Un giorno senza arte: maxi sciopero e proteste in piazza

Carlo Verdone, tra i maggiori esponenti della protesta

Roma – Prosegue la netta e pungente protesta da parte delle più svariate personalità dello spettacolo contro i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Per domani 22 novembre, infatti, è prevista una massiccia adesione da parte dell’intera appartenenza nazionale al settore dello spettacolo per mezzo della chiusura di tutte le sale cinematografiche, teatrali o da concerto e, soprattutto, del congelarsi di ogni attività su tutti gli spazi cinematografici e teatrali. Oltre 250000 lavoratori, infatti, arresteranno ogni forma minima di produzione e divulgazione spettacolare allo scopo di rinnovare, in maniera esponenziale, la longeva ribellione nei confronti delle ormai insostenibili decisioni governative riguardanti l’intero mondo dello spettacolo e operanti per la riduzione del FUS di oltre il 40 %, raggiungendo così il minimo storico.

Lo sciopero di domani, organizzato dai sindacati confederali Slc-Cgl, Fist-Cisl e Uilcom-Uil, ha già raccolto un consenso unanime dalle cifre esponenzialmente incrementate in ambito di adesione nazionale, includendo tra i partecipanti anche Anica e Agis, ovvero le due associazioni industriali principali per la produzione e la divulgazione spettacolare.

In via pratica, sarà il Cinema Adriano di piazza Cavour in Roma ad ospitare una lunga assemblea, con inizio alle ore 10:30, presieduta dall’attrice Sabrina Impacciatore, la quale cercherà, assieme ad ogni tipologia di addetti al settore, di stabilire, una volta per tutte, che la cultura non è solo cibo per l’anima ma anche (e soprattutto) per il corpo umano di padri e madri di famiglia.

Dalle voci di personalità imponenti del grande schermo, dopo le nette e giuste accuse di mancato ricambio generazionale da parte, tra gli altri, di Carlo Verdone, arrivano conferme sostanziali riguardo l’importanza di un simile movimento. È Toni Servillo a sottolineare l’elemento cultura di pari passo con il concetto di sviluppo economico: “Lo spettacolo è un patrimonio artistico che attira risorse, a cominciare dal turismo” sostiene il pluripremiato attore campano, alla faccia di insostenibili decisioni recenti anche in ambito di gestione territoriale. “Ed è un impresa che dà lavoro soprattutto a giovani e donne”, continua Servillo, cercando di far valere con fermezza e decisione l’importanza estrema della sua politica di non accettare mai ruoli in film commerciali prodotti da personalità datate.

Lo scopo del maxi-sciopero di domani, dunque, riguarda la fondamentale ed (ahimè) ennesima richiesta di immediato reintegro del Fus, con annesso ripristino delle agevolazioni fiscali e blocco della delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive (che hanno provocato in un intero anno, per la Rai, la perdita di circa 400000 ore di lavoro).

Il ministro Bondi ha giurato che un cambiamento ci sarà di certo. In sostanza, almeno fino ad ora, all’alto dei cieli governativi sembra solo essere arrivata una infantile confusione nel non riuscire a distinguere Sorrentino da Garrone. Staremo a vedere.

Stefano Gallone

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