Ucraina: volantini antisemiti in sinagoga, ebrei a rischio

Volantini antisemiti sono stati trovati in una sinagoga a Kiev, capitale ucraina. La comunità ebrea parla di "provocazione"

bandiera-ucrainaSembra di essere tornati indietro nel tempo, all’incubo del nazismo e della seconda grande guerra. Invece siamo proprio nel ventunesimo secolo e l’ordine scritto sul volantino che vi stiamo per proporre proviene dal capoluogo ucraino, Kiev. Un Paese, l’Ucraina, che insieme alla Russia, ci sta lentamente ma inesorabilmente trascinando verso la terza guerra mondiale.

IL VOLANTINO – «I cittadini ebrei sopra i sedici anni devono presentarsi per la registrazione obbligatoria». Questo è l’ordine perentorio che si legge nei volantini redatti su carta intestata e dotati di timbro, firmati dalla Repubblica Popolare di Donezk, e distribuiti e attaccati all’interno della sinagoga del capoluogo della regione ucraina ribelle. A distribuire e attaccare ai muri i volantini, sono stati tre uomini col viso coperto da un passamontagna, che portavano con loro una bandiera della Russia.

UNA PROVOCAZIONE – La notizia del volantino razzista si è diffusa negli altri Paesi grazie al sito «Notizie del Donbass». Da quanto si evince dalla pagina web, la vicenda è stata resa nota dai membri della comunità ebraica locale, i quali pensano che si tratti di una provocazione per spingerli a un conflitto. Il fantomatico governatore popolare Denis Pushilin ha infatti ordinato agli ebrei di presentarsi in un ufficio del governatorato, il numero 514, attualmente occupato dai separatisti filo-russi, dove un altro fantomatico commissario per le nazionalità provvederà a censirli in cambio di cinquanta dollari. Pare che a queste persone siano stati richiesti anche i documenti di proprietà per case, appartamenti e proprietà immobiliari in genere, e anche quelli di automobili, per «certificarne il diritto di possesso». E nel caso gli ebrei non si presentino con quanto loro richiesto, verranno privati della «cittadinanza» ed espulsi da Donezk con la conseguente confisca di tutti i beni.

scritte antisemite a Kiev

scritte antisemite a Kiev

LA PSEUDO REPUBBLICA POPOLARE DI DONEZK – La fantomatica Repubblica Popolare di Donezk esiste soltanto all’interno del governo occupato, mentre il governatore nominato di Kiev sta tentando in qualche modo di mantenere il controllo del resto della città. Tuttavia, i volantini antisemiti sono preoccupanti: infatti, nonostante la Russia accusi il governo di Kiev di essere razzista e antisemita, le maggiori manifestazioni di razzismo si sono attuate e si stanno verificando soprattutto nell’Est filo-russo.

Ad accreditare questa teoria, c’è l’esperienza del rabbino Mikhail Kapustin, il quale è stato costretto a fuggire dalla Crimea occupata dove, a qualche ora di distanza dall’arrivo delle truppe russe, la sinagoga di Sinferopoli è stata coperta di scritte antisemite e razziste come «Morte agli ebrei». Ma gli episodi di antisemitismo, negli ultimi mesi, sono innumerevoli.

COMUNITA’ EBRAICA A RISCHIO – La comunità ebrea in Ucraina conta oltre duecentomila persone, vale a dire che è una delle comunità ebraiche più grandi al mondo. In seguito a questi atti razzisti e antisemiti, uno dei rabbini capo di Kiev e dell’Ucraina, Moshe Reuven Azman, ha invitato gli ebrei a lasciare lo stato e recarsi in Israele. Ma secondo moltissimi ebrei ucraini, Israele non si preoccupa a sufficienza di loro e ciò pare sia dovuto al timore di Netanyahu di indispettire Putin, dal quale certo gli ebrei ucraini non si sentono e non vogliono essere protetti (senza contare che, a detta di molti, sia stato proprio lui a risollevare un odio antisemita in qualche modo sopito).

C’è anche da dire che le zone attualmente colpite da questa ondata di antisemitismo sono luoghi dove l’odio nei confronti degli ebrei è secolare, e questa situazione incandescente lo sta riportando prepotentemente in primo piano.

ucraina-barricateD’altra parte, lo scorso marzo da Gerusalemme sono arrivate a Kiev delle squadre d’emergenza, con il preciso compito di fornire assistenza alle comunità ebraiche locali, analizzare i reali rischi dovuti al rafforzamento degli ultranazionalisti e adottare, se davvero necessario, contromisure efficaci e drammatiche come, ad esempio, l’emigrazione di massa.

Inoltre, come si diceva, c’è chi sostiene che sia stato proprio Putin a risollevare l’ondata di antisemitismo mai completamente sopita in questi luoghi, per dipingere a suo modo un quadro delle complesse manovre che hanno portato alla destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovych. Infatti, nei giorni più duri delle proteste contro la Russia, le fazioni più a destra e filonaziste sono state quelle a scontrarsi con la polizia ancora fedele a Yanukovych e a occupare gli edifici. La  determinazione nell’occupare la Crimea ha dimostrato, comunque, che Putin è un leader accecato dalla rabbia di fronte a un’Ucraina ribelle, colpevole di non aver assecondato il sogno del presidente “restauratore” di tornare all’antica URSS. Il rischio è che da questa situazione possano risorgere le ombre peggiori, quelle finora sopite in una delle tante, troppe, pagine nere della storia.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: Google

 

 

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