Ue: varato oggi un nuovo pacchetto anti-inquinamento

L'inquinamento Bruxelles – Nuove norme varate oggi dalla Commissione europea per contrastare l’inquinamento dell’aria: le nuove misure anti-smog promettono benefici per la salute per circa 40 miliardi di euro l’anno. Il pacchetto presentato oggi aggiorna la legislazione esistente e punta a ridurre le emissioni nocive provenienti da industria, traffico, centrali energetiche e agricoltura: lo scopo è quello di ridurre il loro impatto sulla salute e sull’ambiente.

UN KILLER INVISIBILE – «L’inquinamento dell’aria è ancora un “killer invisibile” e impedisce a molte persone di vivere una vita pienamente attiva» spiega il commissario Ue all’ambiente, Janez Potocnik. Secondo Potocnik «le azioni che stiamo proponendo dimezzeranno il numero di morti premature provocate dall’inquinamento dell’aria», portando a un sostanziale miglioramento della qualità della vita degli europei. Inoltra le nuove misure favorirebbero la promozione dell’«industria delle tecnologie pulite, un importante settore di crescita per l’Europa», ha concluso Potocnik.

MENO EMISSIONI – Il pacchetto proposto oggi dall’esecutivo Ue include una serie di interventi specifici: la Commissione europea vuole infatti rivedere le singole direttive nazionali sul tetto per le emissioni dei sei agenti più inquinanti e proporre una nuova direttiva per ridurre lo smog prodotto dagli impianti di combustione di media grandezza (tra 1 e 50 MW). Tra gli agenti più pericolosi sotto accusa il particolato, polvere sottile emessa ad esempio dalle auto, causa di problemi respiratori, malattie cardiovascolari e cancro ai polmoni.

BENEFICI ECONOMICI – La cattiva qualità dell’aria è la prima causa ambientale di morte prematura in Europa: nel 2010 circa 400mila persone sono morte per l’inquinamento dell’aria. La Commissione europea quindi punta a un riduzione sensibile dei morti per inquinamento, beneficiando inoltre degli effetti economicamente positivi derivanti da una migliore qualità dell’aria: secondo le stime, infatti, si creeranno circa 100mila posti di lavoro grazie alla maggiore produttività e competitività che deriveranno dalla riduzione dei giorni di lavoro persi.

Foto homepage: pinkdna.it

Alberto Staiz

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