Tuesday, May 22, 2012

Un americano a Roma: Edward Hopper

Post di Laura Dabbene data: febbraio - 16 - 2010

Arriva alla Fondazione Museo Roma la mostra del grande pittore statunitense

di Laura Dabbene

Edward Hopper, Autoritratto (1925-30)

ROMA – Dopo l’esperienza della mostra milanese di Palazzo Reale, straordinario successo in termini di affluenza di visitatori e risonanza mediatica, ora tocca a Roma, nella sede del Museo Fondazione Roma, accogliere le tele e i disegni di uno dei più celebri ed apprezzati geni artistici americani: Edward Hopper.

Direttamente dal Whitney Museum di New York, che già durante la vita di Hopper ne acquistò molti lavori e che dopo la morte dell’artista, per volontà della moglie Josephine, è divenuto proprietario di un importante lascito di documenti, arriva il curatore Carter E. Foster per presentare, in conferenza stampa, questo cruciale evento espositivo. Fortemente voluta da personaggi come Vittorio Sgarbi e il professor Emmanuele Emanuele, presidente del Museo Fondazione Roma, che da almeno tre anni sostenevano la “necessità” di portare in Italia le opere di questo pittore, la mostra accoglie i visitatori in uno scenario suggestivo, facendoli entrare direttamente all’interno di uno dei quadri più famosi di Hopper, I nottambuli (Nighthawks, 1942), sapientemente ricostruito dagli allestitori a grandezza naturale.

Il percorso della mostra si snoda attraverso due linee guida principali, una di successione cronologica delle diverse esperienze formative di Hopper, dal soggiorno parigino all’iniziale attività come grafico e illustratore, fino alla maturità artistica negli anni trascorsi senza più allontanarsi dagli States, ed una di scelta di nuclei tematici che costituiscono l’essenza della sua produzione e che, isolati nelle diverse sale, offrono una visione non sincronica, ma diacronica, di alcuni soggetti come la figura femminile, nella sezione intitolata L’erotismo di Hopper, oppure se stesso, nella zona dedicata agli AutoritrattiOltre 160 i pezzi esposti, appartenenti a tutti gli ambiti di tecnica artistica coltivati da Hopper: accanto ai più famosi capolavori realizzati ad olio su tela, da Soir Bleu del 1914 a Second Story Sunlight del 1960, passando attraverso i dipinti in cui la sua modella, la moglie Josephine, esprime quel senso di attesa che tanto caratterizza la produzione dell’artista (Morning Sun e A Woman in the Sun), si trovano le incisioni e soprattutto una moltitudine di disegni e schizzi, a matita, carboncino o penna, tra cui moltissimi studi preparatori per opere poi realizzate su tela. Proprio questo è tra gli aspetti più interessanti e scientifici della mostra, l’aver esposto a fianco dell’opera dipinta i bozzetti che ne mostrano la genesi, esplicativi della meticolosità di un artista che, oltre ai differenti punti di vista, sperimentava anche diverse possibili soluzioni cromatiche, annotando sui disegni dove apporre i differenti colori: stupefacente l’esempio di The Sheridan Theatre (1937) accompagnato da bel 14 disegni preparatori.

A Woman in the Sun (1961)

L’attenzione di Hopper per la realtà è sorprendente. Dall’osservazione dell’esperienza quotidiana, da quella della vita a Parigi di inizio Novecento a quella della provincia americana degli anni ’30-‘60, Hopper realizza opere che, anche quando vuote di figure umane, fanno della luce la protagonista principale, capace di riempire lo spazio e il tempo e diventare efficace medium comunicativo di emozioni, sentimenti, sensazioni. Per questa capacità di osservare e cogliere il reale, oltre che di usare la luminosità del naturale, nel saggio di Vittorio Sgarbi, all’interno del catalogo edito da Skira, Hopper è accostato a Caravaggio. Sempre nel catalogo, comprensivo di interventi che trattano del pittore americano sotto molteplici e stimolanti punti di vista, è certamente lo scritto di Goffredo Fofi che mostra più di altri la portata della sua opera all’interno della cultura visiva e figurativa del XX secolo, evidenziando il peso che la visione di Hopper, le sue inquadrature, i suoi colori e le sue ombre, i suoi personaggi e le sue vedute urbane e sub-urbane hanno avuto sull’arte cinematografica.

Un grande fermento mediatico accompagna l’arrivo in città di Edward Hopper, ma l’approccio giusto alla visione delle sue opere deve essere il più possibile intimo e intimistico, semplice, perché non può essere che così, per rispetto ad un talento di fama mondiale che ha firmato molti dei suoi disegni aggiungendo un’affettuosa dedica, dolce e privata,  “to my wife Jo” e che diceva, quasi senza pretendere altro: “All I ever wanted to do was paint sunlight on the side of a house”.

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 10.0/10 (5 votes cast)
VN:F [1.9.11_1134]
Rating: +6 (from 6 votes)
Un americano a Roma: Edward Hopper, 10.0 out of 10 based on 5 ratings

Articoli correlati:

  1. Il Grand Tour rivive nelle foto primordiali di una Roma ultramoderna
  2. A Roma la poesia…è di Casa
  3. Calder, scultore dell’aria
  4. Non solo David. Torna il Festival del Cinema di Roma
  5. Nuovi orizzonti per l’imprenditoria sociale: a Roma sbarca la community The Hub
Condividi su

Risposta

Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

  • WebTV

    Francesco Totti incontra i manifestanti della Sigma Tau

    Un gruppo di scioperanti bloccano il pulman che trasporta i calciatori della Roma. I manifestanti sono operai della Sigma Tau che protestano contro i tagli al personale. Il capitano Totti scende, e parla con Loro

    Guarda altri video

Formula 1, Sarà un addio per Robert Kubica?

Le condizioni di salute del pilota polacco non sarebbero migliorate. Ad affermarlo è stato Roger Benoit, corrispondente del quotidiano elvetico Blick


Terremoto in Emilia: allarme sciacallaggio

Sms falsi, auto che annunciano scosse e persone allertate da sciacalli, per depredare le vittime della calamità


Dimagrire con la saliva di una lucertola

L’estate è sempre più vicina e cresce la frenesia del dimagrimento


Amministrative 2012: Pizzarotti a Parma, Orlando a Palermo, Doria a Genova

Più bassa l’affluenza rispetto al primo turno. Il Pd sembra prevalere


Aiutaci a crescere

Associazione EcoRisveglio




Articoli correlati:

  1. Terremoti in Veneto e Lazio
  2. 28 febbraio 2010: Festival antismog in pianura padana
  3. Terremoti: le zone a maggior rischio sismico
  4. Terremoto tra Genova e Piacenza: rischio sciame sismico
  5. Ancora sciame sismico nel messinese
Close