Un centro di cultura nel cuore di Venezia. Intervista a Sandro Franchini

 

Le sedi dell'Istituto Veneto

VENEZIA – In Campo Santo Stefano, al centro della città che tutto il mondo ci invidia, Palazzo Loredan e Palazzo Franchetti ospitano un’istituzione culturale dalla storia secolare. Si tratta dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, il cui lavoro indefesso mira a conservare la memoria del passato attraverso la tutela del proprio patrimonio librario e documentario e nello stesso tempo continuare promuovere la conoscenza della storia locale e non solo.

Il Direttore e Cancelliere, dottor Sandro Franchini, ha cortesemente acconsentito a rispondere ad alcune domande, per aiutare i nostri lettori appassionati di cultura a scoprire il significato e l’importanza di questa istituzione dal sapore e dall’aspetto ‘antico’, testimone della ricchezza – in termini di ricerca, studio e conoscenza – del nostro patrimonio intellettuale.

Buongiorno dottor Franchini. Una prima domanda di carattere generale: quando nasce l’Istituto e a chi si rivolgeva?

L’Istituto nasce nel 1810 per decisione di Napoleone che era allora, oltre che imperatore dei francesi anche re d’Italia. L’obiettivo era quello di creare, sul modello dell’Institut National di Parigi, un’istituzione che presiedesse a tutte le questioni relative all’insegnamento universitario, alla ricerca scientifica e tecnologica e alle sue applicazioni nell’industria e nell’agricoltura, per uno sviluppo economico e sociale del Regno. L’Istituto è stato fin dall’inizio un’Accademia, il che significa un’associazione libera e autonoma di scienziati, medici, ingegneri, letterati, storici, che si riuniscono periodicamente per organizzare una serie di attività culturali.

Ci sono importanti personalità che collaborano con l’Istituto?

L’indicazione Veneto fin dal nome, indica che l’Istituto si rapporta principalmente al Veneto e alle regioni che oggi chiamiamo del Nord-est, ma fin dagli esordi, e ancor più in questi ultimi anni, è stata forte la partecipazione di personalità e istituzioni di tutto il mondo. In passato abbiamo avuto tra i soci scienziati come Louis Pasteur, Guglielmo Marconi, Gregorio Ricci Curbastro e Pietro Paeocapa, nonché letterati come Alessandro Manzoni, Giosuè Carducci, Antonio Fogazzaro, Pompeo Molmenti. Negli anni più recenti vorrei ricordare nomi a noi tutti molto cari come Vittore Branca, Feliciano Benvenuti, Augusto Ghetti, Massimo Aloisi, Gaetano Cozzi, Giuseppe Colombo. Per ricordare poi alcune personalità note al largo pubblico, che hanno di recente preso parte ai nostri incontri e attivamente partecipato all’elaborazione dei programmi di ricerca citerei Danilo Mainardi, Margherita Hack, Pierre Changeux, Jean Clair, Peter e Rosemary Grant, Elkhonon Goldberg,  Salvatore Settis, Telmo Pievani, Christian de Duve, James Watson, Robert Gallo, Edmond Fischer, Carlo Rubbia, Luigi Luca Cavalli Sforza, Piergiorgio Oddifreddi, Mario Botta, Michelangelo Pistoletto, Vittorino Andreoli.

La Sala della adunanze a Palazzo Loredan

In cosa consiste il vostro lavoro e quali attività organizzate?

L’attività è molteplice: non essendo il nostro un Istituto specializzato, possiamo sperimentare, inventare e cercare sempre nuove strade con l’obiettivo di raggiungere il nostro scopo principale, che è quello di favorire, promuovere, incoraggiare chi studia, chi vuole approfondire la conoscenza, chi vuole riflettere, chi vuole capire, adulti o giovani che siano. Quindi lavoriamo con gli specialisti, anche al massimo livello internazionale; operiamo per i giovani studenti delle superiori e per gli universitari, assegniamo borse di studio e premi, pubblichiamo i lavori inediti di giovani come quelli di affermati docenti, purché ritenuti importanti e rigorosi. Cerchiamo di favorire la reciproca conoscenza tra scienziati che lavorano in sedi tra loro lontane, promuovendo incontri e invitandoli a Venezia. A proposito di Venezia: importante è l’impegno a tenere un contatto molto stretto con la città, sia studiandone i problemi, sia promuovendo iniziative destinate ai cittadini: conferenze, mostre d’arte e mostre scientifiche, proiezioni di film, e così via.

Avete filiali in altre zone?

No, non abbiamo sedi fuori da Venezia, ma abbiamo attivato accordi di collaborazione con alcune importanti università in vari paesi europei e negli Stati Uniti così che questi istituti, per alcune attività, siano una specie di “ambasciata” dell’Istituto all’estero e noi, a nostra volta, una sorta di loro “ambasciata” a Venezia.

Chi fosse interessato come può mettersi in contatto con voi?

Uno strumento molto importante è il nostro sito internet, dove non solo è presentata tutta la nostra attività (bandi di concorso, volumi editi, calendario convegni, archivi storici), ma è facilmente consultabile una vera banca dati, gratuita: testi, registrazioni audio e video di conferenze e incontri, banche dati ambientali (come la rilevazione meteorologica a Venezia giornaliera degli ultimi 100 anni, ma anche mappe, fauna, flora, ecc.). Da un paio d’anni poi organizziamo visite alla sede di Palazzo Loredan, utili per  farci conoscere sempre meglio dai veneziani e dai visitatori giunti a Venezia. CONTINUA A LEGGERE –>

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