Ucraina, l’incontro Merkel-Obama non rinsalda il ‘fronte occidentale’

Nonostante i toni amichevoli, Germania e Stati Uniti rimangono distanti sulle azioni da intraprendere in Ucraina, mentre l'Unione Europea si divide

merkelDoveva essere, almeno nelle previsioni di molti analisti, l’incontro utile a ricompattare il ‘fronte occidentale’ sulla crisi ucraina. Nei fatti, l’incontro tra Angela Merkel e Barack Obama, non ha prodotto alcun risultato, lasciando ciascuno dei protagonisti ancorato sulle sue posizioni. A Washington il presidente statunitense ha confermato la volontà di valutare l’invio di armamenti al governo di Kiev, mentre la cancelliera tedesca, in evidente disaccordo durante l’intero svolgimento della conferenza,  è rimasta sulla via della diplomazia, ipotizzando l’inasprimento delle sanzioni come conseguenza dell’eventuale fallimento del vertice di Minsk, previsto per mercoledì prossimo.

DIVISIONE INTERNA – Due strategie che restano diametralmente opposte, ma che non dividono ‘semplicemente’ l’Europa dagli Stati Uniti, provocando altresì importanti scossoni anche all’interno dell’Unione Europea. La posizione franco-tedesca ha trovato sponda solamente nelle dichiarazioni dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera europeo, Federica Mogherini, secondo cui non esiste alcuna «alternativa alla soluzione diplomatica».

L’UE CHE NON C’È – Dichiarazioni che, tutto sommato, non sembrano rispecchiare una politica comunitaria in tal senso. La linea tracciata da Francia e Germania non sembra aver trovato sponde né a Londra, né tantomeno in Polonia e nei Paesi baltici, che, come ha ricordato quest’oggi Giulietto Chiesa «in tutta questa vicenda hanno contato moltissimo». L’Italia, dal canto suo, si limita ad avere la posizione del “vorrei ma non posso”; intervenendo ieri sera a “In mezz’ora”, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha etichettato come «un errore» l’invio di armi in Ucraina, precisando però che, qualora Washington intenda proseguire in questa direzione, l’Italia la «rispetterà comunque», perché «gli Usa sono i nostri maggiori alleati». Non è quindi da considerarsi un caso che la Mogherini non abbia preso parte ai colloqui avuti negli ultimi giorni a Kiev, Mosca e Washington, né tantomeno che la sua partecipazione a Minsk non sia prevista.

merkelIL VERTICE DI MINSK – L’incontro di mercoledì vedrà difatti la partecipazione di Germania, Francia, Ucraina e Russia, con Berlino e Parigi che, presumibilmente, premeranno sulle parti affinchè venga raggiunto un risultato in grado di congelare i  bellicosi propositi statunitensi. Se difatti «un successo non è garantito», come ha dichiarato oggi Angela Merkel nel corso della conferenza stampa congiunta, un accordo temporaneo è quantomeno auspicato da Berlino e Parigi, al fine di evitare il precipitare degli eventi.

IL PIANO MERKEL-HOLLANDE – Le carte che Francia e Germania proveranno a giocarsi mercoledì non sono ancora state rese note, ma, secondo quanto riportato dalla Bbc, il piano Merkel-Hollande verterebbe sulla formazione di una zona demilitarizzata di circa settanta chilometri, a partire da quella che è attualmente la linea del fronte, estendendosi da Lugansk, capitale dell’autoproclamata Repubblica popolare, fino ad arrivare a Mariupol, attualmente controllata dal governo di Kiev. Secondo alcuni analisti, nel piano sarebbe inclusa la presenza di una forza di interposizione, alla quale dovrebbero prendere parte anche contingenti russi, per garantire il rispetto della tregua.

LA POSIZIONE RUSSA – «Abbiamo già detto tutto riguardo il tono dei negoziati. Nessuno ha mai parlato al Presidente con il tono di un ultimatum e anche volendo non potrebbe farlo». Queste le dichiarazioni rilasciate da Dmitry Peskov, responsabile per le relazioni con la stampa di Vladimir Putin. Una risposta netta, quella proveniente da Mosca, valevole per entrambe le soluzioni che i Paesi occidentali hanno ipotizzato in caso di fallimento del vertice di Minsk. Sulla strategia statunitense si è espresso quest’oggi il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, secondo cui l’eventuale finanziamento di Washington al comparto bellico ucraino potrebbe avere conseguenze imprevedibili  e minare gli sforzi verso una soluzione pacifica della situazione. La tensione resta altissima, a meno di quarantotto ore da quello che si prospetta come l’ultimo vertice in grado di evitare che la crisi ucraina coinvolga l’intero continente.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: globusmagazine.it lifeinitaly.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews