Ucraina, bombardato lo stadio dello Shakhtar Donetsk

Bombe sulla Donbas Arena, l’avveniristico stadio dello Shakhtar Donetsk, con enormi danni alla struttura. In Ucraina la tensione è ai massimi livelli

shakhtarGli scontri continui in Ucraina tra le truppe governative e i ribelli filorussi non danno tregua alla popolazione. Con il mondo della comunicazione principalmente orientato all’analisi dell’avanzata dell’Isis e dei sanguinosi eventi di Gaza, la situazione in Ucraina pare non fare più notizia.

COLPITO LO STADIO – Almeno fino a quando a essere colpito da due esplosioni non è un ospedale, non sono case a schiera ma è uno stadio. È accaduto a Donetsk, teatro degli ultimi scontri in Ucraina, e a essere colpito è stato l’avveniristico stadio dello Shakhtar Donetsk, la Donbas Arena.

LO SHAKHTAR DONETSK, UN CLUB VINCENTE – Per gli intenditori di calcio internazionale, lo Shakhtar rappresenta – rappresentava, forse – un esempio per le squadre dell’est Europa che con acquisti mirati, per lo più in Sudamerica, una gestione tecnica affidata a gente d’esperienza come Mircea Lucescu e un capitale importante per investimenti, tra acquisti, stadio e merchandising, è riuscita a esprimere un calcio eccellente in patria e in Europa vincendo campionati e ben figurando in Champions League.

IMMAGINI SIMBOLO – Ma di fronte alla barbarie della guerra neanche i simboli del calcio possono nulla, l’ultimo baluardo a cui si possono attaccare gli sfortunati protagonisti delle vicende atroci che stanno caratterizzando il nostro pianeta in particolare in questi ultimi mesi. Le immagini degli estremisti islamici che con fucili in mano “covertono” all’Islam gruppi di yazidi, molti dei quali con lo sguardo perso ma con magliette indosso del Real Madrid, del Liverpool o della nazionale di calcio dell’Iraq, valgono più di tante parole.

LA DONBAS ARENA – Uno stadio avveniristico, la Donbas Arena di Donetsk, tra i più belli d’Europa con i suoi 52mila posti e con appena cinque anni di vita e che dopo due esplosioni non è più quello di prima. A divulgare la notizia è il club sul proprio sito ufficiale insieme ad alcune foto: crolli su una facciata e danni all’impianto elettrico le conseguenze delle esplosioni. Nessuna vittima allo stadio, almeno tre invece accertate in mattinata, due delle quali stavano semplicemente aspettando l’autobus.

IL PALLONE COME LIBERAZIONE – Uno stadio di calcio bombardato e gli sguardi vuoti degli yazidi costretti con la forza a convertirsi all’Islam con indosso la maglia di una squadra di calcio: dall’Ucraina all’Iraq arrivano immagini di guerre lontane e diverse ma accomunate dalla sofferenza di chi vorrebbe solo godersi una partita allo stadio o tirare due calci a un pallone.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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