Ue: perché la condanna al muro fra Ungheria e Serbia è ipocrita

Ungheria

Tutti i notiziari hanno riportato l’annuncio fatto dal governo ungherese di costruire un muro anti-immigrati tra Ungheria e Serbia. L’Europa ha subito condannato la decisione presa a Budapest. La portavoce del Commissario Ue per l’Immigrazione Natasha Bertaud ha detto: «In Europa sono stati recentemente abbattuti dei muri, non abbiamo bisogno di costruirne di nuovi». Anche il Presidente del Senato Grasso ha detto la sua: «Penso che siamo stati abituati a festeggiare la caduta dei muri, oggi pensare che se ne possano costruire dei nuovi è veramente disarmante». Ma tali prese di posizioni risultano decisamente ipocrite.

MURO ISRAELIANO - Quello fra la Serbia e l’Ungheria non sarà l’unico muro presente nel mondo. Come ha riportato il sito de Il Corriere della Sera, di muri che separano le popolazioni ce ne sono altri. Nella primavera del 2002 lo Stato di Israele cominciò a costruire in Cisgiordania una separazione di circa 700 chilometri composta da porte elettroniche e muri. Poco meno di undici anni fa la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia affermò che «L’edificazione del Muro che Israele, potenza occupante, è in procinto di costruire nel territorio palestinese occupato, ivi compreso l’interno e intorno a Gerusalemme Est, e il regime che gli è associato, sono contrari al diritto internazionale». Eppure oggi non c’è più nessuno che se la prende con Israele per quel muro (forse perché Israele è un paese storicamente alleato con gli Stati Uniti e quindi con l’Europa) mentre tutti sembrano condannare senza se e senza ma il muro di Viktor Orban.

MURO FINANZIATO DALL’EUROPA - Ceuta e Merilla sono i due storici possedimenti spagnoli in territorio africano, precisamente in Marocco. Per evitare l’arrivo di immigrati nel vecchio continente la Spagna decise nel 1990 di costruire delle barriere lunghe più di otto chilometri. E come riporta sempre il sito de Il Corriere, nel 2000 l’Unione Europea, la stessa che oggi condanna l’Ungheria, contribuì con i suoi fondi a rinforzare le reti.

ANCHE CIPRO - In pochi sanno che a Cipro, paese membro dell’Unione europea e dell’eurozona, c’è la Green Line, una divisione lunga circa 180 chilometri che separa la popolazione greco-cipriota da quella turco-cipriota.

Insomma, è legittimo che l’Unione europea non condivida la decisione di Orban di costruire un muro fra Ungheria e Serbia, la prima di condannare il primo ministro ungherese sarebbe il caso di fare qualcosa anche per gli altri muri.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: serenoregis.wpengine.netdna-cdn.com

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