Un album componibile per i Kaiser Chiefs

 

Kaiser Chiefs

Nel 2007 venne pubblicato In Rainbows dei Radiohead, ma rispetto a tutti i loro dischi precedenti aveva una particolarità: fu disponibile in download sul sito della band e chi voleva comprarlo poteva deciderne il prezzo. Questo fu un esperimento audace che però diede ragione al gruppo, nonostante l’imperterrito dilagare dello scaricamento illegale, e dimostrando che i veri fan sono disposti a pagare più che volentieri una cifra seppur irrisoria quando si tratta del loro gruppo preferito.

A distanza di quattro anni i Kaiser Chiefs, gruppo indie rock di Leeds sulla piazza dal 1997, provano a fare qualcosa di ancora più innovativo, che di sicuro farà riflettere gli addetti ai lavori. Ricky Wilson (voce), Andrew “Whitey” White (chitarra), Simon Rix (basso), Nick “Peanut” Baines (tastiere, sintetizzatore) e Nick Hodgson (batteria) hanno già quattro album all’attivo e nel nostro Paese la loro canzone più conosciuta è probabilmente il singolo Ruby, uscito nel febbraio 2007.

Il loro nuovo album, intitolato The Future is Medieval, è stato reso disponibile unicamente e a dire il vero un po’ sorpresa sul sito ufficiale della band a partire dal 3 giugno. Il primo singolo estratto, uscito qualche giorno prima, si intitola Little Shocks e non a caso è un brano che cattura già al primo ascolto.

L’idea dei Kaiser Chiefs è semplice, ma ingegnosa allo stesso tempo: l’utente-fan non deve far altro che andare sul loro sito ufficiale www.kaiserchiefs.com, cliccare Create Album e gli apparirà una schermata con dieci cavi di colori diversi e sotto due scaffali colmi di oggetti che rappresentano le venti canzoni disponibili. L’utente può ascoltare le anteprime dei brani cliccando sull’oggetto corrispondente e se vuole metterlo nella playlist basta che vi colleghi uno dei cavi colorati.

Una volta compilata la playlist con un massimo di dieci tracce a scelta, si clicca su next e si apre un’altra schermata, dove l’utente può disegnare la copertina dell’album. Per decorarla, sono disponibili i dieci oggetti corrispondenti ai brani scelti e che possono essere ingranditi e ruotati a piacimento.

Realizzata la copertina, si clicca ancora next e si va ad un riepilogo delle scelte fatte sinora. Se l’utente è soddisfatto del risultato, può cliccare Buy Album. Registrato un proprio account, si effettua poi la transazione tramite Paypal, e pagate £7.50 (poco più di 8€), si apre una pagina personale dove si può scaricare la propria creazione.

Ma veniamo alla vera innovazione: questa pagina personale rimarrà nel database del sito e per chiunque ci capiti e acquisti quella versione dell’album, l’utente creatore-produttore guadagnerà £1.00, che gli verrà accreditata sul proprio account Paypal. Sulla stessa pagina sono disponibili dei badge e un poster per farsi pubblicità ovunque: su Twitter, sul proprio blog o per strada.

Dalla home poi si può cliccare anche su Album HQ, dove apparirà la classifica delle versioni più vendute.

Perché tutto ciò è innovativo? Per prima cosa, si coinvolgono direttamente i fan nel processo di creazione dell’album, ma non solo: essi possono condividerne i profitti con la band, che in questo modo ha potuto creare canzoni liberamente, non seguendo un concetto chiave unico.

C’è da sperare che sempre più gruppi seguano il loro esempio e che invece di lamentarsi dell’incontrollabile fenomeno del download illegale, trovino anch’essi dei metodi perché si possa venire incontro sia alle loro esigenze in quanto artisti che vivono del proprio lavoro, sia alle esigenze di un pubblico sempre meno disposto a pagare per qualcosa che non abbia una propria originalità e unicità.

 

Laura Passador

 

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