UFO, A Conspiracy Of Stars: omaggiando la scuola heavy metal nel 2015

A Conspiracy of Stars

A Conspiracy of Stars è il nuovo intrigante disco degli UFO, pietra miliare dell’heavy metal britannico che dimostra di avere ancora qualche buona carta da giocare (musicenthusiastmag.com)

Gli UFO,  alieni dell’heavy metal britannico che militano nell’universo rock dal 1970, hanno da poco lanciato una nuova bomba sonora intitolata Conspiracy of Stars. Il disco, connotato da una gustosa aura hard rock, è il ventunesimo lavoro proposto dalla band che si mantiene fedele alle proprie origini stilistiche pur avendo superato i quarant’anni di attività.

IL NUOVO DISCO ESPLOSIVO DEGLI UFO - A Conspirancy of Stars è un album energico e dai buoni spunti melodici che ritesse i piatti forti degli UFO con carisma ed eleganza. Gli UFO nacquero nel 1969 sotto il segno dello space rock ma, cambiando repentinamente rotta verso un hard rock più duro, ottennero l’interesse mondiale con l’uscita del loro terzo disco del 1974 intitolato Phenomenon. Il terzo album vide l’entrata nella leggendaria formazione di Michael Schenker, chitarrista talentuoso e alquanto creativo che, dopo una breve collaborazione con i primi Scorpions, contribuì a delineare la verve peculiarmente heavy blues che fece la fortuna degli UFO.

BLUES E HEAVY: UN INTRECCIO VINCENTE - La carica blues di Schenker, unita all’irriverenza vocale fortemente rock’n’roll del frontman Phil Mogg, ha costruito il marchio di fabbrica degli UFO, superstite ai repentini cambiamenti dello scenario musicale contemporaneo e ancora deciso a mostrarsi, senza troppi fronzoli, per quello che è. Nonostante l’instabile permanenza di Michael Schenker negli UFO, oggi degnamente sostituito da Vinnie Moore, il retaggio del suo virtuosismo chitarristico puro e ben armonizzato continua a manifestarsi nella musica degli anni Duemila della celebre band britannica, sapientemente intessuto in brani classici ma accattivanti.

I MAESTRI DELLA NEW WAVE OF BRITISH HEAVY METAL - E allora, per gli amanti dell’heavy metal di ‘seconda scuola’, di quel groove dall’inconfondibile sapore che ha guidato tutta la ciurma del movimento NWOBHM (che annovera pietre miliari come Grim Reaper, Saxon, Iron Maiden o Raven), Conspiracy of Stars si configura come un nuovo quadro sonoro da ammirare, un portale che trasporta nei giorni gloriosi del passato senza per questo sembrare stucchevole o antiquato.

UNA VOCE MENO PRESENTE - Le sfumature che spiccano predominanti nei tessuti sonori del disco attraccano nei porti sicuri del blues, del rock’n’roll, riuscendo a trasformare una serie di tracce sostanzialmente heavy in un percorso eclettico ed avvincente. L’unico neo che disturba vagamente la linearità di A Conspiracy of Stars spunta sul volto di Phil Mogg, la cui voce, non più –ovviamente – vigorosa e coinvolgente come quella dei tempi di Force It, ingrigisce leggermente gli ottimi cromatismi sonori proposti nel disco. Chiaramente, considerando il fatto che il padre spirituale degli UFO stia per festeggiare i sessantasette anni, si può senz’altro perdonare qualche sua imperfezione nella gestione della vocalità.

DENTRO IL DISCO - Il disco apre le danze con un’esplosione di riff intriganti che conducono il gioco di The Killing Kind sotto l’ombra di un hard rock arricchito dalle influenze rock’n’roll. Un’intro blueseggiante e a tratti oscura lancia Run Boy Run in una corsa incalzante dove  la chitarra primeggia con potenza e fioriture. Il blues si ingentilisce nella Ballad Of The Left Hand Gun (che di ballata ha ben poco), traccia in cui un hard rock all’’americana’ innalza un muro di suoni incastonandosi fra pesanti mattoni heavy e tensione sonora.

DALLO SPAZIO AL GLORIOSO PASSATO  – Un ambiente spaziale dipinge lo sfondo iniziale di Sugar Cane, un brano blues rock dove la voce viene un po’ soffocata dalla possente ondata sonora anche se, proseguendo con Devil’s in the Detail, l’andamento di A Conspiracy of Stars torna alla ribalta con un interessante intreccio fra influenze hard rock e riff appassionati. Nel disco non manca nemmeno un soffio di sensualità, accennata in Precious Cargo con raffinatezze strumentali dall’indole blues e ritmi danzanti e ben cadenzati. Il mood nostalgico si mostra massicciamente in The Real Deal, un brano che vive contemporaneamente in un estatico passato e in un crudo presente, condito da ritmi secchi e irriverenti giri melodici.

Quando una band crea della musica capace di cambiare le sorti di un intero movimento risulta poi difficile emulare il capolavoro. Questo disco, pur non trattando capolavori, è di buona manifattura e, senza ombra di dubbio, il risultato di una lunga esperienza

GROOVE A GOGO - Only and Only si dispiega in un hard rock ben edulcorato dalle influenze rock’n’roll per poi mostrare le carte migliori nel combattivo solo di chitarra. Tenebre e groove si incontrano a mezza strada in Messiah Of Love, il brano più radiofonico di A Conspiracy of Stars che, con le sue melodie conturbanti, rientra meritatamente nella lista dei brani da ‘arena rock’.

GRAN FINALE - Ma nel disco non sono ancora terminate le sorprese: Rollin’ Rollin’, brano di chiusura di A Conspiracy of Stars, miscela sapientemente sprazzi di prog a un rock ondeggiante fra blues e hard, raggiungendo l’acme della tensione sonora sul ritornello secco ma di grande impatto.

FINEZZE STRUMENTALI - Il blues padroneggia nell’ultimo lavoro degli UFO pur sposandosi con i vicini più incattiviti hard rock e heavy metal. Il disco non è scevro di attraenti pensieri sonori che si focalizzano maggiormente sulle linee melodiche di chitarra elettrica e tastiere, tuttavia perdendo il giusto mordente nei fraseggi vocali, talvolta scontati o comunque non troppo affini alla scarica energetica emanata dal corpus strumentale.

UN PRESENTE ANCORA DA ESPLORARE – Sicuramente gli UFO hanno oggi proposto una serie di brani meno agguerriti di Rock Bottom o Give Her The Gun eppure, grazie anche all’intervento prettamente  strumentale studiato magistralmente, il disco, pur lontano dai gloriosi Seventies, mostra una band con ancora un concept da sviluppare e molte emozioni da strappare al vasto pubblico in siesta sotto l’avvolgente ombra dell’heavy metal.

Voto: 7

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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