INTERVISTA – Ultimi giorni della divertente commedia “The women”

Quattro donne al tavolo giocano a bridge. Una fragorosa risata, parlano di uomini. Siamo nella New York degli anni ’30. Inizia così The Women, una commedia di Clare Boothe Luce (scritta nel 1936, portata nuovamente al successo nel 1939 dal film omonimo di George Cukor) diretta dalla giovane e talentuosa regista Carlotta Corradi, in scena in questi giorni al Teatro dell’Angelo di Roma (dal 24 aprile al 6 maggio).

Una commedia in cui vengono messi in evidenza manie e vizi del mondo borghese newyorkese di più di 60 anni fa. Incredibile come la giovane giornalista e commediografa di successo Boothe Luce abbia rappresentato e messo a nudo delle situazioni considerate “off limits” per la società altolocata dell’epoca, fatta di ipocrisia, di convenienza e di apparenza dei rapporti sociali, soprattutto matrimoniali, con mogli tradite, amiche spregiudicate, donne piene di sfumature e chiaroscuri che danno uno spessore unico ai personaggi. I dialoghi moderni e mordaci sono stati paragonati a quelli dei giorni nostri di Desperate Housewives e Sex and City per l’attualità degli argomenti trattati. Si parla sempre di uomini che, però, non compaiono mai, prendono corpo attraverso le situazioni che le protagoniste affrontano e dai sentimenti che suscitano e che le animano. Non ci sono fisicamente ma sono sempre presenti in quella che è da sempre la battaglia tra il mondo femminile, con le sue fisime e le sue insicurezze, e quello maschile con gli egoismi e gli atteggiamenti prevedibili. Un’opera divertente, graffiante, ironica e a tratti sardonica: in una parola, femminile.

Quando Mary, moglie e madre felice, viene a sapere dall’amica Silvia che il suo amato marito Stefano la tradisce con una donna spregiudicata, Crystal, le cade il mondo addosso. Contrariamente a quella che è la prassi dell’epoca, Mary si ribella e chiede il divorzio dal marito, suscitando pettegolezzi e incomprensioni nel mondo borghese della Grande Mela. Su, dunque, con passioni, divorzi e tradimenti tipici della vita al femminile. E se le donne possono anche rivedersi in una delle 12 protagoniste, gli uomini posso riflettere su loro stessi, sperando di non venire graffiati (metaforicamente) dalle unghie laccate di rosso giungla di queste gatte metropolitane.

Ma ascoltiamo il diretto parere della regista

Come è avvenuto il tuo avvicinamento al teatro?

Deve essere stato biologico, perchè nessuno in famiglia mi ha mai portato al teatro da piccola o comunque s’interessava al teatro. A 12 anni, per giocare, m’interessavano le regie degli spettacoli. Penso sia una questione caratteriale. Poi a 16 anni, al liceo ho frequentato un corso di teatro pomeridiano tenuto da un insegnante di teatro, Tomas Otto Zinzi, attore e regista professionista per cui ho lavorato per 10 anni. Non facevo l’attrice, ma mi piaceva scrivere e fare da assistente. Quindi tutto è stato una predisposizione naturale.

Per quale motivo hai scelto di mettere in scena The Women?

Perché potrei dirti che amo tutto di questo spettacolo, i dialoghi, il tipo di battute, ciò di cui si parla. Le storie che parlano di donne mi hanno sempre appassionato. In realtà, poi, essendomi innamorata del film di Gukor del 39, nei titoli di coda avevo visto che era tratto da un’opera teatrale. Sono andata a cercare l’opera, l’ho letta. Ne ho lette tante ma questa mi ha colpita particolarmente e ho deciso di metterla in scena. Perché rispetto al film, la cui bellezza era datata, essendo girata da un uomo negli anni 30, l’opera aveva una freschezza e un’attualità incredibile. Tutto ciò che c’era nell’opera è tutto ciò che si vede anche oggi.

Gli uomini non cambiano mai?

Ma anche le donne purtroppo, mi sento di dire. Io non sono una donna come Mary Haynes. Molte donne non lo sono ma ne esistono tante, come esistono molti Stefano Haynes. La modernità della protagonista è di non scendere a patti con l’amore se non è più amore vero: a costo di far scoppiare uno scandalo, meglio finirlo e non rimanere moglie a tutti i costi. Se non può avere tutto preferisce non avere niente.

[Continua]

Pamela Cocco

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

1 2

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews