UE in crisi: si salvi chi può dal nazionalismo economico della Merkel

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Angela Merkel

Roma – Se non basta una tassa in più per risanare il debito pubblico italiano, non basta il nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti, a risolvere i problemi dell’Unione Europea, schiava dei desiderata del Cancelliere tedesco, Angela Merkel. Da qui la domanda: quando la UE riempirà i propri vuoti costituzionali ed organizzativi, munendosi di un solido organismo fiscale capace di corazzare gli Stati da sanguinosi attacchi speculativi?

Il Fondo – Partiamo dall’European Financial Stability Facility (Efsf), il Fondo salva Stati. Esso richiedebbe da tempo una revisione del suo ruolo di supporto per i Paesi in difficoltà. La questione non è nuova ma è assai urgente. Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno più volte cercato di risolverla con incontri bilaterali, senza arrivare mai a soluzioni condivise che, anche se fossero state prese, sarebbero state condivise solo dai due premier, secondo reciproci interessi nazionali e a scapito degli altri 25 Stati. Ça va sans dire.

Ora non c’è più tempo e il neo presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, insiste a lanciare allarmi a Bruxelles: ‹‹Dove è l’implementazione di queste misure ormai aspettate da tempo? Non si può aspettare oltre››. Parole già sentite in Italia per altri motivi, che però suonano nuove se rivolte alla prima della classe Frau Merkel che con il piccolo Sarko, aveva promesso di risolvere la faccenda. Invece nulla di fatto con l’aggravante di aver ulteriormente preoccupato gli investitori internazionali. Ragione per cui Draghi, giorni fa, è stato costretto a ridure i tassi all’1,25% onde evitare tensioni eccessive su prezzi e stipendi. Verrebbe da suggerire ai due partner d’oltralpe di dare le dimissioni e lasciare posto ad un Governo tecnico che sappia fare i casi dell’Eurozona, come si attendono i mercati. Ma il punto è un altro.

All’Europa non serve un Fondo ma una banca, o meglio la Bce come prestatore finale di ultima istanza ovvero un concessore di credito. Un organismo fiscale-economico garante per i Membri che, all’occorenza, faccia quello che tutti aspettano: stampi miliardi di euro per comprare i bond degli Stati in difficoltà (cosa, per altro, che a piccole quantità la Bce sta già facendo con i titoli nostrani).

Per attuare tutto ciò, però, occorrerebbe una modifica integrale della Carta europea e la Germania – nazione sovrana tra le sovrane dell’UE – si oppone. Il perché è presto sintetizzabile: i tedeschi temono l’inflazione e il calo del potere d’acquisto come la morte. Inoltre, non si fidano della poco sana abitudine di alcuni Paesi di indebitarsi ben oltre le proprie capacità. Primi tra tutti, gli Stati latini e quello ellenico.

Insomma, il problema è grave e in presenza dei fallimenti della premiata ditta Merkozy e degli out-out della Germania, si torna al punto di partenza: che fare per riempire il gap dell’UE, unica reale ragione per la quale l’euro rischia il diventare carta straccia?

La sovranità – La risposta l’ha fornita un paio di giorni fa sotto forma di indiscrezione il quotidiano inglese The Daily Telegraph (Fonte: Libero). Pare che la Merkel e il fidato ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, stiano pensando ad una correzione del Fondo salva Stati a favore della Germania. Secondo le teutoniche menti – sostiene il giornale anglosassone – la rettifica sarebbe la seguente: aiuti verranno dispensati secondo le problematicità economiche degli Stati a rischio solo se essi, in cambio, cederanno al Fondo monetario europeo (cioè alla Germania) una parte (abbondante) indicativa della loro sovranità fiscale e Stato di diritto al fine di poterne controllare i conti.

draghi
Mario Draghi

La proposta di ispezione della amministrazione altrui sarebbe anche già stata redatta in un computo di 6 pagine dal titolo Il futuro dell’Unione europea: i necessari miglioramenti di integrazione politica per la creazione di un’unione di stabilità.

Si tratta solo di voci tali, tuttavia, da aver già prodotto due effetti infausti: chiusura delle Borse europee in negativo lo scorso venerdì e la chiusura degli Stati più solidi come Francia (già traballante) ed Inghilterra. E non a caso, perché se la norma ottenesse il voto dei 27, l’Europa potrebbe diventare un superStato a direttiva e controllo teutonico pena, per i contrari, il naufragio dei Paesi indebitati e l’accantonamento degli altri. Roba da nazionalismo pre-bellico e pare che, da allora, la Germania non abbia ancora perso il vizio.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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