Ucraina, nel braccio di ferro delle sanzioni siamo tutti sconfitti

Dopo le nuove sanzioni varate da Unione Europea e Usa, la Russia annuncia una risposta imminente. Ma in questo gioco al rialzo siamo tutti sconfitti

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Unione Europea e Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni contro Mosca, che annuncia contromisure (foto: handelszeitung.ch)

Continua il ‘braccio di ferro’ economico tra i Paesi occidentali e la Russia. Il 12 settembre Unione Europea e Stati Uniti hanno varato nuove misure, le quali ampliano i settori colpiti dalle restrizioni, aumentando altresì il numero dei destinatari. Pronta la risposta di Mosca, che ha ipotizzato l’adozione di nuove contromisure, con l’obiettivo di colpire le esportazioni dei Paesi occidentali verso la Russia. Secondo gli analisti questo gioco al rialzo penalizzerà entrambi i contendenti.

SANZIONI EUROPEE – Il dodici settembre, attraverso il Regolamento 960/2014, l’Unione Europea ha varato nuove misure restrittive, che andranno a colpire settori chiave del’economia russa. In particolare, le misure avranno come obiettivo l’ambito energetico, attraverso limitazioni per quanto attiene l’approvvigionamento di servizi relativi allo sfruttamento di bacini petroliferi,  e il mercato dei capitali, nel quale le misure approvate prevedono limitazioni all’accesso. Anche il numero dei soggetti, sia fisici che giudici, colpiti dalle sanzioni è stato incrementato, arrivando ad un totale di centoventitré.

QUI WASHINGTON – Anche gli Stati Uniti hanno aggiornato la lista delle misure contenute nell’Executive Order 13662, che regola i settori e gli individui colpiti dalle sanzioni. Il Dipartimento del tesoro ha aggiunto cinque compagnie russe operanti nei settori dell’energia e della difesa. Il risultato delle misure poste in essere da Washington e Bruxelles potrebbe tagliare fuori le aziende e le banche russe da buona parte dei circuiti commerciali, e di approvvigionamento dei crediti.

IN VIGORE LA LEGGE UCRAINA – Misure analoghe potranno essere prese anche da Kiev, grazie all’entrata in vigore della nuova legge sulle sanzioni. La normativa stabilisce le procedure attraverso cui lo Stato può imporre restrizioni economiche e commerciali contro individui, società, e Stati stranieri che minacciano la «sicurezza nazionale, la sovranità, e l’integrità territoriale dell’Ucraina». Ogni decisione in merito spetterà al Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, e dovrà avere l’approvazione del Presidente della Repubblica.

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Petro Poroshenko, Presidente della Repubblica ucraino (iljournal.it)

LA RISPOSTA RUSSA – Di fronte a questo nuovo round di sanzioni, la Russia ha ritenuto opportuno far sentire la propria voce, preannunciando nuove contromisure. Andrey Belousov, assistente di Putin per le questioni economiche, ha ipotizzato restrizioni alle importazioni dall’Unione Europea in diversi settori chiave. Primo tra tutti, il mercato delle automobili usate, nel quale le esportazioni dei ventisette in Russia sono attualmente molto elevate. Nel frattempo, il Ministro dello sviluppo economico Alexey Ulyukayev, ha fatto sapere di aver riscontrato delle irregolarità nell’ultimo round di sanzioni imposto dall’Unione Europea, comunicando un pronto ricorso della Russia al Wto.

DANNI ‘BILATERALI’ – Secondo gli analisti, le sanzioni recheranno danni considerevoli ad entrambe le parti in causa. Da un lato, la Russia ha accusato il colpo inferto dal primo ‘botta e risposta’, a causa dell’innalzamento dei prezzi sui prodotti alimentari, che ha inevitabilmente causato una caduta dei consumi. Mosca sta cercando il attutire il colpo, sostituendo i fornitori occidentali con nuove importazioni provenienti da Asia e Sud America, ma la flessione, almeno nel breve periodo, potrebbe farsi sentire. Tuttavia, anche l’Unione Europea non trarrà beneficio da questa situazione. Secondo Marcus Papadopoulos, direttore di Politics First, il giro di sanzioni e contromisure potrebbe inficiare l’uscita dell’Unione Europea dalla recessione, vanificando tutte le faticose misure varate fino ad oggi.

EUROPA RIMANDATA – E’ intanto ufficiale lo slittamento dell’accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea al 1° gennaio 2016. Secondo il commissario europeo Karel De Gucht, tale scelta crea ulteriore spazio per discutere «di ogni eventuale problema, e in tal caso spetterà alle tre parti – Ucraina, Russia, ed Unione – decidere i passi da intraprendere». Com’è noto, l’accordo di associazione è il primo passo che i Paesi richiedenti devono compiere per poter entrare a far parte dell’UE. In tale ottica, lo Stato si impegna a modificare la propria legislazione in conformità con quella dell’organizzazione, mentre l’Unione Europea garantisce al partner il libero accesso ad alcuni settori del mercato interno.

DIALOGO TRA LE PARTI – Nonostante l’innalzamento della posta in gioco, la Russia ha garantito che, per la durata di tale periodo non introdurrà dazi sulle esportazioni ucraine nel Paese. In una nota il ministero dello sviluppo economico ha assicurato che i prossimi quindici mesi verranno sfruttati per proseguire il dialogo con la controparte ucraina, nel corso del quale entrambe le parti presenteranno le proprie proposte.

Carlo Perigli
@c_perigli

 

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