi si meravigliano se i figli fanno come loro. Il lettore di libri è tale, perché ha interagito con i libri nell’età infantile e poi adolescenziale, anche attraverso l’esempio ‘muto’ degli adulti di riferimento e la conseguente emulazione. Se durante questi anni nelle famiglie di provenienza ‘il libro’ è rimasto un elemento estraneo (all’infuori, naturalmente, dei manuali scolastici), allora il bambino e poi l’adolescente diventerà un non lettore.

www.comune.rutigliano.ba.itLA SCUOLA – Sembra assurdo pensare che, se non si hanno esempi di lettori in famiglia, un ragazzo, da grande, diventerà un non lettore, a maggior ragione di questi tempi, nei quali l’obbligo di andare a scuola dura molto più a lungo che nelle generazioni passate. È vero che, attraverso la scuola, ‘il libro’ entra di prepotenza nella vita dei bambini e li accompagna nella crescita almeno fino all’adolescenza. Ma il problema si trova proprio a questo punto: nel momento in cui il libro abbandona il suo carattere di ‘dovere’ e diventa ‘volontà’, volontà di acquistare e leggere un libro per conto proprio, senza esserne obbligati. Purtroppo, la scuola italiana è a tutt’oggi incapace di trasformare il piacere di apprendere attraverso i libri nel piacere di godere delle emozioni che i libri possono trasmettere, emozioni che ci fanno conoscere meglio noi stessi e gli altri.

L’EMOZIONE - È questo il concetto che fa la differenza tra la lettura per dovere e la lettura per piacere: se avete mai letto una storia ai bambini, vi sarete accorti che c’è un momento, durante il racconto, in cui i loro occhi brillano, appare un sorriso sulle loro labbra o lacrime nei loro occhi, il volto si tende. Allora, i bambini piangono quando Hansel e Gretel vengono abbandonati nel bosco, s’inquietano quando le sorellastre strappano di dosso i vestiti a Cenerentola, tremano all’arrivo della strega di Biancaneve, si arrabbiano quando lo zio Skar rende colpevole il piccolo leoncino della morte del Re suo padre. Si tratta di un momento magico, in cui la storia parla al bambino, aprendo uno spiraglio nel suo subconscio. In questo intimissimo momento pieno di emozione, nel bambino c’è la disponibilità a comprendere tutto: l’amore e la morte, la guerra, la violenza e la pace, la sofferenza e la felicità, le differenze e il cambiamento. E forse, un po’ di più anche se stesso.

Mariangela Campo

Fonti: Articolo di Gianni Rodari tratto da Come far leggere i bambini, Editori Riuniti, Roma, 1982.  Saggio di Pierangelo Peri, Dentro la lettura: perché e come si legge, tratto da Almeno un   libro. Gli italiani che (non) leggono, La Nuova Italia, Firenze, a986 pp 50-63.

Foto: www.sestosg.net; www.comune.rutigliano.ba.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews